Sociologia del portoghese ferroviario

Basandomi sulla mia decennale esperienza di viagi ferroviari, (sia come pendolare che come turista)propongo una tipologia del portoghese, quello che va in treno senza biglietto.

1)I goliardi: i ragazzi che vogliono sfidare l’autorità, si chiudono in bagno al passaggio del controllore e, passato il pericolo, si danno il cinque compiaciuti.

2) Il furbetto, che quando viene sorpreso dal controllore inventa le scuse più incredibili ma finisce per pagare (magari barando sulla stazione in cui è salito).

3) Il contestatore, che considera viaggiare gratis una protesta contro Trenitalia ; perlomeno, è coerente con la sua posizione e quando viene beccato, preferisce scendere piuttosto che pagare.  A scanso di equivoci: il comportamento di Trenitalia verso i pendolari è scandaloso, ma fare il furbo col biglietto non è una soluzione ed anzi incoraggia l’azienda a trascurare i treni di servizio per quelli ad alta velocità, dove il biglietto va prenotato. Una protesta efficace, al limite, sarebbe questa : andare dal controllore e dirgli : “Io sono senza biglietto per protesta; mi denunci e mi faccia il verbale, così potrò dire le mie ragioni in tribunale”.

4)L’accattone, uomo, donna o bambino; habituè dei treni per pendolari, non disdegna gli intercity. Fa due volte il giro delle carrozze, prima distribuendo biglietti stampati con storie lacrimevoli, poi ritira i biglietti e le poche elemosine. (I passeggeri, già di malumore per i disservizi, non sono inclini alla carità verso chi è probabilmente un simulatore e uno sfruttatore di bambini.) Qualcuno di loro usa una tecnica più raffinata : invece del biglietto, mostrare una radiografia da cui risultano affetti da un male incurabile. Sono o molto abili nell’evitare i controllori o tollerati da essi per la loro fama di piantagrane. Sono in generale umili, ma volte possono rivelarsi aggressivi ; a Firenze, ho visto una zingarella dare un pugno su una gamba a un giapponese che non le aveva dato i soldi, probabilmente perchè non aveva capito la richiesta.

(Sugli accattoni, la penso come il mio vecchio parroco, sacerdote caritatevole se mai ce ne furono, che vietò ai suoi parrocchiani di fare l’elemosina agli zingarelli, per non incoraggiare lo sfruttamento minorile).

5)Il rivoluzionario terzomondista: un extracomunitario che, per motivi culturali, considera il costo del biglietto un sopruso intollerabile. Quando viene sorpreso, si rifiuta sia di scendere che di pagare, dà del razzista al controllore e acconsente a lasciare il treno solo dopo essere stato minacciato di interventi fisici. Anche dopo essere sceso, a volte, continua a dare in escandescenze, scagliandosi contro il treno, sputando sui finestrini e tenendo così fermi centinaia di persone che hanno pagato il biglietto e vorrebbero solo andare al lavoro.

Naturalmente, questo non significa che la maggior parte degli extracomunitari non paghi regolarmente il biglietto o che non ci siano parecchi italiani portoghesi (scusate il bisticcio) ; ma è un fatto che non ho mai visto fare da un italiano piazzate come quella descritta al punto 5.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: