Consigli per telespettatori cinefili

Paragonando la TV di oggi con quella di una volta,( anche soltanto con quella di quindici anni fa)la differenza che salta subito agli occhi è quanto siano scaduti d’importanza i film. Ai tempi del monopolio RAI, il film del lunedì sera, l’unico che venisse trasmesso, era il clou della settimana, molto più di quanto non lo fossero lo sceneggiato della domenica o il varietà del sabato. Anche quando dal monopolio si è passati alla stagione dei  cento fiori e delle TV locali, e poi a quella del duopolio, ed i film trasmessi in tv sono passati da uno alla settimana a diverse decine al giorno, la settima arte era riuscita, in qualche modo, a conservare la sua aura: lo spettatore medio, di regola, prima controllava  sulla guida dei programmi i film e, solo se non ne trovava di decenti, si adattava a guardare un altro tipo di programmi. Poi qualcosa è cambiato, le televisioni nazionali hanno cominciato a puntare sulle fiction e sui reality e quelle locali sui surrogati del “Processo del lunedì” ed anche il pubblico, a giudicare dagli indici di ascolto, sembra essersi disamorato dei film. I cinefili non avevano altra risorsa che abbonarsi alle tv a pagamento. Il recente passaggio alla TV digitale ha un po’ cambiato le cose: il numero di canali si è sestuplicato e per riempirli si è  dovuto fare ricorso alla vecchia risorsa dei film. Ci sembra giusto quindi segnalare ai telespettatori cinefili i canali a cui rivolgersi per vedere film di qualità variabile, ma che hanno comunque il merito di non essere strareplicati e di contenere spot pubblicitari in una quantità accettabile.

RAI 4: canale rivolto ai giovani, si basa sui telefilm, ma trasmette anche un buon numero di film (gialli d’azione, film di fantascienza, dell’orrore, ecc.); nel suo genere, ha una programmazione di buon livello, anche se non la  consiglieremmo agli appassionati  di storie d’amore intimistiche.

RAI 5: il canale più intellettuale della RAI, trasmette un film d’autore ogni martedì (per agosto, è in programma una retrospettiva sul cinema francese) e altri lungometraggi documentari nel corso della settimana.

RAI MOVIE: trasmette film 24 ore su 24, sfruttando l’enorme magazzino della RAI, e potrebbe essere il canale il canale preferito dai cinefili, se non fosse per due inconvenienti:  1) come nelle TV locali degli anni 70, i film vengono apparentemente scelti e trasmessi a caso, senza un criterio coerente; mancano rassegne e programmi di approfondimento  ; 2) il livello medio della programmazione è abbassato dal numero esorbitante di film spazzatura italiani (spaghetti western, gialli con Thomas Millian, commedie erotiche, ecc.)

RAI STORIA :trasmette un film a carattere storico il venerdì sera

IRIS: è l’equivalente Mediaset di Rai Movie, anche se non limitato esclusivamente ai film; il livello medio della programmazione è persino migliore rispetto a quello del suo omologo pubblico, però si tratta in genere di film già trasmessi sulle reti tradizionali.

LA 5 : un canale per signore che, fra una replica di Amici e un telefilm  rosa  tedesco, infila anche qualche buon film romantico.

MEDIASET ITALIA 2: canale affine a Italia 1 e RAI 4, programma parecchi film d’azione, ma sempre ad orari scomodi (mai prima delle 21,30)

RAI GULP e BOING: canali per ragazzi, trasmettono un lungometraggio a settimana (in genere, d’animazione) che può interessare anche gli adulti (e che di sicuro è meno infantile di Veline).

LA 7 D: un film alla settimana, quasi sempre di autore.

CIELO: canale vetrina, che dovrebbe invogliare lo spettatore medio ad abbonarsi a Sky; quando è apparso, con una programmazione basata sui film e sulle serie televisive americane, faceva ben sperare, ma poi si è buttato sempre di più sui programmi di cucina, sui reality e su documentari d’interesse relativo.

GIALLO: già segnalata su queste pagine, oltre ai telefilm ha anche cominciato a trasmettere qualche buon film (ieri, Il mistero Von Bulow)

COMING SOON: all’inizio, trasmetteva solo prossimamente; poi, vi ha affiancato programmi di approfondimento (affidati purtroppo a ragazzi simpatici ma chiaramente improvvisati come critici); finalmente, è arrivato il turno dei film veri e propri, due o tre titoli al giorno, non di grande richiamo ma a volte interessanti.

CLASS TV: nata come TV di informazioni finanziarie, si è gradualmente trasformato in un discreto canale generalista; la sera, trasmette o sceneggiati RAI classici (come quelli di Pupi Avati) oppure film, di livello disuguale.

TV 2000: canale ufficiale della Chiesa italiana, ha però un programmazione abbastanza laica; trasmette un film d’autore italiano il martedì sera (di recente, Una giornata particolare, scelta un po’ sorprendente per una tv cattolica) e un film d’evasione il mercoledì.

7 GOLD: canale passato alla storia per aver ospitato Colpo grosso, negli ultimi anni si è buttato sempre più sui programmi di chiacchiera calcistica alla Biscardi; per fortuna d’estate, quando il calcio va in vacanza, tira fuori dal magazzino i vecchi film, in genere strareplicati ma con qualche sorpresa positiva (di recente, ha trasmesso una rarità per cinefili come la prima versione di È nata una stella)

TELESANTERNO: a suo tempo, è stata la tv locale romagnola più di successo, grazie soprattutto ad un magazzino di film ben fornito, prima di essere eclissata dal sorgere dell’astro berlusconiano. Merita di essere tenuta d’occhio, assieme alle altre TV del suo circuito (Telecentro, Canale 26, Emily, Teleadriatico, World market show) perché, accanto a molta spazzatura (spaghetti western o film per la tv americani di serie B) programma anche dei vecchi film in bianco e nero (a volte dei classici, a volte semplici curiosità da cineteca) che però non si vedono da nessun altra parte.

STUDIO 1 : tv lombarda, ma visibile anche da noi, specializzata in commedie all’italiana.

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La nuova trovata di Trenitalia

Rproduco qui il testo di un’e-mail di protesta inviata all’associazione pendolari di Piacenza (la più attiva dell’Emilia Romagna).
 
Egregia associazione dei pendolari di Piacenza,
 
       so che voi siete sensibili ai problemi dei pendolari in genere, anche se vivono al lato opposto della regione, e che in passato avete ripubblicato sul vostro sito una lettera in materia che avevo inviato al forum di Severgnini sul Corriere della Sera. Vi segnalo quindi l’ultima trovata di Trenitalia.
 
    Io vivo a Forlimpopoli e lavoro a Bologna e devo prendere il treno tutti i giorni. Fino a qualche settimana fa, per recarmi al lavoro, prendevo un locale che partiva da Forlimpopoli alle 7,15 e che era un treno comodo e puntuale. Con i nuovi orari, il treno è stato spostato alle 7,30, per far passare il Freccia Bianca da Bari; e fin qui, tutto bene. Il problema è che, da quando ci sono i nuovi orari, il treno delle 7,30 non è mai partito in orario, e non lo dico per iperbole, ma in senso letterale. Ogni giorno, si ferma a Cesena per lasciar passare il Freccia Bianca, che non è mai in orario, e arriva a Forlimpopoli con almeno dieci minuti di ritardo. A onor del vero, a volte riesce a recuperarlo e ad arrivare a Bologna quasi all’ora prevista; ma succede altrettanto spesso che ne accumuli dell’altro (una volta, fino a quaranta minuti) a causa delle precedenze o degli inconvenienti alle porte (anche questo, è uno scandalo, che costa un sacco di tempo e di disagi ai pendolari, e che potrebbe essere evitato con un minimo di manutenzione). Vorrei che Trenitalia rispondesse a queste mie domande:
 
    1) Era davvero necessario creare tanti problemi ai pendolari per un Freccia Bianca che non dev’essere poi tanto redditizio, visto che, quando lo vediamo passare nella nostra stazione, è completamente vuoto?
 
    2) Lasciar passare un intercity, per i pendolari, vuol dire perdere fra dieci minuti e un quarto d’ora, passati a farsi sbatacchiare dalla motrice, nel migliore dei casi, (non solo per la sosta, ma anche per il rallentamento dovuto ai cambi di binario) . Ammesso che i treni dei pendolari debbano sempre dare la precedenza a quelli di lusso, non si potrebbero gestire gli scambi meglio, in modo da ridurre i tempi morti al minimo per tutti? Mi rifiuto di credere che sia impossibile, nell’epoca dell’automazione e dei TGV.
 
    3) Perchè il traffico sulla linea Rimini-Bologna deve essere teleguidato da Bari, a centinaia di chilometri di distanza? Onestamente, non posso giurare che le cose andrebbero meglio se la stanza dei bottoni fosse a Bologna o a Ravenna ; ma varrebbe la pena di tentare.
 
    Dopo il mese di passione che noi pendolari romagnoli abbiamo dovuto vivere a causa della neve, e dopo che il Corriere della Sera aveva dedicato un’intera pagina al tracollo della stazione di Bologna, avevo qualche vaga speranza che Trenitalia si decidesse ad affrontare i problemi della nostra linea; invece, ha sabotato quello che era forse l’unico treno che fornisse un servizio abbastanza regolare.
 
Angelo Cappelli
Università di Bologna