La vera storia di Roldan Cortada

Incipit

– Immagino quello che voi state per rispondermi – disse, una sera del 1955, il professor Gonzales, che parlava con tanta enfasi da far pensare che si trovasse in una piazza, di fronte a migliaia di persone, e non in un piccolo circolo alla periferia di Vera Cruz, rivolto ad un pubblico di una decina di persone. – Sì, tutto giusto, tutto bello, bisogna combattere le dittature con ogni mezzo, ma cosa possiamo fare noi, poveri disgraziati che facciamo fatica a mettere assieme il pranzo con la cena nei confronti della forza bruta che governa il mondo e fa chiamarsi Diritto? Che cosa può fare un uomo solo, per quanto idealista e determinato, contro di coloro che hanno a disposizione gli eserciti? Può fare molto. Dieci anni fa, mentre in Europa si combatteva la gran battaglia fra fascismo e democrazia, Barbadilla, la mia sfortunata patria, gemeva sotto il tallone di Linares, un tiranno tanto stupido quanto feroce. Oggi è un paese pieno di problemi, ma che gode il bene inestimabile della libertà. E a chi si deve tutto questo? Ad un uomo solo. Anzi, che dico ad un uomo? Ad un ragazzo che aveva poco più di vent’anni, che serviva nella guardia privata del despota e che tutti consideravano un fervente seguace del regime. Eppure, una notte, quel ragazzo fece fuoco sull’auto di Linares e spense una vita che meritava di essere spenta. Il suo gesto gli costò caro; prima ancora che il sole sorgesse e calasse un’altra volta, egli era stato assassinato barbaramente dalla polizia segreta. Ma il suo sacrificio fu fecondo; un anno dopo la sua morte, a Barbadilla si svolgevano libere elezioni. Il nome di quell’eroe era Roldan Cortada.

A questo punto l’oratore fece una pausa nel discorso, per lasciare spazio all’inevitabile applauso che a Barbadilla salutava regolarmente il nome del tirannicida. Quando vide che quel nome, sonoro e squillante, non faceva alcuna impressione ai messicani, pronunciò la conclusione del discorso: – Quello che ieri è successo a Barbadilla, domani succederà a Cuba, Santo Domingo, Haiti, finché verrà il giorno in cui non ci saranno più, sulla terra, oppressi ed oppressori, ma solo liberi cittadini. Voi potete fare qualcosa per affrettare l’avvento di quel giorno: vi basta dare un piccolo contributo al Comitato Unitario per la Libertà dei Caraibi.

Un giovane alzò la mano e chiese : – Quel Roldan Cortada di cui parla è quello del Circo Chiuhaia?

– Ragazzo, stiamo parlando di cose serie. Non è il caso che ti metta a fare lo spiritoso.

Riassunto

chevy

L’auto di Trujillo, dopo l’attentato che costò la vita al dittatore

La vera storia di Roldan Cortada è un’appendice a Che Dio protegga Barbadilla. In Barbadilla veniva ricordato il monumento a Roldan Cortada, considerato un eroe nazionale per aver ucciso il dittatore Linares (ispirato a Trujillo), e poi scomparso misteriosamente, secondo l’opinione corrente ucciso dalla polizia segreta. Nel racconto si spiega che in realtà Roldan (un giovane ufficiale, fatuo e ignorante, la cui unica dote era l’abilità di tiratore) era stato obbligato col ricatto dai suoi superiori a commettere l’attentato; portato a termine l’incarico, si era poi fatto stupidamente catturare dalla polizia, ma i suoi mandanti erano comunque riusciti a farlo espatriare di nascosto. Dieci anni dopo, Cortada, che adesso si guadagna da vivere in un circo messicano mettendo in scena l’attentato al presidente, incontra il professor Gonzales, un barbadillano di idee democratiche. Il professore, nonostante sia deluso nello scoprire che il suo eroe è stato in realtà lo strumento cieco di una congiura di palazzo, deciderà di continuare a nascondere la verità, per non distruggere una leggenda utile alla causa della democrazia. Trent’anni dopo, Cortada (ormai un anziano e tranquillo barista) apprende dai giornali che è stato inaugurato il monumento alla sua memoria.

Fonti

Roldan Cortada è una versione aggiornata di Peredeo, l’uccisore del re longobardo Alboino. Peredeo fu costretto ad uccidere il re, per aver passato una notte d’amore con la regina, e dopo l’omicidio si rifugiò a Bisanzio, dove mise a frutto la sua fama come combattente nei circhi; Roldan Cortada è costretto ad uccidere il presidente, perchè, senza saperlo, ha avuto una relazione con la sua amante, e finisce anche lui come stella del circo. La parte del racconto relativa al professor Gonzales, invece, è ispirata al Tema del traditore e dell’eroe di Borges.

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