Sua Maestà la Freccia Bianca

Lettera inviata all’associazione Pendolari di Piacenza

Gentile Associazione Pendolari,

    io vivo a Forlimpopoli e per lavoro devo prendere tutti i giorni il treno per Bologna. Già un anno fa vi inviai un messaggio (che voi, gentilmente, pubblicaste sul vostro sito) per denunciare i continui ritardi e disagi provocati ai treni regionali della mattina dalla Freccia Bianca Bari-Bologna delle 7,30. Noi pendolari romagnoli avevamo la vaga speranza che, con i nuovi orari, Trenitalia eliminasse quel treno dall’utilità discutibile, visto che era sempre vuoto; invece hanno aggiunto una Freccia Rossa Ancona-Milano, che passa per la mia stazione alle 7,15, il che ha voluto dire ritardi e disagi raddoppiati. E’ difficlie capire perchè Trenitalia, invece di mettere una Freccia fino ad Ancona o Bologna e un’altra fino a Milano, abbia voluto mettere due Freccie a distanza di un quarto d’ora, su una tratta a due binari che faticava già a reggerne una.
I problemi peggiori, tuttavia, non li ho coi treni della mattina, che in genere riescono a recuperare il ritardo abbastanza bene; li ho al ritorno, quando devo prendere il treno Piacenza-Ancona, che anche lui deve dare il passo a due Freccie Bianche, una da Bologna e una da Bari. L’altro giorno, il mio treno è partito con un ritardo di dieci minuti, che avrebbe potuto recuperare agevolmente, se non avesse dovuto fare altre soste fuori programma per far passare i due treni di categoria superiore, per cui sono arrivato a casa con quasi mezz’ora di ritardo. Oggi, però, è successo ben di peggio. Il Piacenza-Ancona è partito da Bologna in perfetto orario, ed è andato avanti regolarmente fino a Castel San Pietro; lì si è spostato sul terzo binario, per far passare la Freccia bianca. Senonchè, proprio in quel momento, Sua Maestà la Freccia ha avuto non so quale problema e si è fermata in vista della stazione. Ti immagineresti che a Bologna, nell’ufficio che regola la circolazione dei treni, si siano detti: “Visto che quel treno è bloccato, e non si sa quando partirà, almeno facciamo circolare l’altro; diamogli il via e poi, quando la Freccia si sarà sbloccata e lo avrà raggiunto, le faremo dare la precedenza.” Invece no: a norma di regolamento, una volta che la Freccia ha avuto il semaforo verde, fino a quando lei non è passata, la linea deve restare sgombra. C’è quasi da essere contenti che, dopo mezz’ora, la Freccia si sia mossa (a passo di lumaca), abbia liberato il binario e ci abbia lasciati ripartire, anche se con un ritardo che non siamo più riusciti a recuperare; ma se si fosse rotta la motrice, o ci fosse stato un investimento, noi del locale, probabilmente a quest’ora saremmo ancora nella cittadina termale. 
Qui non si tratta di un disagio dovuto all’imponderabile o all’incuria; si tratta della conseguenza di una politica che va avanti dalla privatizzazione di Trenitalia, che distingue fra figli (i passeggeri dei treni ad alta velocità) e figliastri (i pendolari) che, in caso di inconvenienti, non hanno neanche diritto ad essere informati. Questa non è solo l’opinione dei passeggeri: anche i capotreni, quando riesci a parlare del problema, ti danno ragione e ti confessano di detestare le Frecce e di non capire perchè l’azienda abbia voluto infilarne tante su una linea che dovrebbe essere riservata al trasporto locale.

Post scriptum

Ho fatto avere copia di questo articolo al mio amico Thomas Casadei, consigliere del PD presso la regione Emilia Romagna e molto attivo sui temi del trasporto locale. Ecco la sua risposta:

Caro Angelo,
 
grazie per il messaggio e le segnalazioni (che ho letto con attenzione). E grazie anche per l’apprezzamento rispetto all’impegno che cerco di mettere sulle questioni della mobilità e dei pendolari.
 
Come saprai, io stesso sono pendolare e cerco di usare i mezzi pubblici tutte le volte che è possibile.
Purtroppo la politica di Trenitalia è evidente e nota e decisamente indirizzata ai treni AV anzichè ai viaggiatori “pendolari”.
 
Da quando sono consigliere regionale mi sto impegnando molto anche dal punto di vista istituzionale e, anche insieme ad altri colleghi, ho presentato molte interrogazioni e risoluzioni sul tema, oltre che a pubblicare diversi comunicati per denunciare la scarsa qualità e i disservizi costanti.
 
Purtroppo la concessione scaduta è stata prorogata per 3 anni in attesa del bando europeo che è in corso di definizione: personalmente ho chiesto che venissero indicati ed eseguiti controlli più stringenti sul contratto di servizio. e su questo continuerò a vigilare.
 
Di certo la gara europea potrebbe davvero segnare un salto di qualità: io confido molto in questo.
 
Se ti interessa posso iscriverti al servizio di newsletter che informa sulla mia attività politica e istituzionale e che ha un gruppo/sezione dedicato espressamente ai pendolari.
 
Un caro saluto e a presto,
Thomas
 

Angelo Cappelli

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