I miracoli dello zero

Incipit

Così disse Omar Jazeer, il mercante di Damasco, ai suoi figli:

Non pensate, figlioli, che, siccome ora trascorro la maggior parte delle giornate all’ombra della tenda, contando il denaro che gli intendenti hanno guadagnato seguendo le mie istruzioni, la ricchezza mi sia caduta dal cielo. Al contrario, quando avevo la vostra età, trascorrevo la vita in groppa ad un cavallo o ad un cammello, facendo la spola tra Damasco e la contea di Tripoli. Oggi, sia resa gloria ad Allah, agli invasori venuti da Occidente è rimasta solo qualche città sopra il mare, ma a quei tempi buona parte della Siria e della Palestina era ancora in mano agli infedeli. Avete sentito sicuramente parlare delle imprese del Saladino, ma non dovete pensare che noi Arabi ed i Franchi passassimo tutto il nostro tempo a sbudellarci, anzi, fra una guerra e l’altra, passavano anni ed anni di pace e quelli, per noi mercanti, erano gli anni delle vacche grasse. I mercanti Franchi venivano a Damasco e noi andavamo a Tripoli e a Gerusalemme, ma eravamo noi che facevamo gli affari migliori. I Franchi avevano conquistato la Terra Santa, per punizione dei nostri peccati, ma non sapevano farla fruttare e, se volevano procurarsi le merci di cui avevano bisogno, dovevano per forza comprarle da noi, mercanti musulmani. Per questo, anche i più fanatici fra di loro, che avrebbero volentieri passato tutti i credenti a fil di spada, erano costretti a sopportarci, se non volevano morire di fame, in attesa che arrivassero dal loro paese le navi coi rifornimenti.

Devo anche dire che questi fanatici erano pochi, ed erano quasi tutti dei giovani entusiasti appena arrivati dalle terre d’Occidente; la maggior parte dei cristiani, cavalieri o preti che fossero, si era abituata alla nostra presenza e, in tutto quello che non toccava la fede e il Profeta, ci trattava con rispetto. Quelli con cui mi sentivo più a mio agio, erano i mercanti venuti dall’Italia, con cui ho passato molte sere piacevoli. Finite le contrattazioni, che ci avevano tenuto occupati tutto il giorno, facevamo portare sul terrazzo del magazzino dei divani e, mentre ci godevamo il fresco che segue al tramonto, ci scambiavamo racconti sui nostri viaggi e sui paesi dove eravamo nati. Beninteso, questi mercanti italiani, durante le trattative, erano sempre pronti a tirarmi il bidone ed io ero sempre disposto a ricambiare il favore; ma l’amicizia è una cosa, e gli affari sono un’altra.

Riassunto

lupo

Alcuni colleghi di Omar Jazeer

Omar Jazeer, di ritorno da un viaggio d’affari in terra cristiana, deve passare davanti a una fortezza templare, comandata da un cavaliere tedesco rigido e bigotto. Sperando d’ingraziarselo, Omar gli riporta un cavallo fuggito dalla guarnigione, ma il templare, come ricompensa, gli offre una somma ridicola, tre denari. Omar, sfruttando astutamente l’ignoranza dei cristiani in materia di numeri arabi, chiede ed ottiene il permesso di aggiungere ai 3 denari uno zero e riesce così non solo ad estorcere  al cavaliere 30 denari, ma anche a renderlo ridicolo presso i suoi stessi compagni.

Commento

Un ultimo racconto medievale, decisamente quello più leggero. I miei studi di storia medievale mi sono stati utili per descrivere l’ambiente della Terra Santa al tempo delle crociate che fa da sfondo alla burlesca vicenda.

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