La confessione di un impenitente

 Incipit

Passò qualche anno. A Bellugo, la curiosità per il nuovo acquirente di Villa Brusantini si era esaurita; adesso in piazza si parlava soprattutto della squadra di calcio locale. Dove si poteva chiacchierare senza essere sentiti, qualcuno si azzardava a parlare della morte in esilio di Briganti e della lotta all’interno del fascio, che si concluse con la vittoria del conte. Sgurzi fu espulso dal PNF e mandato al confino, mentre il suo nemico lasciava anche lui Bellugo, ma per un importante posto al Ministero della Giustizia.

Pariselli si sentì meglio quando seppe quest’ultima notizia, pur sapendo ormai che da Brusantini non doveva temere brutti scherzi. Il conte, dopo la conversazione davanti a casa Briganti, si era comportato con discrezione: non aveva più cercato d’incontrare il mancato assassino e se lo vedeva per strada si limitava a salutarlo; era andato a visitare le collezioni d’arte nella sua ex villa, ma aveva volutamente scelto un giorno in cui il padrone di casa era in viaggio.

Il vecchio mercante d’antiquariato conduceva ormai un’esistenza da pensionato. Le tre ragazze dai nomi di battesimo cifrati avevano fatto tre buoni matrimoni; ogni volta che una ragazza si sposava, il padre, per pagare le spese, staccava dalle pareti della villa qualche pezzo prezioso e lo metteva in vendita. Non per questo la villa perdeva in sfarzo: ogni buco sulle pareti era immediatamente riempito con un quadro od un oggetto analogo e altrettanto bello che fino allora aveva riposato nelle casse giù in cantina. Anzi, la fama di questa villa-museo aveva cominciato a diffondersi in tutta Italia: quando una personalità illustre veniva a Bellugo, concludeva la visita facendo un salto a Villa Brusantini. Pariselli non sembrava per niente lieto di quest’interesse: concedeva la visita solo quando non ne poteva fare a meno; artisti e critici illustri, venuti a Bellugo soltanto per vedere la collezione, dovettero accontentarsi di un giro di mezz’ora, sotto la sorveglianza occhiuta del padrone di casa, senza potersi fermare ad esaminare da vicino i singoli oggetti.

Riassunto

Palazzo-San-Giacomo

Palazzo Rasponi a Russi, la vera Villa Brusantini

L’anziano Pariselli, pur essendo ateo e anticlericale, stringe amicizia con don Amedeo, un sacerdote assegnato dal vescovo ad una parrocchia di campagna perchè antifascista. Durante una visita alla chiesa di don Amedeo, Pariselli si lascia sfuggire alcuni particolari sul suo passato, che suscitano la curiosità del sacerdote; Pariselli allora decide di raccontargli tutta la propria vita, compreso l’attentato a Briganti e le origini truffaldine della propria ricchezza.

La cornice ed il quadro 3.

Continua

 

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