Venere con borsetta

Incipit

Non per vantarmi, ma come borsetta io sono un’opera d’arte. Il disegno scozzese che mi abbellisce la stoffa della sacca, e la mia tracolla, fatta d’anelli in ottone, sono stati ideati da uno stilista geniale come Roberti; e non mi hanno partorito le mani di un cinese sottopagato, ma quelle di una sarta con anni d’esperienza nell’artigianato di lusso. Qualcuno ha trovato da ridire sull’appariscente erre di metallo posta sopra il bottone di chiusura, ed ha accusato il mio creatore di aver scelto un modo troppo vistoso e pacchiano per firmare la sua creazione. Forse non avevano torto; ma si tratta, in ogni caso, di un piccolo difetto, che non guasta l’armonia dell’insieme.

Il mio destino era appartenere ad una donna di classe, che mi avrebbe sfoggiato nelle grandi occasioni, e per il resto del tempo mi avrebbe tenuto nel cassetto, ma pulendomi e curandomi come un gioiello prezioso; e, invece, ho dovuto passare di mano in mano e frequentare ambienti di cui neppure avrei dovuto conoscere l’esistenza. Non mi lamento però delle mie traversie, che sono servite a qualcosa: hanno portato il successo ad un’artista e fatto lasciare gli scaffali dei negozi a parecchie delle mie sorelle.

 Fui sfortunata già al momento dell’acquisto. La linea di cui facevo parte era stata pensata per una donna adulta ed elegante, ed io invece finii nelle mani di una ragazzina viziata. Non ne dirò il nome, come non dirò il nome di coloro che in seguito mi hanno avuto fra le mani, perché sono un oggetto di classe, obbligato a seguire le leggi della discrezione; la chiamerò semplicemente “la Principessa”.

Riassuntofrancescobiasia

La borsetta racconta le sue traversie: “la Principessa” (la figlia di un industriale) si è disamorata quasi subito di lei, dopo averne letto una recensione negativa su una rivista di moda, e l’ha passata alla figlia dell’autista. Rubato durante una serata in discoteca, l’oggetto passa di mano in mano : dal ladro,  a un ricettatore, a una ragazza squillo che occasionalmente  posa per un pittore. Mentre sta posando per un quadro che la ritrae nuda con la borsetta a tracolla, la ragazza è costretta a lasciare l’Italia perché coinvolta in uno scandalo sessuale. Il dipinto viene esposto con grande successo, grazie alla curiosità morbosa del pubblico per la ragazza che vi è raffigurata, e procura un’insperata pubblicità all’artista.  Costui viene chiamato a ritrarre il padre della Principessa e ne conosce la figlia, che lo infastidisce con la sua curiosità verso la misteriosa “Venere con borsetta”. Il pittore, per togliersela di torno, le regala l’accessorio (rimasto nelle sue mani dopo l’improvvisa partenza della ragazza) , che torna così alla sua prima proprietaria. Poiché le borsette Roberti, in seguito al successo di scandalo del quadro, sono diventate di gran moda, la viziata ragazza accoglie il regalo con entusiasmo, non immaginando di averlo già posseduto e dato via sdegnosamente.

Commento

Usare la storia di un oggetto che passa di mano in mano per mostrare che il mondo si regge sulla vanità non è un’idea originalissima (si pensi al Ventaglio di Goldoni); però credo che sia una novità avere dato alla borsetta su cui si impernia la storia il ruolo dell’io narrante ed aver cercato perfino di darle una personalità (quella della Signorina Snob che acquista un po’ di saggezza grazie alle sue disavventure).  A scanso di equivoci, preciso che “il geniale stilista Roberti” è un personaggio puramente immaginario ed è quindi inutile cercare di procurarsi le sue creazioni.

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