Le due porte nel muro

Incipit

Sfondare la parete nera

Rompere in alba la sera.

È il sogno del morituro?

Il voto del nascituro?

Giorgio Caproni – Versicoli del Controcaproni

 La mano dell’onorevole Ciascuno cominciò a tremare ed il bicchiere, ancora pieno per metà di cognac, che teneva stretto, le scivolò dalle dita per andare ad infrangersi sul pavimento. Il deputato non ebbe neanche il tempo di chiedersi se quel tremito fosse dovuto a quel po’ di liquore che aveva bevuto od all’emozione dell’avventura galante; vide, per un’ultima volta, la sua mano, con la fede che stringeva il suo anulare da più di trent’anni e subito un velo scese sopra i suoi occhi. Nella sua mente si formò un embrione di pensiero: “Non adesso, almeno il tempo…”. Forse intendeva: “Almeno il tempo di veder nascere il mio nipotino”, oppure “Almeno il tempo di uscire da qua e non morire in casa dell’amante”, ma il suo cervello smise di funzionare prima che la frase avesse il tempo di precisarsi. Ci vollero pochi secondi perché l’onorevole Ciascuno fosse stroncato da un ictus cerebrale.

 A pochi chilometri di distanza, ma in un mondo completamente diverso, un essere ancora senza nome viveva beato, immerso nel caldo e nella tranquillità, oltre che nel liquido amniotico. Talvolta, tutta quella beatitudine lo annoiava e sentiva il bisogno di un po’ di azione: agitava il suo piccolo corpo, muoveva gli abbozzi (ormai completamente formati) di braccia e di gambe, s’infilava il ditino nella bocca in cui c’erano già le mascelle; ma si calmava presto, anche perché il cordone che spuntava dalla sua pancia gli impediva di muoversi più di tanto. Aveva gli occhi, ma intorno a lui c’era solo il buio; aveva le orecchie, ma sentiva solo un battito ritmato e regolare sopra la sua testa. Ogni tanto, sentiva che il suo mondo si stava spostando, ma i movimenti arrivavano a lui attutiti dal liquido e non bastavano a turbarlo ed a procuragli la minima inquietudine; altre volte, il battito che gli faceva compagnia assumeva un ritmo più rapido e irregolare, ma presto ritornava alla normalità. Quella condizione durava da un tempo immemorabile (nove mesi) e, per quello che ne sapeva lui, sarebbe potuta andare avanti per l’eternità. Poi, ad un certo momento, senza il minimo preavviso, il liquido che fino allora lo aveva protetto amorosamente cominciò a turbarsi ed un vortice si aprì sotto i suoi piedi. Una forza che non aveva mai conosciuto lo trascinò via e l’essere provò il suo primo sentimento di paura. Forse intuiva che la pace e la sicurezza se n’erano andate e, se anche fossero tornate, non sarebbero mai state più così intere ed assolute.

 Riassunto

Il racconto descrive, con un montaggio alternato, tre vicende contemporanee, che ruotano intorno alla morte di un politico, l’onorevole Ciascuno durante un incontro galante : la venuta al mondo di un bambino (che è poi il nipotino di Ciascuno), descritta adottando il punto di vista del neonato ; le manovre di Ermes, il portaborse del defunto, che, anche se sinceramente addolorato, si preoccupa innanzitutto di evitare uno scnadalo; e i primi passi di Ciascuno nell’aldilà, dove subisce un processo , accusato da un procuratore idealista e impietoso (sè stesso da giovane) che gli rimprovera le bassezze e i compromessi della sua carriera politica, e difeso da una giovane avvocatessa (sua figlia, nonché la madre del bambino) che cerca di far valere davanti al giudice (San Pietro) gli affetti che, nonostante tutto, l’uomo in vita ha potuto suscitare. La sentenza finale viene taciuto, ma Ciascuno si rende conto di aver sbagliato l’impostazione di tutta la sua vita; lo consola soltanto la notizia della nascita del nipotino.

Commento

Nei miei raconti fantastici, in genere, ho seguito il criterio di dipinge uno sfondo tanto più realistico e prosaico quanto più erano inverosimili le vicende che vi avvenivano. Qui, invece, anche se lo spunto di partenza mi è venuto da un vecchio fatto di cronaca (la morte di un deputato democristiano, negli anni ’80, in circostanze simili a quelle del racconto) ho cercato di rendere la vicenda più universale possibile: i nomi sono simbolici (Ciascuno, Ermes, come il dio greco che accompagnava i morti); il tempo potrebbe essere il presente come gli anni ’60 (forse più probabilmente i secondi, visti che Ciascuno è un ipocrita, con qualche resto di idealismo e senso morale, e non un cialtrone compiaciuto) e la storia potrebbe svolgersi a Roma come a Parigi o a Washington. Non è una satira politica, ma una meditazione sui grandi misteri della nascita e della morte; confesso che, scrivendola, ho rivissuto la tristezza dei giorni succesivi alla scomparsa di mio padre.

Paul Gaguin

Paul Gaguin
Chi siamo, da dove veniamo, dove andiamo?

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