Il club più esclusivo di Londra

Incipit

Ad ogni cambio di stagione, sul Times appare il seguente annuncio a pagamento.

Il Ghost Club è forse il circolo più esclusivo di Londra. Non è riservato agli aristocratici, ai milionari od ai laureati ad Oxford, ma ad una categoria assai più ristretta: chi abbia incontrato il soprannaturale sulla sua strada. In più, la direzione del club è molto riluttante a concedere la qualifica di socio a coloro, quali i medium ed i maghi televisivi, che dell’occulto hanno fatto una professione. Nonostante queste limitazioni, i soci del club sono più numerosi di quanto non si potrebbe pensare, ma, a differenza di quelli dei circoli aristocratici di Saint James, preferiscono non sbandierare ai quattro venti la loro tessera. In effetti, il circolo è stato istituito proprio per consentire a chi abbia avuto certe esperienze di parlarne ad altre persone senza fare la figura del pazzo o dell’adepto di qualche nuova filosofia orientale.

Il Ghost Club, anche se garantisce la massima discrezione ai suoi soci, non è assolutamente una società segreta: chiunque ne abbia voglia può andare nel quartiere di Kensington per vederne l’ingresso della sede o trovarne il numero sull’elenco telefonico. Pubblica un bollettino semestrale e svolge attività filantropica e culturale.

Se avete vissuto esperienze fuori del comune e volete condividerle, forse potrà interessarvi fare un salto alla sede del Ghost Club, ad Argyl Road n. 13.

 Facciamo anche noi un salto ad Argyl Road, in una zona residenziale solitamente trascurata dai turisti. Al n. 13, in un isolato dall’architettura abbastanza anonima, ci sono una targhetta d’ottone accanto alla porta e l’Union Jack sopra la finestra, unici segni esteriori della presenza del Ghost Club. Sfruttando i privilegi riservati alle voci narranti, entriamo nel circolo, senza preoccuparci del custode, incaricato di respingere chiunque non possa esibire la tessera od un permesso firmato dal presidente del Club, e andiamo a dare un’occhiata al salone. Che spettacolo deludente! Non ci sono spiritisti dagli occhi allucinati, maghi col cappello o santoni in tunica con la testa rapata a zero, bensì normalissimi individui in giacca e cravatta, che di regola dovrebbero frequentare i locali per uomini d’affari della City, anziché andare in un club di svitati a discutere d’apparizioni e spiriti. Pochi di loro oserebbero raccontare ai loro amici come trascorrono il sabato pomeriggio; qualcuno lo ha tenuto nascosto perfino alla moglie.

Riassunto

Il club più esclusivo di Londra è la cornice di una serie di racconti a carattere fantastico di cui darò delle anticipazioni negli articoli successivi. Nell’attesa, vi dò l’elenco dei soci del Ghost Club che raccontano, in prima persona, le loro esperienze paranormali:

Il Ghost Club in Argyl Road
(veramente, è un edificio qualunque,
però la strada è quella)

1) Nathan Elkan, uomo d’affari londinese.

2) George Olderburr, antiquario.

3) Jonathan Everton, giornalista del Bows Bell

4) Paul Blake, studioso di storia del Settecento.

5) Robin McRavel, commissario presso la polizia di Edimburgo.

6) Vincenzo Patellani, direttore in pesnione dell’ufficio londinese della Olivetti.

7) Cesare Beccalossi, professore universitario di letteratura italiana.

Un artigianale book-trailer si può trovare su youtube.

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