Il vaso di terracotta

Incipit

 – Mi chiamo Jonathan Everton, e dirigo un’edizione locale del Bows Bell. Se un posto come il mio viene dato ad un giornalista giovane, significa che sta facendo carriera e si prepara a salire verso incarichi più importanti; se viene dato ad un anziano, è il premio di consolazione dopo una carriera lunga, onesta e senza lampi di genio. Visto che ormai da tempo ho i capelli bianchi, inutile precisare quale sia il mio caso. Eppure, quand’ero giovane e lavoravo per il gruppo Scrap da appena due anni, sono stato sul punto di spiccare il salto verso la serie A, di essere accolto nell’Olimpo dei giornalisti che mettono la firma in cima all’articolo anziché in fondo. È vero che il mio breve successo professionale non è stato merito mio, ma di Orton il folletto.

 Nel nostro ambiente, il Bows Bell e l’Evening Star sono soprannominati “dr. Jeckyll e mr. Hyde”. Il Bows Bell è un quotidiano dalla grafica raffinata, su cui appaiono gli articoli di scrittori famosi e docenti universitari. Se ogni traccia del Times sparisse dalla faccia della terra, il Bows Bell diventerebbe il giornale più prestigioso delle isole britanniche. L’Evening Star, nonostante il suo nome poetico, è un giornalaccio, che mette in prima pagina, a rotazione, donne nude, delitti truculenti e fenomeni inspiegabili (in genere, apparizioni di UFO o di fantasmi). Un lettore del Bows Bell si vergognerebbe anche solo a leggere i titoli dell’Evening Star in edicola, eppure i due giornali appartengono allo stesso gruppo editoriale, hanno la sede nello stesso palazzo, con molti uffici in comune, e quasi tutti i giornalisti del quotidiano prestigioso si sono fatti le ossa nel tabloid, compreso il sottoscritto. Poiché siamo in Inghilterra, il secondo paese delle caste dopo l’India, ogni giornalista del Bows, compreso il curatore dei necrologi, sente di appartenere ad una categoria superiore ai suoi colleghi dell’Evening, compreso il direttore responsabile. Io stesso, se penso che sono riuscito a passare da un giornale all’altro, sento di non aver vissuto invano. L’unica consolazione di chi lavora all’Evening è sapere che il gruppo Scrap (e quindi, anche lo stipendio dei colleghi snob) economicamente si regge sugli introiti del fogliaccio.

 Riassunto

Jonathan Everton è un giovane giornalista che lavora per un tabloid scandalistico (l’Evening Star), occupandosi di paranormale senza crederci. Grazie al suo lavoro, egli viene a sapere della misteriosa apparizione di un folletto irlandese, di nome Orton, in un cottage alla periferia di Londra; non se ne lascia impressionare ed anzi decide di affittare  il villino, rimasto vuoto dopo la morte del precedente inquilino, il reverendo Dyson. La prima notte che trascorre nella sua nuova casa, a Everton appare Orton, che gli racconta la sua storia. Il reverendo Dyson (un ex ecclesiastico anglicano, appassionato di esoterismo e magia) pronunciando un incantesimo su un vaso di terracotta pieno di terra leprechaunirlandese, aveva reso Orton suo schiavo; e quando il reverendo era stato sfrattato dal cottage, si era servito del folletto per scacciare i nuovi inquilini, i coniugi Hobson. Adesso che il suo vecchio padrone è morto, Orton spera che Everton vorrà annullare l’incantesimo, infrangendo il vaso di terracotta; invece, l’ambizioso giornalista decide di utilizzare a proprio vantaggio gli straordinari poteri del folletto (in grado di muoversi alla velocità del pensiero, e di penetrare non visto nei luoghi più segreti). Grazie alle informazioni ricevute da Orton, Everton riesce ad inanellare uno scoop dietro l’altro e a fare una fulminante carriera, venendo assunto da un giornale di prestigio (il Bows Bell). A questo, punto, secondo i patti, Orton avrebbe diritto alla libertà, ma Everton non se la sente di rinunciare al suo informatore soprannaturale. Quando però il giornalista trasloca in una nuova casa, il vaso magico di terracotta viene distrutto da un operaio, accidentalmente (o forse per opera di Orton). Senza più il folletto a fornirgli le dritte, Everton non riesce più ad ottenere scoop, e dovrà rassegnarsi ad una carriera giornalistica senza infamia e senza lode.

Commento

Anche all’origine di questo racconto c’è una leggenda  medievale, riportata sul Penguin Book of Ghost Stories: quella del duca Raimondo di Correse, che era informato degli avvenimenti d’Europa grazie a uno spirito di nome Orton. Ho trasferito nel mondo del giornalismo spazzatura una trama tipica delle fiabe: l’uomo che, grazie ad un essere od un animale magico (come il rombo dei fratelli Grimm) ottiene potere e ricchezza, e poi li perde per non aver saputo moderare i suoi desideri. Poiché mi piace autocitarmi, per  il suo incantesimo  il reverendo Dyson fa ricorso al manuale di Wenderbinder (un libro magico che ricorre in un’altra mia serie di racconti fantastici).

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