La grande bruttezza

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La bellezza sfigurata

Lettera pubblicata sul forum Italians, in data 7 marzo 2014.

Cari Italians, io lavoro a Bologna da quattordici anni, e in questo tempo ho visto quella che fino a pochi anni or sono era “la città vetrina del PCI” trasformarsi, grazie alle scritte murali, nel set ideale per un film intitolato “La grande bruttezza”. Nel centro storico, al di fuori degli immediati dintorni di Piazza Maggiore, quasi non c’è un muro, anche appartenente a palazzi storici, che non sia stato deturpato dagli slogan politici, che vanno dall’enigmatico (“Quanto a voi vi puniremo solo con la nostra fuga”) al sanguinario (“Più sbirri morti”) non contando i semplici, ma ugualmente orribili, scarabocchi.

Non è difficile capire perché Bologna sia tanto bersagliata dai graffittari: è una sede universitaria, con l’ulteriore svantaggio di avere l’ateneo proprio nel suo cuore, ed ha attirato una quantità di sessantottini in ritardo, percentualmente trascurabile rispetto alla massa degli studenti, ma sufficiente a sfigurare il volto della città che li ospita. (Ho visto lo stesso deprimente spettacolo sui muri di Pisa, anche se su un’area meno estesa). Quello che non si capisce è perché nessuna delle amministrazioni succedutesi sotto le due torri abbia sentito il bisogno di offrire ai propri cittadini un’operazione di ripulitura, e abbiano tutte lasciato nuove scritte aggiungersi alle vecchie, anno dopo anno.

Questo weekend, poi, proprio quando si cercava di rilanciare l’immagine di Bologna come città d’arte con la mostra su Vermeer, i graffitari hanno realizzato un exploit: hanno raddoppiato il danno in un colpo solo, decorando le principali vie della città con scritte in onore dei NO TAV, alla distanza di una ogni cento metri. Sotto una di esse, che diceva “Terrorista è chi devasta l’ambiente” un anonimo cittadino ha attaccato questo foglietto scritto a penna “E invece, chi devasta le città no?”. Il foglietto con l’educata protesta è sparito dopo un giorno; la scritta c’è ancora, e resterà probabilmente fino alla consumazione dei secoli.

Alla lettera, aggiungo qualche riga di precisazione. Se nel testo me la sono presa coi no-tav e i sessantottini in ritardo, non è stato per motivi politici (detesto ugualmente quelli che usano i muri per inneggiare al Duce). E’ perchè i contestatori di estrema sinistra sono oggettivamente, almeno a Bologna, gli autori della stragrande maggioranza degli scempi ; e perchè, alla mancanza di senso civico, aggiungono il peccato di presunzione. Chi scrive su un palazzo storico “Cinzia, ti amo” o “Forza Milan” è ugualmente stupido e vandalico; ma perlomeno non pretende di compiere un eroico atto rivoluzionario.

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