Il sole si spegne (Epilogo)

Incipit

Lo sconvolgimento che, a Bologna, aveva portato i potenti in esilio e i meno potenti sugli scranni più alti del Comune, sembrò estendersi dalla terra al cielo.

Tre giorni dopo che le famiglie bandite ebbero lasciato la città, la luce del sole si oscurò, senza che ci fosse una nuvola in cielo, e poi, un po’ alla volta, scomparve del tutto per alcune ore. I nostalgici del vecchio regime sostennero che Dio avesse mostrato la propria ira verso la città che aveva cacciato i suoi legittimi governanti, ma poi si seppe che lo stesso fenomeno si era verificato in tutta Italia, senza distinzione fra città guelfe e ghibelline. Si diffuse allora l’opinione che il buio a mezzogiorno fosse l’annuncio di una sciagura che si sarebbe presto abbattuta sulla penisola.

 Tre giorni dopo l’eclisse, nella solita osteria fuori porta, si svolse la prima riunione dei frati gaudenti dopo la cacciata dei Pepoli. Forse mai, nella storia dell’ordine, ci fu una sessione talmente silenziosa: almeno un terzo dei frati non aveva voglia di parlare delle proprie esperienze recenti. Rolandino non voleva far sapere in giro che il più grande burlone della compagnia era stato burlato anche lui dalla sorte; Pier Damiano (ormai guarito dal colpo di spada al piede, anche se doveva ancora appoggiarsi al bastone) si vergognava della sua magra figura come combattente; Mercuriale aveva scrupolo a ripetere la predica che aveva fatto dal balcone di casa Pepoli di fronte a un amico guelfo ferito; Guido, con il pudore dei sentimentali sui propri affari di cuore, annunciò il suo fidanzamento con Cecilia, e non volle aggiungere particolari. Andò a finire che, con tutto quello che era accaduto in città, quella sera si parlò soprattutto dell’eclisse e, naturalmente, Ulderico, in qualità d’astrologo, fu subissato di domande.

– Da chi volete la risposta: dal ciarlatano o dallo studioso della natura? – domandò il parmigiano.

– Fai parlare tutti e due – sentenziò Bernardo.DanteBook-300x265

 Riassunto

Ulderico spiega come le eclissi di sole siano un fenomeno naturale e prevedibile, senza un significato particolare; pure, di lì a poco, un grande lutto colpisce davvero l’Italia, con la morte di Dante. Il giovane Petrarca cerca di consolare il maestro Cino da Pistoia, affranto per la perdita dell’amico, dicendogli che, anche se Dante è morto, la poesia non può morire. (È la morale di tutto il romanzo: gli odi e le guerre, per quanto violenti, passano, ma la poesia rimane).

 Commento

La notizia dell’eclisse di sole avvenuta poco prima della morte di Dante, quasi a preannunciare la scomparsa del grande poeta, è stata tratta dalla cronaca di Villani (consultata tramite la LIZ.) Non sono in grado di raccontare le successive vicende della Confraternita dei Frati Gaudenti, ma posso assicurare il lettore che essa sopravvisse almeno fino al 1948 (come dimostra la fotografia riportata in calce).Bologna_-_1948_-_Veglione_-_Frati_Gaudenti

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