Arriva l’uomo calvo

Temporale Incipit

Dopo la partenza dei Zanoni, la vita al residence riprese il solito corso tranquillo e noioso, tanto più che, per due giorni, gli ospiti furono bloccati al coperto da un temporale. Il più sfortunato fu Celestini; l’acqua cominciò a cadere a catinelle alle nove di sera, mentre lui si trovava all’Internet point per spedire l’articolo. Poiché, con quel tempo, era fuori questione pedalare per due chilometri all’aperto, senza avere con sé nemmeno una mantellina, l’esperto di problemi economici dovette passare la notte a Milano Marittima, nell’appartamento al mare di un amico; la mattina dopo, mentre continuava a cadere l’acqua, raggiunse il residence, con un impermeabile prestato dal suo ospite, e subito ricevette una telefonata dal giornale che gli chiedeva di raccogliere tutte le notizie possibili sull’uragano che aveva devastato la Riviera. A parte la signorina inglese, che fu sorpresa dall’acquazzone mentre, come al suo solito, era in giro per la palude, gli altri ospiti se la cavarono con la seccatura di dover passare due giorni chiusi nel residence, senza neanche la distrazione delle bellezze naturali. I fratelli Rodani ingannarono il tempo con interminabili partite di ping-pong ; Gradoli si buttò anima e corpo sul romanzo giallo, che aveva trascurato nei giorni precedenti, e riuscì ad arrivare fino alla scoperta dell’assassino. Sennonché il figlio gli fece notare che, se la soluzione finale era ingegnosa, l’assassino era talmente insospettabile da non avere un movente valido e lo scrittore della domenica, pazientemente, cominciò a riscrivere il romanzo per colmare la lacuna. La signorina Rossi ricominciò a stare chiusa in camera ed anzi, quando capì che i Zanoni avevano raccontato a tutti del suo incontro nel bar, diventò ancora più riservata. Gli altri trascorsero il cattivo tempo nel salone, giocando e chiacchierando.

– Il piccolo saputello non viene a giocare a dama? – chiese, durante una di quelle conversazioni, quando il tempo si era ormai ristabilito, il professor Tellini al ragionier Gradoli.

– Sta rileggendo il mio romanzo; è un critico spietato ma in genere ha ragione – rispose il ragioniere.

– Se pubblica il suo romanzo, proverò a procurarle una recensione – disse Celestini.

Riassunto

cappellaMente papà Gradoli è impegnato nella stesura di un romanzo giallo, sotto l’attento controllo del figlio dodicenne, il playboy Antonio Rodani comincia a puntare su Samantha Mac Lean, l’elusiva inglesina .Purtroppo, quando si trova solo a solo con lei, nei pressi di una cappella sconsacrata nel folto della pineta, dove la ragazza pratica lo yoga e cerca ispirazione per i suoi studi danteschi, i suoi approcci sono disturbati dall’apparizione di un misterioso individuo calvo, Giovanni Colombo, che si accampa nella cappelletta, ufficialmente per fare birdwatching. Colombo sembra però mostrare uno strano interesse per Irma Rossi: le scatta di nascosto una fotografia dalla finestra della sua stanza, le manda un mazzo di fiori con un messaggio ed ha con lei un accesa discussione nella pineta (a cui assiste da lontano, spinta dalla sua inguaribile curiosità, la signorina Boschetti). Mentre gli ospiti del residence sctenano la loro fantasia, immaginando chissà quali trame amorose intorno alla signorina Rossi, Antonio Rodani, pur di conquistare Samantha, comincia a studiare la Divina Commedia.large_Nocolo%20Barabino,%20Dante%20incontra%20Matelda_600

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L’età dell’intransigenza

Incipit

L’uomo medio, quando va in vacanza, cerca la compagnia di altri uomini medi come lui e finge di detestarla. Quando si trova sulla spiaggia della riviera romagnola, detesta il vicino con la radio troppo alta, il vù-cumprà invadente, i ragazzini che giocano a pallone ed invidia l’amico danaroso che può permettersi la tranquillità di un’isoletta esotica. L’anno dopo, va in vacanza al residence Pineta, dove di pace e solitudine ce n’è da vendere e cosa succede? Dopo cinque giorni al massimo, si annoia e comincia a fare di tutto per uscire dal cerchio incantato.

 sentiero_e_biciMeno di una settimana dopo la festa da ballo, il residence era diventato, in pratica, un dormitorio, dove gli ospiti passavano solo le ore che non potevano dedicare alla spiaggia od alla discoteca. Giuseppe aveva assunto un ritmo di vita metodico: verso mezzogiorno, prendeva su la bicicletta a nolo, portandosi dietro una borsa con il dischetto dell’articolo scritto la sera prima, raggiungeva l’Internet point e spediva il pezzo al giornale via e-mail; poi passava il resto della giornata girando fra i bar e i locali. Intorno alle 10, rientrava al residence, buttava giù un articolo sulle nuove tendenze della vita di spiaggia, basandosi sulle chiacchiere udite durante la giornata e senza metterci troppo impegno, lo salvava sul dischetto e poi andava a dormire. Gradoli, per qualche tempo, aveva passato i pomeriggi a scrivere il suo romanzo sul computer portatile; poi, in seguito alle insistenze di moglie e figlio, ed anche perché stava cominciando ad annoiarsi anche lui, cominciò a passare regolarmente le giornate sotto un ombrellone noleggiato. I fratelli Rodani avevano cominciato a passare le giornate e le nottate fuori dal residence già dai primi giorni, uscendo e rientrando (in genere tardissimo) sempre in coppia, come se fossero legati da una catena invisibile. I due dovevano essere molto attaccati fra di loro, anche se non lo dimostravano ed anzi, quando si trovavano al residence, sembravano fare di tutto per ignorarsi. I due pensionati, che non avevano più l’età per fare tutti i giorni quattro chilometri in bicicletta, passavano più tempo degli altri nelle loro camere, ma anche loro, quando le gambe glielo consentivano, lasciavano la pineta per il mare. Le uniche eccezioni alla regola erano le due ragazze del mistero. La signorina Irma continuava a trascorrere quasi tutto il suo tempo chiusa in camera; si era decisa a mangiare assieme ai compagni di villeggiatura, ma faceva in modo di stare in un tavolo a parte e di non fare conversazione con nessuno. L’inglese, invece, non stava nel residence e neppure noleggiava una bicicletta per andare in spiaggia; usciva dal residence alla mattina e rientrava di sera, senza dire a nessuno che cos’avesse fatto in tutta la giornata. Furono i Gradoli a scoprirlo. Giovanni aveva insistito per portarsi dietro la famiglia in un’escursione naturalistica nella pineta ed aveva finito per perdersi, con moglie e figlio, nel labirinto di sentieri, alberi ed acque. Aveva intravisto una costruzione in mezzo al verde e l’aveva raggiunta, con molta fatica, solo per scoprire che non si trattava del residence ma della cappelletta che sorgeva sul luogo dell’eremo di san Ghisolfo. Sul sagrato della chiesina, c’era miss Samantha, intenta, apparentemente, a fare dello yoga. La signorina aveva mostrato, molto cortesemente, ai tre escursionisti il modo di tornare alla base: bastava seguire i fili della luce e del telefono che collegavano il Pineta con il mondo, passando per la vecchia cappella sconsacrata. La Boschetti si dedicava con tutta sé stessa a farsi i fatti degli altri. Ogni volta che riusciva a beccare la signora Zanoni, la teneva sotto per un’ora con pettegolezzi e supposizioni riguardo ai compagni di villeggiatura, soprattutto la signorina Irma e l’amante che, un giorno o l’altro, l’avrebbe raggiunta. La povera signora Cristina ascoltava distrattamente, tutta presa dai suoi problemi famigliari. La figlia era in guerra con il padre, ed era qualcosa di più grave della solita ribellione da adolescenti.

 Riassunto

 daughter-dadMarisa, una ragazza onesta e di idee puritane, ha scoperto, per la malignità di un ragazzo, suo corteggiatore respinto, che il padre, durante un viaggio nell’isola di Barbadilla, è stato arrestato a causa delle sue attività di turista sessuale. Da allora, la fanciulla cova un sordo rancore nei confronti del padre e della madre, che ipocritamente fingono di ignorare l’episodio. Una sera, padre e figlia lasciano il residence, il primo per guardare la partita Inter-Bayern Monaco in un bar, la seconda per andare in discoteca con un’amica. Al bar, il signor Zanoni scopre la signorina Irma Rossi (il cui contegno riservato aveva già scatenato la curiosità degli ospiti del residence) assieme ad uno svizzero, in quello che, a prima vista, sembra un incontro amoroso. Zanoni non resiste alla tentazione di dare alla signorina alcuni consigli paterni, il che, naturalmente, suscita il sarcasmo di Marisa, nel frattempo sopraggiunta. Tornando al residence, padre e figlia sembrano essere sul punto di avere una spiegazione, ma l’anziano dongiovanni preferisce rifugiarsi nelle sue menzogne. Mentre la famiglia Zanoni interrompe le vacanze in anticipo, il piccolo Gradoli, con le sue doti deduttive, riesce ad accertare che la signorina Rossi non è, come pensano tutti gli altri, una donna in attesa dell’amante, ma una ragazza madre.

 Commento

Il colloquio notturno fra Marisa e il padre, in cui la ragazza prima spera che il genitore riconosca le sue colpe, in modo da poterlo perdonare, e poi si rassegna a perdere ogni stima per la sua famiglia (Non so cosa farò da adulta: morirò vergine, diventerò lesbica, mi farò suora, tutto piuttosto che diventare una moglie come la mamma. E se avrò dei figli, farò di tutto perché non assomiglino al babbo) mi è venuto bene, almeno credo. Tuttavia, devo riconoscere che, in un romanzo dai toni prevalentemente ironici, questa scena, drammatica e quasi tragica, costituisce un po’ una stonatura, tant’è vero che, nel paragrafo successivo, ho dovuto affrettarmi a far partire dal residence la famiglia Zanoni, che era ormai, dal punto di vista narrativo, un limone ormai spremuto.

Inizia la stagione

Incipit

Era una domenica sera agli inizi di luglio.

Mentre, nelle discoteche della riviera, gli altoparlanti riversavano le più recenti e fracassone evoluzioni della disco music nelle orecchie di ragazzi venuti da tutta Italia, nella pineta suonava la banda delle rane, con gli uccelli notturni come solisti. La sua esibizione non era troppo disturbata dalla musica proveniente dal residence, dove la hall dell’albergo era stata adattata a balera, per festeggiare l’inizio delle vacanze. Poiché le orchestre di liscio difficilmente si esibiscono nelle pinete, la musica era assicurata da un impianto hi-fi stereo e da alcuni CD con i pezzi migliori di Casadei. Qualche insetto, attirato dai suoni insoliti, si avvicinava al residence, ma si trovava la strada sbarrata dalle zanzariere.

Prima che iniziassero le danze, Bovarelli aveva tenuto un discorso di presentazione: – Anche se parecchi di voi sono qui già da qualche giorno, oggi per la prima volta quasi tutti gli ospiti dell’albergo si trovano assieme. Abbiamo deciso di festeggiare con una serata danzante all’insegna del liscio, che consentirà a tutti i clienti di fare amicizia fra di loro. Purtroppo, c’è un inconveniente: fra gli ospiti c’è una netta prevalenza degli uomini sulle donne, e in più, stasera, la signorina Rossi è stata costretta a restare in camera da un’indisposizione, quindi ci sono cinque dame e otto cavalieri. Prego quindi le signore di non limitarsi ad un solo compagno, almeno sulla pista da ballo. – Rise alla sua battuta, e fu l’unico. Poi si rivolse ad un inserviente croato e gli ordinò: – Musica, maestro. – Il croato lo fissò con l’aria intontita e Bovarelli dovette spiegargli: – Ratko, metti su i CD, come abbiamo fatto questo pomeriggio. – Ratko eseguì l’ordine con flemma e Bovarelli, tenendo sempre un sorriso stampato in volto, gli mandò dentro di sé un silenzioso accidente.

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Riassunto

Se il primo capitolo serviva a introdurre l’ambiente, il secondo, con la descrizione della serata danzante, serve a introdurre i personaggi. Di alcuni il carattere emerge dal modo in cui ballano (ad esempio, la differenza fra l’elegante nonchalance di Michele Rodani e il volgare esibizionismo del fratello), di altri attraverso le chiacchiere che fanno. L’unica a non prendere parte alla serata è la signorina Rossi, la cui assenza viene vivacemente commentata; sempre attraverso le chiacchiere, si accenna inoltre alle vicende societarie della Beta Elettrodomestici, recentemente acquistata dalla Bayern Elektrahuser, che saranno poi alla base della trama principale (naturalmente, entrambe le ditte sono immaginarie). Si può dire che già da questo episodio i personaggi del romanzo si possono dividere in due categorie: gli attori (la famiglia Zanoni, i fratelli Rodani, la misteriosa signora Rossi) e un coro (tutti gli altri ospiti del residence) che osserva e commenta le azioni dei primi, arrivando generalmente a conclusioni lontanissime dalla realtà. L’unica eccezione è il dodicenne Leonardo Gradoli, le cui deduzioni alla Sherlock Holmes si rivelano sempre esatte. Già in questo capitolo è l’unico a capire , dal comportamento di Paolo Zanoni durante il ballo, che l’uomo è un dongiovanni e che la sua famiglia è in crisi.

Tra Richardson, Manzoni e la signora James

Post pubblicato sul forum Italians del 17 febbraio 2015.

Cari Italians, la polemica che è già cominciata su questo forum a proposito del film “Cinquanta sfumature di grigio” mi ha fatto venire in mente un romanzo inglese del ‘700, “Pamela” di Samuel Richardson, letto qualche mese fa e che fu a suo tempo un fenomeno di costume paragonabile ai romanzi della James. Il libro è la storia di una camerierina sedicenne, vittima di un padrone libertino che comincia col corteggiamento pesante, passa poi a quelle che oggi si chiamerebbero molestie sessuali e infine arriva ai metodi da boss mafioso: rapisce e tiene sequestrata Pamela, fa malmenare il giovane pastore protestante che ha preso le difese della ragazza e in un paio d’occasioni arriva vicino allo stupro vero e proprio. Poi si pente e lascia libera l’eroina. Forse che lei scappa il più lontano possibile e poi sposa il suo difensore, come si aspetterebbe il lettore moderno? No, torna dal suo aguzzino, sposa lui e per l’ultimo terzo del libro si profonde a dire quanto sia buono e generoso suo marito. Per noi italiani, è come se Manzoni, a metà dei Promessi Sposi, avesse fatto innamorare Lucia di Don Rodrigo. Manette e frusta in meno, è la stessa storia di “Cinquanta sfumature”: la ragazza innocente (un po’ meno innocente nella versione moderna) che prima sfugge dalle grinfie del seduttore e poi lo trasforma in un buon marito. Non sono un maschilista, e non voglio dedurne che la segreta aspirazione delle donne sia ancora oggi trovare un maschio alfa a cui fare da riposo del guerriero; o che, come diceva donna Prassede, “le ragazze, quando hanno in cuore uno scapestrato (ed è lì che inclinano sempre), non se lo staccano più”. Però dà da pensare che, dopo un secolo di femminismo, per milioni di lettrici l’uomo ideale sia ancora un bel tenebroso con tendenze sadiche, come Mr. Grey, e non un bravo ragazzo che rispetta la sua donna e la tratta da pari a pari. In effetti, Renzo Tramaglino, come eroe romantico, non ha mai avuto molto successo presso le lettrici…

VII: Pamela in the Bedroom with Mrs Jewkes and Mr B. 1743-4 by Joseph Highmore 1692-1780

Pamela in camera da letto, di Joseph Highmore. (La donna sulla sinistra è in realtà il perfido seduttore, travestitosi per attentare alla virtù dell’eroina).

 

Il reporter

Incipit

A non molti chilometri verso occidente, una fiumana di camion ed automobili sfrecciava, tanto velocemente quanto glielo consentiva il traffico, sopra l’asfalto della Statale Adriatica ; ad ancor meno chilometri verso oriente, gli alberghi, i negozi e i locali di divertimento di una strana metropoli, che raddoppiava la popolazione a primavera e la dimezzava in autunno, fronteggiavano il mare. Ma nella pineta il tempo sembrava essersi fermato a diversi secoli prima, ai tempi di Odoacre e Teodorico, quando l’unico essere umano che aveva voluto portare via un po’ di spazio agli uccelli ed ai mammiferi era stato l’umile eremita Ghisolfo. Più di mille anni dopo, quando solo una cappelletta cadente ricordava il passaggio del santo nella pineta, un aristocratico aveva voluto far costruire la sua villa in mezzo alla pineta, che aveva intenzione di bonificare e disboscare. Fortunatamente per l’ecologia, la costruzione del palazzo aveva succhiato tanti soldi dalle tasche dell’aristocratico, che non n’erano più rimasti per le sue iniziative imprenditoriali. La villa era rimasta abbandonata per secoli, finché non era stata distrutta in un incendio estivo; per qualche anno, in mezzo alla pineta era rimasto un grande spiazzo vuoto che un sentiero di ghiaia collegava al litorale. Prima che la pineta riuscisse a inghiottire anche quella radura, un’agenzia immobiliare vi aveva fatto costruire un residence, perfettamente integrato nell’ambiente naturale ma dotato di quasi tutte le comodità; e, per raggiungere quelle che mancavano, bastava prendere a nolo una bicicletta e raggiungere Milano Marittima. In questo modo, gli ospiti del residence potevano passare da una vacanza ecologica e rilassante al divertimentificio con una pedalata di un quarto d’ora. È un peccato che coloro che inaugurarono il Residence Pineta, in quell’estate, si siano, forse, divertiti ma abbiano goduto ben poca tranquillità.

pineta1Commento

Il primo capitolo, puramente introduttivo, consiste in un colloquio fra il giornalista Giuseppe Celestini e il direttore del residence Filippo Bovarelli; il lettore viene introdotto nell’atmosfera del residence (un posto tranquillo, in mezzo alla pineta, senza campo per i telefonini, ma non isolato al punto che i suoi ospiti non possano raggiungere facilmente la Riviera e i suoi divertimenti)e fa conoscenza con i primi due personaggi. Devo però dire che Celestini (inviato in Romagna dal suo giornale a fare dei servizi sulle vacanze e che ha scelto come base il residence Pineta), che nelle intenzioni avrebbe dovuto essere, se non il protagonista, il testimone privilegiato delle varie vicende, ha finito per diventare il personaggio più sacrificato e credo che, se volessi darmi la pena di riscrivere il romanzo, lo eliminerei.