Inizia la stagione

Incipit

Era una domenica sera agli inizi di luglio.

Mentre, nelle discoteche della riviera, gli altoparlanti riversavano le più recenti e fracassone evoluzioni della disco music nelle orecchie di ragazzi venuti da tutta Italia, nella pineta suonava la banda delle rane, con gli uccelli notturni come solisti. La sua esibizione non era troppo disturbata dalla musica proveniente dal residence, dove la hall dell’albergo era stata adattata a balera, per festeggiare l’inizio delle vacanze. Poiché le orchestre di liscio difficilmente si esibiscono nelle pinete, la musica era assicurata da un impianto hi-fi stereo e da alcuni CD con i pezzi migliori di Casadei. Qualche insetto, attirato dai suoni insoliti, si avvicinava al residence, ma si trovava la strada sbarrata dalle zanzariere.

Prima che iniziassero le danze, Bovarelli aveva tenuto un discorso di presentazione: – Anche se parecchi di voi sono qui già da qualche giorno, oggi per la prima volta quasi tutti gli ospiti dell’albergo si trovano assieme. Abbiamo deciso di festeggiare con una serata danzante all’insegna del liscio, che consentirà a tutti i clienti di fare amicizia fra di loro. Purtroppo, c’è un inconveniente: fra gli ospiti c’è una netta prevalenza degli uomini sulle donne, e in più, stasera, la signorina Rossi è stata costretta a restare in camera da un’indisposizione, quindi ci sono cinque dame e otto cavalieri. Prego quindi le signore di non limitarsi ad un solo compagno, almeno sulla pista da ballo. – Rise alla sua battuta, e fu l’unico. Poi si rivolse ad un inserviente croato e gli ordinò: – Musica, maestro. – Il croato lo fissò con l’aria intontita e Bovarelli dovette spiegargli: – Ratko, metti su i CD, come abbiamo fatto questo pomeriggio. – Ratko eseguì l’ordine con flemma e Bovarelli, tenendo sempre un sorriso stampato in volto, gli mandò dentro di sé un silenzioso accidente.

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Riassunto

Se il primo capitolo serviva a introdurre l’ambiente, il secondo, con la descrizione della serata danzante, serve a introdurre i personaggi. Di alcuni il carattere emerge dal modo in cui ballano (ad esempio, la differenza fra l’elegante nonchalance di Michele Rodani e il volgare esibizionismo del fratello), di altri attraverso le chiacchiere che fanno. L’unica a non prendere parte alla serata è la signorina Rossi, la cui assenza viene vivacemente commentata; sempre attraverso le chiacchiere, si accenna inoltre alle vicende societarie della Beta Elettrodomestici, recentemente acquistata dalla Bayern Elektrahuser, che saranno poi alla base della trama principale (naturalmente, entrambe le ditte sono immaginarie). Si può dire che già da questo episodio i personaggi del romanzo si possono dividere in due categorie: gli attori (la famiglia Zanoni, i fratelli Rodani, la misteriosa signora Rossi) e un coro (tutti gli altri ospiti del residence) che osserva e commenta le azioni dei primi, arrivando generalmente a conclusioni lontanissime dalla realtà. L’unica eccezione è il dodicenne Leonardo Gradoli, le cui deduzioni alla Sherlock Holmes si rivelano sempre esatte. Già in questo capitolo è l’unico a capire , dal comportamento di Paolo Zanoni durante il ballo, che l’uomo è un dongiovanni e che la sua famiglia è in crisi.

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