L’età dell’intransigenza

Incipit

L’uomo medio, quando va in vacanza, cerca la compagnia di altri uomini medi come lui e finge di detestarla. Quando si trova sulla spiaggia della riviera romagnola, detesta il vicino con la radio troppo alta, il vù-cumprà invadente, i ragazzini che giocano a pallone ed invidia l’amico danaroso che può permettersi la tranquillità di un’isoletta esotica. L’anno dopo, va in vacanza al residence Pineta, dove di pace e solitudine ce n’è da vendere e cosa succede? Dopo cinque giorni al massimo, si annoia e comincia a fare di tutto per uscire dal cerchio incantato.

 sentiero_e_biciMeno di una settimana dopo la festa da ballo, il residence era diventato, in pratica, un dormitorio, dove gli ospiti passavano solo le ore che non potevano dedicare alla spiaggia od alla discoteca. Giuseppe aveva assunto un ritmo di vita metodico: verso mezzogiorno, prendeva su la bicicletta a nolo, portandosi dietro una borsa con il dischetto dell’articolo scritto la sera prima, raggiungeva l’Internet point e spediva il pezzo al giornale via e-mail; poi passava il resto della giornata girando fra i bar e i locali. Intorno alle 10, rientrava al residence, buttava giù un articolo sulle nuove tendenze della vita di spiaggia, basandosi sulle chiacchiere udite durante la giornata e senza metterci troppo impegno, lo salvava sul dischetto e poi andava a dormire. Gradoli, per qualche tempo, aveva passato i pomeriggi a scrivere il suo romanzo sul computer portatile; poi, in seguito alle insistenze di moglie e figlio, ed anche perché stava cominciando ad annoiarsi anche lui, cominciò a passare regolarmente le giornate sotto un ombrellone noleggiato. I fratelli Rodani avevano cominciato a passare le giornate e le nottate fuori dal residence già dai primi giorni, uscendo e rientrando (in genere tardissimo) sempre in coppia, come se fossero legati da una catena invisibile. I due dovevano essere molto attaccati fra di loro, anche se non lo dimostravano ed anzi, quando si trovavano al residence, sembravano fare di tutto per ignorarsi. I due pensionati, che non avevano più l’età per fare tutti i giorni quattro chilometri in bicicletta, passavano più tempo degli altri nelle loro camere, ma anche loro, quando le gambe glielo consentivano, lasciavano la pineta per il mare. Le uniche eccezioni alla regola erano le due ragazze del mistero. La signorina Irma continuava a trascorrere quasi tutto il suo tempo chiusa in camera; si era decisa a mangiare assieme ai compagni di villeggiatura, ma faceva in modo di stare in un tavolo a parte e di non fare conversazione con nessuno. L’inglese, invece, non stava nel residence e neppure noleggiava una bicicletta per andare in spiaggia; usciva dal residence alla mattina e rientrava di sera, senza dire a nessuno che cos’avesse fatto in tutta la giornata. Furono i Gradoli a scoprirlo. Giovanni aveva insistito per portarsi dietro la famiglia in un’escursione naturalistica nella pineta ed aveva finito per perdersi, con moglie e figlio, nel labirinto di sentieri, alberi ed acque. Aveva intravisto una costruzione in mezzo al verde e l’aveva raggiunta, con molta fatica, solo per scoprire che non si trattava del residence ma della cappelletta che sorgeva sul luogo dell’eremo di san Ghisolfo. Sul sagrato della chiesina, c’era miss Samantha, intenta, apparentemente, a fare dello yoga. La signorina aveva mostrato, molto cortesemente, ai tre escursionisti il modo di tornare alla base: bastava seguire i fili della luce e del telefono che collegavano il Pineta con il mondo, passando per la vecchia cappella sconsacrata. La Boschetti si dedicava con tutta sé stessa a farsi i fatti degli altri. Ogni volta che riusciva a beccare la signora Zanoni, la teneva sotto per un’ora con pettegolezzi e supposizioni riguardo ai compagni di villeggiatura, soprattutto la signorina Irma e l’amante che, un giorno o l’altro, l’avrebbe raggiunta. La povera signora Cristina ascoltava distrattamente, tutta presa dai suoi problemi famigliari. La figlia era in guerra con il padre, ed era qualcosa di più grave della solita ribellione da adolescenti.

 Riassunto

 daughter-dadMarisa, una ragazza onesta e di idee puritane, ha scoperto, per la malignità di un ragazzo, suo corteggiatore respinto, che il padre, durante un viaggio nell’isola di Barbadilla, è stato arrestato a causa delle sue attività di turista sessuale. Da allora, la fanciulla cova un sordo rancore nei confronti del padre e della madre, che ipocritamente fingono di ignorare l’episodio. Una sera, padre e figlia lasciano il residence, il primo per guardare la partita Inter-Bayern Monaco in un bar, la seconda per andare in discoteca con un’amica. Al bar, il signor Zanoni scopre la signorina Irma Rossi (il cui contegno riservato aveva già scatenato la curiosità degli ospiti del residence) assieme ad uno svizzero, in quello che, a prima vista, sembra un incontro amoroso. Zanoni non resiste alla tentazione di dare alla signorina alcuni consigli paterni, il che, naturalmente, suscita il sarcasmo di Marisa, nel frattempo sopraggiunta. Tornando al residence, padre e figlia sembrano essere sul punto di avere una spiegazione, ma l’anziano dongiovanni preferisce rifugiarsi nelle sue menzogne. Mentre la famiglia Zanoni interrompe le vacanze in anticipo, il piccolo Gradoli, con le sue doti deduttive, riesce ad accertare che la signorina Rossi non è, come pensano tutti gli altri, una donna in attesa dell’amante, ma una ragazza madre.

 Commento

Il colloquio notturno fra Marisa e il padre, in cui la ragazza prima spera che il genitore riconosca le sue colpe, in modo da poterlo perdonare, e poi si rassegna a perdere ogni stima per la sua famiglia (Non so cosa farò da adulta: morirò vergine, diventerò lesbica, mi farò suora, tutto piuttosto che diventare una moglie come la mamma. E se avrò dei figli, farò di tutto perché non assomiglino al babbo) mi è venuto bene, almeno credo. Tuttavia, devo riconoscere che, in un romanzo dai toni prevalentemente ironici, questa scena, drammatica e quasi tragica, costituisce un po’ una stonatura, tant’è vero che, nel paragrafo successivo, ho dovuto affrettarmi a far partire dal residence la famiglia Zanoni, che era ormai, dal punto di vista narrativo, un limone ormai spremuto.

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