La pistola nel cassetto

pistola-nel-cassettoIncipit

Poiché i lettori, probabilmente, si stanno chiedendo da diverse pagine chi fossero la signorina Rossi, il signor Colombo ed il misterioso signore svizzero, e non avranno la pazienza di arrivare alla fine del romanzo, avendo come solo mezzo di soddisfare la propria curiosità le supposizioni del giovane Leonardo Gradoli, lasceremo per lo spazio di un capitolo il residence Pineta, e sposteremo l’azione a Milano.

Il dottor Filippo Ranieri, da un po’ di tempo, dava parecchia importanza alle date. Quel giorno, guardando il calendario sul tavolo del suo ufficio, notò due cose: innanzi tutto, che mancavano pochi giorni al momento decisivo della sua esistenza; poi, che le cose potevano andare avanti senza variazioni per anni ed anni, ma potevano anche capovolgersi completamente in tempi rapidissimi, e quello era il suo caso. Due anni prima, a quella data, era partito per le vacanze con la sua famiglia, fiero dei suoi successi professionali e convinto che quello fosse soltanto l’inizio; un anno prima, aveva rinviato le sue vacanze a settembre, per seguire la battaglia che avrebbe deciso il destino dell’azienda, ed il suo; adesso, era uno sconfitto. Del gruppo di manager brillanti che aveva portato la Beta Elettrodomestici prima al successo e poi quasi al fallimento, lui era l’unico rimasto in un posto di responsabilità e sapeva che era solo questione di tempo prima che i nuovi dirigenti lo facessero fuori, a meno che non venissero fatti fuori a loro volta da una nuova rivoluzione negli assetti societari. Per questo Filippo aveva fatto il tifo scopertamente per la fusione con la Bayern Elekthauser, e per questo, quando i nuovi dirigenti avevano ideato il piano di salvataggio “aiuti finanziari in cambio di brevetti”, aveva acconsentito ad un gioco d‘azzardo rischiosissimo.

Riassuntospia

Viene rivelato, finalmente, il segreto intorno a cui ruota tutto il romanzo. La misteriosa signorina Rossi è in realtà una segretaria d’azienda e la pedina di un affare di spionaggio industriale; non si è recata al residence per un’avventura galante (com’era opinione generale dei suoi compagni di vacanza) ma allo scopo di trattare, per conto del suo superiore, Filippo Ranieri, la vendita di alcuni brevetti della Beta Elettrodomestici ad una ditta concorrente, la Bayern Elekthauser. Lo svizzero con cui si era incontrata era un faccendiere che rappresentava i tedeschi, mentre l’enigmatico signor Colombo era un investigatore privato al servizio della Beta e che aveva cercato, con le buone e con le cattive, di indurre la ragazza a consegnargli i brevetti. Irma, stressata dal gioco più grande di lei in cui si è lasciata coinvolgere, è tentata di cedere, ma il suo complice, Filippo Ranieri, la induce a tirare dritto nel pericoloso piano. (Ho sempre trovato affascinante il mondo dei film e dei romanzi spionistici, e qui ho tentato, non so con quanto successo, di imitarne le atmosfere, trasferendole dallo spionaggio politico a quello industriale. Il titolo del capitolo allude all’usanza, presso gli eserciti ottocenteschi, di lasciare una pistola nel cassetto agli ufficiali che si erano resi colpevoli di spionaggio, così consigliando loro discretamente il suicidio.)

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