Smartphone: l’invasione arriva al cinema

Lettera pubblicata sul forum Italians, in data 9 marzo 2015

Cari Italians, se volete avere un’idea di quanto l’umanità sia diventata dipendente dai nuovi mezzi di comunicazione, andate al cinema. Non mi riferisco a qualche film di fantascienza, come “Her”, dove il protagonista si innamora di un programma per computer (oltretutto infedele), ma proprio allo spettacolo a cui si assiste in platea. Le sale cinematografiche, uno dei pochi ambienti che avevano resistito ai telefonini, hanno ceduto all’assalto degli smartphone nel giro di poco più di un anno. La cosa preoccupante è che i drogati di connessione, (fra i quali vedo non solo ragazzini e nativi digitali, ma anche persone più anziane di me), aumentano sempre più la dose, come quelli di stupefacenti: l’uso della tavoletta magica si è via via esteso dai minuti precedenti l’inizio dello spettacolo, ai prossimamente, all’intervallo, e adesso c’è già chi la accende durante la proiezione. Non vorrei fare della retorica cinefila, però il piacere della sala oscura consiste proprio nel tagliare i ponti con la realtà per un paio d’ore, e portarci lo smatphone acceso è come annacquare il vino con la Coca-cola. (In passato, avrei detto “è come portarlo a Messa”, se non fosse che anche in chiesa, ormai, si vede della gente smanettare sull’apparecchietto durante Vangelo e predica, e riporlo solo quando passa l’incaricata della questua…).

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1 Commento (+aggiungi il tuo?)

  1. Angelo Cappelli
    Mar 11, 2015 @ 19:47:26

    Catia Carducci mi scrive

    Buongiorno
    io sono una frequentatrice di teatri e devo purtroppo constatare che alcuni non riescono a staccare gli occhi dallo smartphone neppure durante l’opera, mentre Violetta muore o Macbeth va incontro alla tragedia.
    Alle mie giovani colleghe che pensano di essere sempre connesse dico che sono in contatto con tutto tranne con quello che succede adesso, in questo momento, nella loro vita. Che parlano con il fidanzato anziché prestare attenzione all’amica con la quale sono a pranzo e parleranno con lei quando saranno con il fidanzato: non è assurdo? Per la paura di perdersi qualcosa si perdono praticamente tutto. Senza contare che vivono come imperativa l’attenzione primaria al cellulare: se suona, anche se è l’amica che vuol sapere come vestirsi per uscire la sera, devono darle la precedenza anche se stiamo parlando di lavoro.
    Ovviamente lo sanno, mi danno ragione, ma sono abituate così.

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