Fine di stagione al residence Pineta

Epilogofine stagione

Nel pomeriggio che seguì quella notte memorabile, molte nostre conoscenze furono impegnate nell’attività letteraria. Giovanni Gradoli aveva accolto il suggerimento della signorina Rossi riguardo al movente del delitto, che fra l’altro gli consentiva di giustificare una trama secondaria, inserita un po’ a forza per alludere a certe speculazioni del presidente della sua ditta. Adesso stava correggendo il romanzo per l’ennesima volta, sempre sotto la stretta sorveglianza del figlio. Celestini stava scrivendo il suo articolo di colore per il giornale, intitolato Fra albanesi fuggiaschi e miss sbronze. Michele Rodani stava scrivendo la sua dichiarazione giurata, in cui testimoniava di avere assistito ad un tentativo di corruzione da parte della Bayern Elekthauser. Da buon avvocato, non mentiva apertamente e non diceva esplicitamente che il dottor Ranieri era stato sempre fedele alla sua ditta ed aveva simulato di accettare le proposte dell’infido serpente svizzero solo per incastrarlo meglio, ma lo lasciava capire. Il dottor Ranieri stava invece dormendo, non sappiamo se del sonno tranquillo di chi ha riscattato la sua coscienza. Lui, la dichiarazione giurata in cui ammetteva di essersi stato pronto a vendere i segreti dell’azienda alla concorrenza in cambio di denaro e di esserne stato impedito solo dall’abilità professionale di Colombo, l’aveva già scritta due sere prima. Adesso, non era più padrone della sua vita e della sua carriera. Poteva solo sperare che fra dieci anni, se si fosse comportato bene e non avesse fatto nulla, ma proprio nulla che potesse danneggiare gli interessi della Beta, la fabbrica di elettrodomestici, che allora probabilmente sarebbe stata in mano a dirigenti ancora diversi e a cui nulla interessava di una faccenda ormai passata e che si era risolta nel vantaggio della ditta, lo avrebbe graziato e avrebbe distrutto quel documento. Colombo, nella sua stanza d’albergo, scriveva una dettagliata relazione, Otto faceva lo stesso nella sua camera ben più lussuosa e, nell’albergo più economico di tutti, il ragazzo che aveva passato una notte a sorvegliare inutilmente la porta di una discoteca, buttava giù anche lui la sua relazione. Irma (o Luisa) Rossi era occupatissima nel preparare le valigie, mentre gli alti ospiti del residence che non erano occupati a scrivere erano riuniti nella hall, dove Bovarelli presentava Marcel. Il nuovo capo cameriere, che parlava perfettamente italiano, fece un’ottima impressione a tutti. Solo Orefici, quando il senegalese disse: – Io sono musulmano. Rispetto i cristiani, ma voglio che anche i cristiani rispettino la mia fede – commentò sottovoce, rivolto alla signorina Boschetti: – Ci mancava anche l’agente di Bin Laden.

Riassunto

La stagione del residence Pineta si conclude senza altri eventi di rilievo. Irma Rossi abbandona il residence, con davanti a sé la prospettiva della disoccupazione, anche se Colombo (che ha sempre provato una certa compassione per la povera ragazza, più vittima che complice del suo superiore)le offre galantemente un posto da segretaria nella sua agenzia investigativa. Ranieri, oltre alla disgrazia professionale, deve anche affrontare la moglie, venuta apposta al residence, convinta di trovarlo in flagrante adulterio. Il romanzo si conclude, com’era iniziato, col giornalista Celestini, che, rientrando al suo giornale, si informa sugli sviluppi finali della guerra societaria all’interno della Beta Elettrodomestici, senza sospettare che la battaglia decisiva è stata combattuta proprio sotto il suo naso.

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Il convitato di pietra

convitato di pietraIncipit

Otto Henninger, nei giorni precedenti, aveva dedicato il giusto spazio ai divertimenti ed ai piaceri del corpo; salvo che nei giorni in cui aveva incontrato la segretaria del suo complice, aveva diviso equamente le ventiquattr’ore del giorno : la mattina in un bar internazionale, a leggere i giornali tedeschi; il pomeriggio in spiaggia; la sera in un locale notturno; la notte a letto, se possibile accompagnato da una ragazza bella e poco curiosa della vita del suo partner occasionale; ogni tanto, giusto per variare, smetteva i bermuda ed indossava i panni del turista intelligente che al mare ed alle ragazze in bikini preferisce le file di vergini vestite immortalate nei mosaici di Ravenna. Il pensiero dei miliardi che avrebbero cambiato di proprietario in seguito alle sue azioni non lo turbava minimamente. Quando era entrato in affari, aveva cominciato ad eliminare le emozioni dal suo cervello, come gli esploratori che partono per l’Africa si fanno asportare l’appendice per precauzione, ed ora era l’esempio di come un uomo possa vivere con il sistema nervoso di un vegetale. Non si era preoccupato neppure quando aveva capito che c’era qualcuno che lo pedinava ogni volta che usciva dall’albergo: era una cosa che aveva già messo in conto ed, in più, il suo angelo custode era giovane ed inesperto e riusciva a seminarlo quando voleva. L’unica volta in cui si era trovato a faccia a faccia con Luisa Rossi si era quasi scandalizzato, perché il suo complice, il dottor Ranieri, per trattare l’affare si era servito di una donna così emotiva, che era sempre sul punto di urlare o di piangere. Meno male che, quella sera, nel bar non c’era nessuno che ci potesse fare caso, a parte quel mangiaspaghetti rompipalle, che, neanche a farlo apposta, conosceva il tedesco, ma che per fortuna non aveva capito nulla della conversazione.

hotel-lido-cesenaticoSe colui che lo stava sorvegliando fosse riuscito a spiarlo dalla finestra del Grand Hotel, avrebbe dedotto che Otto, in quel pomeriggio, stava guardando una tv satellitare tedesca, e che ogni tanto scarabocchiava qualcosa su un pezzo di carta. In realtà, Otto era immerso in una profonda meditazione, come un monaco, con la differenza che nella sua mente non passavano i misteri dell’universo ma il programma della serata, ripassato mentalmente infinite volte, sempre con qualche lieve modifica, la piantina stradale della Riviera romagnola, la cifra che avrebbe versato al proprio complice italiano e quella che i suoi clienti tedeschi avrebbero versato a lui. Alle ore otto, si risvegliò dal suo arido sogno, indossò una vistosa camicia hawaiana, andò a mangiare al ristorante dell’albergo e poi, al bar dell’albergo, si incontrò con il suo segretario e con una ragazza che aveva incontrato due giorni prima e che aveva invitato a dividere con lui una serata in discoteca. Era una tipica scemetta italiana, venuta in Riviera per un concorso di bellezza, pronta ad offrire il proprio corpo a chiunque le avesse fatto una vaga promessa di aiutarla a far carriera. Otto quasi rimpiangeva di doverla usare solo come specchietto per le allodole ma forse, se l’affare veniva concluso abbastanza in fretta, loro due avrebbero potuto festeggiare assieme il successo dell’operazione.

Riassunto

Henninger, il suo segretario e la “scemetta” vanno in una discoteca; lì, i due uomini escono da una porticina sul retro, piantando in asso la ragazza e sfuggendo così alla sorveglianza dell’agente che li pedinava per conto di Colombo (cosa che comunque l’investigatore aveva già messo in conto). In una villetta nella campagna fra Cesena e Cesenatico, si svolge l’incontro finale tra Henninger (accompagnato dal segretario) e Ranieri (accompagnato da un misterioso amico, che è in realtà Michele Rodani). Prima, però, che Ranieri consegni allo svizzero il prezioso dischetto, arriva “il convitato di pietra” del titolo, vale a dire Colombo, che è riuscito a realizzare il suo piano: fare in modo che lo svizzero, in presenza di un testimone attendibile (Rodani, che così ha ripagato il favore fatto al fratello), dichiarasse apertamente di aver tentato di carpire, con la corruzione, informazioni riservate, agendo per conto della Bayern Electrahuser. Henninger è costretto ad accettare le condizioni di Colombo: il comportamento poco ortodosso della ditta tedesca non sarà reso pubblico ed essa, in cambio, rinuncerà a scalare la Beta elettrodomestici; Ranieri e la Rossi daranno le dimissioni ma, per il suo contributo finale alla trappola, non saranno denunciati. Intanto, Celestini, per lavoro, segue la giornata tipo di una gazzella della polizia: assiste così prima alla perquisizione della bisca di Daut Hoggiarissa in discoteca (ormai abbandonata dal suo proprietario)e poi, a tarda notte, all’intervento in una discoteca dove è scoppiata una rissa, causata da una ragazza ubriaca (la quale altri non è che la scemetta rimorchiata da Henninger e poi abbandonata senza spiegazioni).

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