Celine nel metrò

Incipit

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Prendiamo una grande città, ad esempio Parigi, e segniamo sulla piantina quattro punti, che formino un quadrilatero irregolare.

Il punto A (Nord) corrisponde al Museo della Vita Romantica, dove lavora Marcel, come cicerone per le visite guidate. La professione non gli dispiace, (anche se la norma contrattuale, che lo obbliga a svolgere il proprio lavoro in abito d’epoca, gli crea qualche problema) ma la considera solo un’occupazione temporanea, in attesa di sfondare come disegnatore.

Il punto B (Sud) corrisponde ad un appartamento bilocale, con cucina e servizi, nel quindicesimo arrondissement, vale a dire nel più anonimo e meno turistico di tutti i quartieri parigini. Qui abita Celine, la nostra eroina, ma non è facile trovarla a questo indirizzo: nei giorni feriali, il lavoro come segretaria, gli spostamenti col metrò, le spese, le portano via tutte le ore della mattina e del pomeriggio; quanto a sabati, domeniche e vacanze, se è possibile, li trascorre con la sua famiglia di origine, in una cittadina di provincia, per cui passa nel suo appartamento soltanto le sere, le notti ed un week-end su due.

Il punto C (Ovest) corrisponde sempre ad un appartamento per persona sola, ma ben più spazioso e lussuoso di quello di Celine, e situato in quell’aristocratico quartiere che ha come confini l’Arco di Trionfo ed il Bois de Boulogne. Qui abita il principale di Celine, il signor Connard, dirigente di un’agenzia di pubblicità, la Batareclame.

Il punto D (Est) corrisponde alla galleria d’arte “Da madame Artimon”, nel quartiere della Bastiglia, che prende il nome dalla sua proprietaria, una signora della buona borghesia, fresca di divorzio, che ha preferito spendere i soldi degli alimenti in un’impresa con qualche ambizione intellettuale piuttosto che nella solita boutique.

Il punto X (centro) corrisponde a Place de la Concorde.

Lo scopo del gioco è questo: far arrivare Celine dal punto B al punto C, passando per il punto X, e portandosi dietro una borsa di “documenti importanti” che il signor Connard vuole esaminare a domicilio; e contemporaneamente far arrivare Marcel dal punto A al punto D, sempre passando per il punto X, portandosi dietro una borsa di disegni e caricature da mostrare a madame Artimon. Per farlo, i due giovani dovrebbero entrambi prendere la linea 13 della metropolitana, cambiare a Place della Concorde, salire sulla linea 1 ed arrivare alle loro mete rispettive: due percorsi simmetrici e contrari, che si avvicinano, si incrociano per un attimo e poi si allontanano in direzioni opposte. Considerato che Celine e Marcel vivono a Parigi da anni, che la metrò è il loro mezzo di trasporto abituale, e che entrambi prendono tutti i giorni la linea 13 e la linea 1 per andare al lavoro, essi non dovrebbero avere dei problemi a raggiungere le loro mete; non dimentichiamoci, però, di quel Grande Scambista che dovrebbe regolare il traffico dei destini umani e che spesso, da quel burlone che è, si diverte a farli finire sul binario sbagliato…

(Nota a piè pagina) Naturalmente, il termine “scambista” è usato nel suo significato originario, quello di “onesto lavoratore delle ferrovie”, e non in quello attuale di “pervertito che ha contagiato anche la moglie”. Capita anche alle parole di essere guastate dalle cattive compagnie.

Metropolitana black and white

La linea rosa rappresenta il percorso di Celine, dal suo appartamento (B) alla stazione di Place de la Concorde (X) al museo della vita romantica (A) e poi di nuovo a Place de la Concorde; la linea azzurra rappresenta il percorso di Marcel, dal museo (A) a Place de la Concorde (X) alla galleria di Madame Artimon (D) all’appartamento di Connard (C) e, finalmente, di nuovo a Place de la Concorde.

 

Riassunto

Celine nel metrò (l’omaggio alla Zazie nel metrò di Queneau è voluto)è un tentativo di racconto sperimentale, in cui ho tentato di cambiare registro ad ogni pagina, passando dalla narrazione al monologo interiore, dai dialoghi ai versi (il racconto potrebbe essere adattato facilmente a musical). Ho ambientato la storia a Parigi non solo per la somiglianza della storia con certi film francesi, come quelli di Lelouch, ma anche perché la metropolitana della Ville Lumiere è quella che conosco meglio, in seguito alle mie esperienze di turista.

 

Trama

Tecnica

Incipit (vedi sopra)

Imita un manuale d’istruzioni per i giochi

Celine, segretaria in un’agenzia di pubblicità, si prepara a raggiungere, ufficialmente per motivi di lavoro, l’appartamento del suo principale, il signor Connard, che le ha anche fatto avere una poesia d’amore.

Narrazione in terza persona + una poesia, dove Celine esprime il disgusto verso le avance di Connard, che pure ha deciso di accettare.

Marcel lascia, senza neppure togliersi la divisa, il museo dove lavora per recarsi all’appuntamento con Madame Artamon

Narrazione in terza persona + una poesia dove Marcel esprime il proprio entusiasmo per la grande occasione che gli si è presentata.

Viaggio di Celine e Marcel in metropolitana; contrasto fra il disincanto della ragazza e l’ingenuo ottimismo dell’artista.

Due monologhi interiori paralleli, ritmati dai nomi delle stazioni, dai manifesti pubblicitari, dalle scritte murali.

Alla stazione de la Concorde, sia Celine che Marcel decidono di andare al bar e così i loro percorsi si incrociano.

Terza persona

Incontro fra Celine e Marcel; i due litigano perché Marcel, senza chiedere il permesso, ha fatto a Celine un ritratto nei panni di Carlotta Corday

Dialogo puro.

Fantasie di Celine: Parigi deserta perché i suoi abitanti sono stati rapiti dagli extraterrestri; la rivoluzione delle segretarie contro i loro principali e le loro molestie.

Poesia

Presentazione del borseggiatore Deux-Droites

Poesia (la strofa “Il borseggiatore” da Il carnevale dei ladri)

Deux-Droites tenta di derubare Celine, senza successo. La ragazza si rende conto di aver scambiato la borsa con quella di Marcel.

Narrazione in terza persona, che tenta (goffamente) di imitare l’argot. Breve digressione sul ruolo del caso nelle vicende umane.

Marcel fantastica di compiere in metropolitana un viaggio a ritroso nel tempo, fino alla rivoluzione francese

Monologo interiore, in cui ad ogni stazione del metrò corrisponde un’epoca storica.

Incontro fra Marcel e madame Artamon, che accoglie il giovane con simpatia. Al momento di mostrare i suoi disegni, tuttavia, il giovane si accorge di aver scambiato la borsa con quella di Celine. Dalla famosa poesia, madame Artamon riconosce in monsieur Connard il suo ex marito.

Terza persona.

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