Quando si iniziava a leggere con il “Corriere dei Piccoli”

Lettera pubblicata sul forum Italians, in data 6 maggio 2015.

Gianconiglio

Cari Italians, sulla questione del perché gli italiani non leggono, mi permetto qualche osservazione. Da qualche tempo sono diventato un fedele lettore di un blog (http://corrierino-giornalino.blogspot.it) dedicato al “Corriere dei Piccoli” degli anni ’60, una rivista che, per motivi anagrafici, ho conosciuto solo di sfuggita. Ho così scoperto che il Corrierino era una pubblicazione di altissimo livello, che non solo presentava il meglio del fumetto italiano e francese, ma si giovava anche di firme “adulte” come quella di Dino Buzzati. Ebbene, non solo il Corriere dei Piccoli, travolto dalla sciagurata gestione Rizzoli, è ormai storia passata, ma anche i giornalini in genere, (quelli che mettevano assieme fumetti per bambini e per ragazzi, articoli e giochi) sono pressoché spariti dalle edicole.

Analogamente, il fumetto umoristico per bambini, per cui una volta lavoravano anche maestri come Bonvi, si è ridotto al solo Topolino; il fumetto avventuroso ha abbandonato il suo tradizionale pubblico dei ragazzi per rivolgersi agli adulti, e per capirlo basta paragonare il vecchio Tex Willer con Dylan Dog. A questo punto, mi chiedo: non è che, se gli italiani adulti non leggono libri, è perché i bambini italiani hanno smesso di leggere quei fumetti che per generazioni hanno costituito il primo incontro con la carta stampata? Forse, il “Corriere” servirebbe la causa della cultura più efficacemente se sostituisse “La lettura” con un buon supplemento per ragazzi…

Ho ricevuto alcune lettere di approvazione.

Brunella Galante

Anche io leggevo il Corrierino. Non so se ha notato che c’era una rubrica intitolata “Palestra dei lettori” dove si pubblicavano le barzellette inviate dai piccoli e si dava loro un assegno di 600 lire (allora era una somma discreta che permetteva di acquistare almeno una dozzina di grosse e appetitose paste dolci). Io a 6 anni sono riuscita a guadagnarle spedendo le sciocchezze divertenti che dicevano i compagni di scuola somari.

Domenico Mirarchi

Ottima idea la sua. Speriamo che al Corriere la riprendano.

Enea Berardi

In effetti i fumetti di una volta, il corriere dei piccoli che univa racconti, romanzi e fumetti, preparavano alla lettura. Ed anche Topolino usava vocaboli ricercati. E tutti parlavano un buon italiano, anche i banditi “patibolari” sul Tex…ottima osservazione la sua.

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