Celine nel metrò (seconda parte)

Dopo l’interruzione dell’ultima settimana, vediamo come si conclude la storia di Celine e Marcel.

 À Célinemaquillage_dans_metro

Je le sais maintenant : les femmes des romans

Ne tombent pas du ciel, la Joconde

N’est pas née dans la tête de Leonard,

E le charme des étoiles du cinéma

N’est pas un cadeau des lumières et du fard.

 

Les femmes da la céleste beauté,

Les phares illuminant ce monde sombre,

Existent vraiment, elles vont se promener

Sur le boulevard Montmartre, sont dans les bureaux

Devant l’ordinateur, et font les courses aussi.

 

Je sais tout cela, depuis que je te connais.

Parce-que toi, née pour réveiller

L’amour et la beauté, veux faire semblant

De l’ignorer, et vivre solitaire ?

 Versione italiana

 Ora so che le donne dei romanzi / non scendono dal cielo, la Gioconda /non nacque dalla mente di Leonardo /e le stelle del cinema non devono / il loro charme al trucco ed alle luci.

 Le donne di bellezza celestiale,/ fari che danno luce a questo mondo,/esistono davvero, vanno a spasso / sul boulevard Montmartre, stanno al computer /nel loro ufficio, e fanno anche la spesa.

 Questo lo so, dacché ti ho conosciuta. /Perché tu, che sei nata per svegliare / l’amore e la bellezza, vuoi far finta / di non saperlo, e vivi solitaria?

Questa poesia d’amore, che Connard ha infilato tra le carte di Celine, è finita, in seguito allo scambio delle valigie, sotto gli occhi di madame Artamon, che vi ha riconosciuto la stessa poesia scrittale vent’anni prima dall’ex marito.

Riassunto

Trama

Tecnica

A Celine (vedi sopra)

Poesia

Celine cerca di rintracciare Marcel (di cui ignora anche il nome) per recuperare valigia e documenti; poiché l’unica cosa che sa del ragazzo è che lavora al Museo della Vita romantica, decide di recarvisi.

Narrazione in terza persona

Connard, nel suo lussuoso appartamento, aspetta ansiosamente l’arrivo di Celine.

Monologo interiore, punteggiato (poiché il personaggio dirige un’agenzia di pubblicità) continuamente da slogan e réclame

Invece di Celine, nell’appartamento di Connard arriva Marcel, venuto a recuperare la sua borsa dalla ragazza

Dialogo fra i due uomini, formicolante di malintesi e con, in corsivo, i loro pensieri nascosti.

Celine va al Museo della vita Romantica col metrò; lungo il percorso ricorda una sua visita al volgare Museo dell’erotismo e decide di troncare sul nascere la elazione con Connard

Monologo interiore, scandito dai nomi delle stazioni

Al Museo, Celine non trova Marcel; per fortuna, madame Artamon scioglie l’ingarbugliata rete degli equivoci, organizzando un incontro di tutti e quattro i personaggi in un caffè di place de la Concorde.

Narrazione in terza persona

Al caffè, Marcel e Celine si scambiano di nuovo le valigie; Celine dice a Connard che non ha più intenzione di fare “lavori a domicilio”; Madame Artamon accetta di esporre i disegni di Marcel; poi i due giovani si allontanano, lasciando i due ex coniugi soli.

Scena di teatro, dal tono esageratamente formale.

Dialogo fra Connard e madame Artamon, lui cinico, lei ancora romantica e speranzosa che i due giovani potranno avere quell’amore felice per lei e il marito è ormai finito per sempre.

Poesia in forma di duetto

Celine e Marcel vanno a spasso per il giardino delle Tuileries, discutendo di Charlotte Corday, da cui il giovane artista è affascinato, e finiscono a braccetto (cose che capitano solo nei film francesi).

Dibattito storico che finisce in una scena d’amore

Finale

Coro dei pendolari della metrò

Charlotte_corday

Charlotte Corday

 

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