Il fascino discreto della sessuofobia (racconto paradossale)

Incipit

Certa gente non avrebbe il diritto d’essere bella.

Vincenzo-Salmeri

Il magistrato Vincenzo Salmeri, noto per le sue campagne puritane.

Prendiamo ad esempio l’avvocato Rodolfo Celestini, il presidente dell’associazione “Vincenzo Salmeri”. Forse avrete letto il suo nome sui giornali, associato a qualche ridicola battaglia puritana. Ve lo immaginate, quindi, come un signore di mezza età, brutto e sgradevole, che non è mai riuscito a portarsi a letto una donna e, come la volpe della favola, si consola proclamando che l’uva era acerba.

Invece no: è un perfetto esemplare di bellezza virile che ha appena passato la trentina. Se dice di essere arrivato vergine al matrimonio per scelta, c’è da credergli, perché nessuna donna normale (vale a dire, che non sia una bigotta fanatica quanto lui) avrebbe potuto resistere ad un suo minimo accenno di corteggiamento. È anche un conversatore simpatico e spiritoso, almeno finché non si tocca l’argomento sesso. Allora comincia a tirare fuori delle opinioni che sarebbero sembrate retrograde anche agli orecchi della regina Vittoria. La cosa peggiore è che lui non è per nulla un ipocrita. È un sessuofobo sincero, coerente e in buona fede, e si capisce che, se potesse crearsi un universo secondo le sue aspirazioni più profonde, risolverebbe il problema della procreazione con la cicogna.

Ora, io mi chiedo: un tipo così, non farebbe meglio ad avere un aspetto comune, e a cedere la sua bellezza a qualcuno che sia disposto a farne uso? O perlomeno, ad avere scritto in fronte una frase del tipo “Persona irrimediabilmente frigida; non perdete tempo con lui”, in modo che le donne si tengano alla larga, e non facciano come la mia amica Irma.

Devo premettere che Irma lavora in un’agenzia pubblicitaria e, da femminista convinta, ha sempre fatto il possibile perché, nelle campagne da lei curate, la donna non apparisse né un angelo del focolare né il riposo del guerriero. Nel suo ambiente, la mia amica è molto apprezzata perché le sue réclame riescono ad emanare sensualità senza che le modelle scoprano un centimetro di pelle più del necessario. Se non ha mai fatto ricorso al nudo integrale, non è stato per motivi moralistici ma perché lo considera una troppo facile scorciatoia.

I suoi colleghi, sicuramente maschi, che dovevano curare la pubblicità per il mobilificio Sozzoni ebbero molti meno scrupoli. Misero sul cartellone una prosperosa ragazza, molto preoccupata del freddo alla testa, visto che indossava un cappello e nient’altro, seduta per terra e che si appoggiava con i gomiti sugli scaffali di una libreria vuota. L’immagine era volgare, ma assai meno di quanto non lo fosse lo slogan, che faceva un disgustoso gioco di parola riguardo al montaggio dei mobili. Si sarà capito che quel cartellone non mi è piaciuto per niente, però non mi sarei mai sognata di chiederne la messa al bando; invece, si scoprì che, dopo due generazioni di rivoluzione sessuale, c’era ancora in Italia qualcuno capace di scandalizzarsi per una donna nuda, al punto da invocare la censura. Precisamente, si trattava dell’avvocato Rodolfo Celestini, che presentò un esposto alla pretura di Roma, chiedendo la fine immediata della campagna e una multa milionaria per il cavalier Sozzoni. Il novello Savonarola non arrivò al punto di chiedere che i cartelloni strappati dai muri fossero bruciati in piazza, in un bel rogo delle vanità, ma solo perché non aveva trovato appigli nel codice penale. L’esposto fu respinto e l’unica sua conseguenza fu che quel manifesto, che fino ad allora non aveva turbato un’opinione pubblica ormai mitridatizzata dal nudo femminile, diventò, con grande gioia del mobiliere, l’argomento del giorno, riprodotto sulle copertine dei settimanali e oggetto di dibattiti televisivi.

pirelliRiassunto

Irma, l’amica della protagonista, viene invitata ad un dibattito televisivo a tre sulla pubblicità erotica, con Rodolfo e Sozzoni. Il previsto dibattito a tre si trasforma in un battibecco fra Irma e Rodoflo; eppure, imprevedibilmente Irma si innamora del puritano e comincia ad uscire con lui e perfino ad accompagnarlo nelle spedizioni notturne per strappare i manifesti con le donne nude. Poiché Rodolfo, coerentemente con le sue idee, intende arrivare vergine al matrimonio, Irma decide di sposarlo, al puro scopo (o almeno così dice) di fargli scoprire le gioie del sesso. Invece, il matrimonio funziona e, quando Irma ha una bambina, la narratrice si accorge, con suo grande sconcerto, che la sua amica sta già cominciando a condividere le idee del marito sull’educazione dei figli.

Commento

Anche questo racconto vuol essere il rovesciamento di un luogo comune, quello su cui è basata almeno la metà dei romanzi Harmony: anziché una vergine a cui un bel tenebroso insegna i piaceri della carne, una donna moderna, femminista e spregiudicata, come la Carrie di Sex and the city, a cui un uomo illibato e puritano insegna le gioie della famiglia e del focolare. In un romanzo, una storia così farebbe l’effetto di un noiosissimo sermone; trattata in forma breve, ed in chiave di parodia, penso di averne fatto qualcosa di divertente e che il lettore possa perfino simpatizzare per Rodolfo, anche senza condividerne le idee da Braghettone.

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