Ritroverai la donna dei tuoi sogni

Incipit

20121231-chinese-redbud-05– Stasera andiamo a teatro – disse Davide.

Voi non conoscete Davide e quindi non potete immaginare quanto fossero improbabili quelle quattro parole sulle sue labbra; forse l’unica frase più sorprendente che avrebbe potuto pronunciare sarebbe stata “Oggi andiamo al museo e, dopo cena, ad una bella conferenza”.

Nei due anni in cui avevamo condiviso l’alloggio per studenti universitari a Bologna, eravamo usciti assieme un sacco di volte, e mai avendo per obiettivo una poltrona con vista sul palcoscenico. La meta delle escursioni serali di Davide era sempre un locale in cui si potesse bere super alcolici, ascoltare musica a tutto volume, e soprattutto rimorchiare ragazze. Per lui, la cosa più vicina ad un interesse culturale era andare al cinema (non al Lumiere) per vedersi qualche commediaccia popolata da belle sventole discinte.

Notate che Davide dava per scontato che lo avrei accompagnato, senza neanche farmi sapere di quale spettacolo si trattasse. In effetti, in quella stagione, il nostro rapporto era del tipo cavaliere errante e fedele scudiero: la sera, lui andava in cerca di avventure e io, magari brontolando, lo seguivo.

Io ero ancora un ingenuo e ammiravo Davide per quelli che convenzionalmente si potevano chiamare i suoi difetti, per la sua sovrana indifferenza verso tutto ciò che non poteva procurargli dei piaceri. A quei tempi lo consideravo un audace acrobata volteggiante alto sopra le teste di quelli come me, tutti occupati a conciliare il divertimento col libretto degli esami; oggi, ricordandolo, mi fa piuttosto l’impressione di un pagliaccio che danza su una corda ad un metro di altezza.

– Non è un po’ troppo tardi? – feci io, alzando gli occhi dal libro che stavo ripassando. – A quest’ora, i posti decenti per gli spettacoli di stasera saranno già tutti prenotati.

– Non a quello che dico io. Al Teatro Sperimentale del Guasto si entra a offerta libera e si trova sempre posto. –

Davide era sempre più sorprendente. Il Teatro del Guasto aveva sede in uno scantinato ed era gestito in cooperativa da un gruppo di allievi del DAMS; come arredi era a livello di una filodrammatica e produceva solo spettacoli di ricerca, il cui pubblico era composto, generalmente, dagli amici e parenti degli autori e degli attori. Non era, insomma, il tipo di sala che si presume debba attrarre un neofita nell’arte di Melpomene.

Riassunto

Davide trascina il narratore (anche lui studente a Bologna) ad uno spettacolo teatrale d’avanguardia, dove una studentessa senza nome, mascherata e in calzamaglia, parla delle sue esperienze erotiche. Il protagonista è attratto e affascinato dalla ragazza, ma sarà Davide a goderne i favori, portandosi a casa la maschera usata sulla scena come trofeo. Anni dopo, il narratore incontra la misteriosa attrice, ormai una donna d’affari, che gli farà alcune confidenze sconcertanti: il monologo erotico era stato in realtà scritto da una sua compagna di corso, grassa e poco avvenente; lei non era mai andata a letto con Davide e gli aveva regalato la maschera solo per togliersi dai piedi un corteggiatore fastidioso.

 Commento

Questa è probabilmente la cosa più vicina ad un racconto erotico che abbia mai scritto e si basa anch’esso sul rovesiamento di un clichè narrativo: il il giovane che si innamora di una donna, idealizzandola, e poi scopre che è una prostituta o una ragazza di facili costumi. Per il personaggio di Davide (l’eterno adolescente, fissato col sesso) mi sono ispirato ad un amico di mio padre dello stesso nome.

Dirotta su Cuba

Incipit

L’UOMO CHE CADE: Terzo piano: fin qui tutto bene.

Secondo piano: fin qui tutto bene.

Primo piano: fin qui tutto bene.

Piano terraaaahh… Crash

Vecchia barzelletta

 Freud paragonava le pulsioni inconsce a un disturbatore che vuole entrare a tutti i costi nella sala in cui si tiene una conferenza. Io preferisco paragonarli a un pirata dell’aria che, mentre stai facendo un tranquillo e noioso viaggio d’affari, dirotta il tuo aereo verso un’isola caraibica che, altrimenti, non avresti mai visitato.

varadea_beachNaturalmente, bisogna distinguere le pulsioni vitali da quelle distruttive e autodistruttive. Un dirottamento può sfociare in una settimana di vacanza all’Avana come nell’11 settembre.

Irina Dimenti Divagazioni psicologiche

11-settembre-300x198 I generali romani, dopo avere attraversato un fiume, facevano tagliare il ponte, perché né loro né i loro uomini avessero la tentazione di ritirarsi. Il dottor Leonardo Pezzola, per tagliare i ponti col passato, usò un metodo meno drastico: scrisse due lettere.

La prima era rivolta all’amministratore delegato della ditta in cui lavorava ed era scritta in modo da contenere un’offesa per ogni riga.

Egregio dott. Coca Cola,

La ringrazio della stima mostrata nei miei confronti: lei, infatti, mi ha considerato abbastanza intelligente da mettere mano nei fondi neri della ditta; e abbastanza onesto da non volerne approfittare, accontentandomi del mio stipendio.

Sono spiacente di informarla che, nel secondo caso, lei mi ha sopravvalutato; dopo una vita di onesto lavoro, ho voluto togliermi la soddisfazione di fare una follia ed una birbonata. Ho detratto dalla nostra amministrazione parallela una somma consistente, e me la sono assegnata come bonus; non ne preciso l’entità, giusto per non togliere al mio successore il divertimento di calcolarla, ma sarà sufficiente per assicurarmi una serena esistenza al sole dei Caraibi.

Credo superfluo sconsigliarle un intervento delle forze dell’ordine; la nostra ditta ha troppi scheletri nell’armadio, e qualche finanziere o carabiniere zelante, indagando sul mio caso, potrebbe aprire il mobile sbagliato.

Le faccio solo una preghiera: lasci in pace mia moglie. Lei non sa nulla di questa faccenda, ed il nostro matrimonio è, all’atto pratico, finito da tempo.

Cordiali insulti

Dottor Leonardo Pezzola

Riassunto

Dietro il colpo di testa del protagonista c’è, come sempre, una donna: la dottoressa psicologa Irina Dimenti, una sorta di versione femminile di Francesco Alberoni , che ha tenuto alcune conferenza presso la ditta di Pezzola, in cui incitava gli ascoltatori a seguire i propri istinti creativi, senza farsi trattenere da scrupoli e paure. Pezzola ha seguito i consigli alla lettera: è diventato l’amante della dottoressa , ha sottratto una cifra consistente dai fondi neri della ditta e si prepara a partire verso i Caraibi con la sua donna, dopo aver scritto due messaggi (alla moglie e al suo superiore) che dovrebbero precludergli ogni possibilità di ritorno. Senonché rivoluzionare la propria esistenza si rivela più difficile del previsto: la Dimenti, spaventata dalle conseguenze di quello che aveva considerato semplice flirt senza impegno, si rifiuta di accompagnare l’amante nella fuga e anzi cerca inutilmente di fargli abbandonare il folle progetto. Pezzola decide allora di continuare la fuga da solo ma non va oltre l’aeroporto dove la sicurezza, insospettita dal suo strano comportamento, decide di perquisirlo , trovandogli la valigia piena di denaro e titoli. Il nostro eroe riesce perlomeno a salvare il proprio matrimonio , poiché, con un tipico atto mancato (in termini freudiani), aveva spedito all’indirizzo sbagliato la lettera con cui comunicava alla moglie l’intenzione di lasciarla.

Commento

In questo racconto, ho voluto indagare un comune fenomeno psicologico: come si possa provare il desiderio di rivoluzionare la propria esistenza, anche a costo di commettere un gesto autodistruttivo, lasciandosi contemporaneamente aperta un’uscita di sicurezza per ritornare indietro. Nella narrazione sono inserite delle citazioni (immaginarie) dai libri e gli articoli della dottoressa Dimenti, che mostrano come la presunta psicologa in realtà non sappia niente dei sentimenti e di quanto sia pericoloso giocarci.ACTRIZ~1