Eccesso di zelo

Incipit

  1. Quando abbordi un cliente, non perdere tempo coi convenevoli ed entra subito in argomento
  2. Fatti pagare per quello che vendi, ma non umiliare te stesso accettando elemosine.
  3. Parla sempre, senza lasciare al cliente un attimo di tempo per riflettere.

Le tre regole di Gizenga per il venditore ambulante.

 

Da quando si era dedicato al commercio a porta a porta, Samir si era visto sbattere in faccia innumerevoli usci, era stato oggetto d’ogni sorta d’insulti razzisti e ripetutamente invitato a tornarsene in Africa; però quella era la prima volta che gli mettevano le mani addosso.

Va bene, forse era stata anche colpa sua. Saper valutare i propri clienti è la prima dote del piazzista e un veterano del mestiere, vedendosi aprire la porta da un signore dall’aria incavolata e con gli abiti in disordine, avrebbe capito al volo di aver disturbato il potenziale cliente in un momento delicato, mentre si trovava a letto od in bagno. Samir, purtroppo, era entrato nel giro da poco più di sei mesi, ed, invece di pronunciare qualche frase di convenienza (“Oh, mi scusi, non l’ho per caso disturbata?”), giusto per dare al signore incavolato il tempo di fare sbollire la prima irritazione, lo aveva aggredito subito con un: “Salve, amico, vuoi aiutare i giovani migranti?”

Seguiva così le istruzioni del vecchio Gizenga, il presidente della cooperativa africana: – Quando abbordi un italiano non perdere tempo coi convenevoli; se gli chiedi “Posso parlare con lei?”, lui ti risponderà “No, grazie, sono impegnato” e un cliente ti sarà scappato dalle mani, senza neppure aver bisogno di essere maleducato. Se invece gli chiedi “Signore, lei ha pregiudizi razziali?” oppure “Lei ha qualcosa contro gli africani?”, lui dovrà risponderti di sì, perché agli italiani non piace sembrare razzisti, neanche quando lo sono, ed a questo punto, il più sarà fatto. Una volta che avrete iniziato una civile conversazione, lui si farà scrupolo di cacciarti via e ti comprerà qualcosa, se non altro per toglierti di torno. Se però, alla terza domanda, non sei ancora riuscito a stabilire il contatto, allora lascialo perdere, per non gettare la semente sulla sabbia.

Riassunto

Samir, un vu-cumprà africano, suona alla porta dell’ appartamento dove due amanti stanno avendo un incontro clandestino. L’uomo, irritato per essere stato disturbato in un momento simile, malmena brutalmente l’africano; poi la donna, per farsi perdonare ed evitare guai, lo accoglie in casa, gli compra tutta la merce e gli regala una generosa somma di denaro in sovrappiù. Il capo della comunità africana, Gizenga, impone però a Samir di restituire i soldi regalati, “perché tu sei un commerciante e non un mendicante”. Samir, di malavoglia, obbedisce, torna nell’appartamento, dove l’uomo, la donna e il marito della donna sono a pranzo insieme e, coi suoi imprudenti discorsi, fa scoprire al marito la tresca della moglie.

Commenti

Raccontino umoristico, in cui ho cercato di descrivere la figura del vu-cumprà, evitando sia il razzismo che il buonismo (è innegabile che, fra i venditore ambulanti di colore, accanto a quelli civili, ce ne siano parecchi dal comportamento sgarbato o invadente.) Il personaggio del saggio Gizenga è stato ripreso da La maledizione del ristorante cinese .

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: