Il tenebroso caso di Miss Blanche Snow

Incipit

btn-Boston-BlackieAvevo imparato il nome di Regina Brunhild una quindicina d’anni prima, in occasione del suo matrimonio. Di regola, io nei giornali leggo solo la cronaca nera (perché mi serve per il lavoro) e le pagine sportive (perché mi servono a distrarmi dal lavoro), però, in quel periodo, era impossibile prendere in mano un quotidiano senza trovarci in prima pagina un articolo sulle nozze dell’anno. “Il re della vanità” (chiamato così non perché fosse un Narciso, ma in quanto proprietario dei più rinomati saloni di bellezza in tutta la costa orientale) sposava una stupenda indossatrice, di trent’anni più giovane di lui, che giurava “Non lo faccio per i soldi”. Sarà stato anche vero, in ogni caso, quando il marito aveva lasciato questo mondo, alla vedova era rimasta tutta una catena dei templi di Venere, che lei, a quanto si diceva, sapeva gestire ancora più abilmente del defunto.

Per questo, quando seppi che una certa signora Regina Brunhild era venuta per offrirci del lavoro, io immaginai un caso d’omonimia. Come detective, penso di cavarmela, ma non sono certo il numero uno in città, e mai avevo avuto fra i miei clienti una donna della classe danarosa. Invece, era proprio lei, la campionessa cittadina di ricchezza ed eleganza, e ancora in grado di dare dei punti alle ragazzine debuttanti nella categoria “bellezza”. Rispetto ai tempi del matrimonio, non aveva messo su né una ruga né un etto di ciccia, ed aveva aggiunto alla sua bellezza naturale una classe raffinata da far scappare a nascondersi una duchessa inglese. In sua presenza, persino i mobili del mio ufficio si vergognavano di non avere il rivestimento in marocchino.

Fables-volume-1-Legends-in-Exile-Snow-White-Bigby-WolfFortunatamente, era anche una donna pratica e ridusse i convenevoli al minimo indispensabile: – Signor Mirror, io sono Regina Brunhild, quella dei saloni di bellezza. Ho bisogno di voi per ritrovare una persona scomparsa.

– Di chi si tratta? Di un vostro parente?

– In un certo senso, è quasi una figlia adottiva. Si tratta della mia segretaria, miss Blanche Snow. Due settimane fa, doveva andare in treno a Portland, per esaminare i conti dei due saloni che io possiedo in quella città, e non è mai arrivata. Da allora, nessuno l’ha più vista, né in ufficio, né nell’immobile dove abita.

– Ha denunciato la scomparsa? Non per fare il modesto, ma la polizia ha molto più mezzi di me per ritrovarla.

Riassunto

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Portsmouth, New Hampshire

Boston, anni Cinquanta. Mirror, un investigatore privato, viene incaricato da Regina Brunhild, una ricchissima vedova, proprietaria di una catena di saloni di bellezza, rintracciare la sua segretaria e pupilla, Blanche Snow, scomparsa assieme a cinquemila dollari durante un viaggio di lavoro a Portland. La vicina e amica di Blanche, Miss Grimm, accenna con Mirror a una delusione amorosa che la ragazza aveva avuto poche settimane prima della scomparsa, ma, dopo aver ricevuto la visita dello scorbutico signor Grumpy, si rifiuta di dare altre informazioni. L’investigatore decide di recarsi a Portland e, sul treno, apprende dal controllore che, la notte della scomparsa di Blanche, era accaduto un altro episodio misterioso: uno sconosciuto era stato buttato giù dello stesso convoglio, sopravvivendo alla caduta, ma con la testa rotta. Mirror, allora, si sposta nella cittadina di Portsmouth, dove l’uomo, ancora in coma, è ricoverato all’’ospedale; lì, il detective apprende dell’esistenza della “Fattoria del nano”, una comunità hippy ante litteram, guidata da un ex professore universitario e ispirata agli ideali ecologisti e pacifisti. Poiché i membri della comunità sono stranamente interessati alla sorte dell’innominato di Portsmouth, e uno di essi, si scopre, era proprio il misterioso Grumpy, Mirror decide di fare loro una visitina.

Il seguito alla prossima puntata (ma i lettori, se sono stati attenti ai nomi dei personaggi, avranno già capito la soluzione del caso).

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