Isabelle e l’uomo dal viso bendato

Incipit

gangsterErano anni che Isabelle Aulnoy credeva di vedere la luce in fondo al tunnel, e sempre quella luce, appena apparsa, si faceva più fioca e lontana, fino a spegnersi.

Nel tunnel c’era entrata con la morte di sua madre. Una prova terribile, per una ragazza poco più che adolescente, ma Isabelle aveva retto al colpo; era perfino riuscita a diplomarsi brillantemente sei mesi dopo il lutto. Chi non l’aveva presa bene, era stato papà Aulnoy e il suo negozio di antiquariato, fino a poco prima il più fiorente di Caen, era andato bruscamente in rosso. Amici e parenti erano stati indulgenti nei suoi confronti. In fondo, quando uno si trova improvvisamente vedovo, con due figlie sulle spalle, è anche comprensibile che non abbia più la testa di un tempo per gli affari. Sarebbero stati ben più severi, se avessero saputo ciò che Isabelle aveva già scoperto da tempo: papà Aulnoy aveva trovato sui tavoli dei casinò una distrazione al suo dolore, efficace ma costosa.

Ci sarebbe stata forse qualche chance per la famiglia Aulnoy, se Isabelle avesse potuto scambiarsi d’età con la sorella maggiore, Agnés. Purtroppo, Agnés era un’adorabile scervellata, che, finché in casa c’erano abbastanza franchi da soddisfare i suoi capricci, non faceva caso alla voragine che si apriva sotto i piedi della famiglia; e Isabelle, che invece, grazie anche al suo diploma, si rendeva conto benissimo della situazione, era troppo giovane per esercitare qualche influenza sul padre.

Arrivò finalmente il giorno del redde rationem: il negozio fu venduto e babbo Aulnoy evitò l’onta del fallimento solo grazie all’intervento dei famigliari, che pagarono i suoi debiti. Fu già una fortuna per lui trovare quasi subito un posto come direttore di un bazar nel quartiere della Bastiglia, a Parigi, dove avrebbe continuato a vendere anticaglie, ma come dipendente. Per Isabelle, il trasferimento a Parigi fu un sollievo, perché nella Ville Lumiere, a differenza che nelle località balneari, sono presenti tutte le tentazioni, escluso il casinò.

Appena la famiglia Aulnoy si fu trasferita alla Bastiglia, perse un componente. Agnés, come tutte le ragazze carine di provincia, aveva sempre pensato che le sarebbe bastato mettere piede nella capitale per diventare la nuova Brigitte Bardot e, prima ancora che padre e sorella avessero finito di disfare i bagagli nel loro appartamento in affitto, lei era già andata a vivere nel quartiere latino, per tentare l’avventura. Naturalmente, BB non perse il sonno per la sua concorrenza, però Agnés, come indossatrice, riuscì a guadagnarsi da vivere senza pesare sulla famiglia, il che era già molto.

Riassunto

Parigi, inizio degli anni Sessanta. Isabelle Aulnoy, una ragazza normanna, vive assieme al padre, un commerciante che si è rovinato a causa del vizio del gioco. Papà Aulnoy, dopo il trasferimento nella capitale, sembra aver messo la testa a posto ma, una sera, entrato per caso in un locale malfamato di Pigalle, il Bistrot della rosa, che nasconde una bisca clandestina, ricade nel suo vizio e perde cinquemila franchi. Il giorno dopo, Isabelle, riceve la visita di un picchiatore, Bete Noire, che tiene il viso costantemente bendato per nascondere una cicatrice.bandaged-face-portrait Il gangster obbliga la ragazza, in cambio di una dilazione nel pagamento, a venirlo a trovare regolarmente al bistrot della Rosa. Non cerca però di abusare di Isabelle durante i loro incontri e anzi si mostra talmente galante verso la sua vittima che lei comincia a provare un’inconfessata simpatia verso il suo persecutore. Quando però la scadenza del debito si avvicina, Isabelle decide di chiedere l’intervento dell’ispettore Roquentin, un poliziotto che corteggia sua sorella, la fatua Agnès…

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