L’alberg ad San Diton

Austen“L’alberg ad San Diton” è stato un esperimento un po’ azzardato: adattare un romanzo (incompiuto) di Jane Austen a commedia dialettale romagnola. Certo, a prima vista c’è un abisso  fra il mondo della scrittrice inglese, regolato da uno squisito galateo, e quello sanguigno e a volte volgare del teatro in vernacolo, ma qualche analogia c’è, ad esempio il ruolo della nobiltà. Può sembrare paradossale, vista la sua fama di  regione rossa, ma in Romagna l’aristocrazia terriera ha continuato ad essere la maggiore proprietaria della ricchezza fino a tempi recenti, e questo si è riflesso anche nel teatro dialettale. Uno dei personaggi ricorrenti delle nostre commedie è la contessa: una donna del popolo che ha sposato un aristocratico per interesse e che, nonostante i suoi modi affettati e la sua arroganza, tradisce ad ogni momento le sue origini plebee (non troppo diversa, come si vede, da certe terribili lady della Austen). Soprattutto, Sanditon, ambientato in una stazione balneare ai suoi esordi, presentava molte situazioni che si potevano trasferire, senza eccessive difficoltà, nella riviera romagnola  degli anni Sessanta, ai tempi del boom dell’industria turistica, che doveva rivoluzionare, nel bene e nel male, il “dolce paese” di Giovanni Pascoli.

Trasformare gli inglesi dell’originale in romagnoli non si è rivelato troppo difficile; e neppure immaginare un proseguimento e una conclusione alla vicenda che Jane Austen ebbe solo il tempo di accennare. (Il primo atto è una libera rielaborazione di ciò che rimane del romanzo; gli altri due sono pura invenzione). Piuttosto, una difficoltà tecnica me l’ha creata il gran numero di personaggi; sebbene Sanditon sia poco più di un abbozzo, pure i suoi tredici capitoli contengono molti più personaggi di quanti una compagnia amatoriale possa permettersi di mettere in scena.  Per alcuni personaggi, ho lasciato la possibilità agli attori di una doppia parte; per altri ho fatto  in modo che non apparissero  mai in scena, pur rendendomi conto degli inconvenienti di questo metodo .

Sanditon

Sanditon L’alberg ad San Diton
Thomas Parker Tommaso, proprietario e direttore del residence Sanditon
Diana Parker, sua sorella Diana, sorella di Tommaso, ospite del residence
Arthur Parker, nipote di Thomas Arturo, figlio di un’amica di Diana,             ospite del residence
Lady Denham, socia di Thomas La marchesa, comproprietaria                     del residence
Sir Edward Denham, nipote                libertino   di lady Denham Edoardo, nipote della marchesa e vicedirettore del residence
Charlotte Heywood,giovane ospite di Thomas Parker Carlotta, segretaria del residence
Le sorelle Beaufort Giovanna Belforte, ospite del residence
Miss Lambe, ereditiera Letizia, ospite del residence

 

Altri personaggi li ho eliminati o appena accennati (come la moglie e il fratello di Thomas), ma ne ho aggiunti due: Nino, il fidanzato di Carlotta, bravo ragazzo, anche se un po’ bietolone, a cui la protagonista resta però ostinatamente fedele, e Hermann, attempato turista tedesco, aggiunto perché non si può fare una commedia sulla Riviera Romagnola senza parlare dei turisti tedeschi.Anche questa mia opera è idealmente dedicata a mio padre Aldo Cappelli, che fu ai suoi tempi, il più originale e innovativo autore di commedie dialettali romagnole.Chi fosse interessato ai numerosi altri seguiti di Sanditon apparsi negli anni, può consultare questo link.

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