La principessa nella torre

Incipit

Da un manoscritto inedito di Jay Robinson, professore di letteratura medievale presso l’università di Cambridge.

 Stamattina, correggendo la tesina di un mio allievo, ho trovato questa frase, scritta col tono perentorio che si può avere soltanto a vent’anni: Il ventesimo secolo, coi suoi progressi scientifici e sociali, ha relegato nello sgabuzzino delle anticaglie le storie d’amore contrastato, i cavalieri spasimanti per una dama intravista alla finestra e i principi azzurri che sposano una servetta. Al contrario, io penso che questo nostro secolo, così folle e così esaltante, abbia portato nella realtà storie d’amore che fino allora sarebbero state riservate alle fiabe per bambini.

Prendiamo soltanto il nostro college. Molte mogli di miei colleghi, oggi perfettamente anglicizzate, sono in realtà spose di guerra, conosciute nelle retrovie, in circostanze che ai nostri antenati vittoriani sarebbero parse inverosimili. Io stesso, appena un paio di anni fa, vissi una storia d’amore breve e sfortunata, come quelle descritte nelle ballate medievali.

Nell’estate del 195… io fui scelto per rappresentare l’Università di Cambridge a un convegno di studi su La figura del cavaliere nella letteratura medievale, tenuto al castello di 1-schloss-hohenwerfen-werfen-austria-joseph-hendrixFernturn, in Austria. Il castello, una cinquantina di anni prima, era appartenuto ad un aristocratico di idee pacifiste e cosmopolite, che nel suo testamento aveva previsto che il maniero di famiglia diventasse un luogo d’incontro per gli intellettuali di tutta l’Europa. Ai tempi della bella époque vi si erano tenuti numerosi convegni d’intellettuali e studiosi, con la presenza anche di nomi illustri. Poi, col susseguirsi in Europa di guerre calde e fredde, gli eredi del barone avevano avuto altro cui pensare che non il mecenatismo. Oltretutto, il castello era in mezzo alle foreste dei Piccoli Carpazi e organizzarvi un simposio implicava non piccoli problemi logistici. Negli ultimi anni, tuttavia, la fondazione Von Fernturn aveva tentato di rinverdire la tradizione. Poiché si era negli anni della distensione, aveva basato la sua politica sul dialogo fra i due blocchi, invitando ai convegni delegazioni da entrambi i lati della cortina di ferro.

Riassunto

Il narratore, durante il convegno, conosce Frau Punzel, un’affascinante interprete aggregata alla delegazione della DDR e inizia un flirt con lei. Anche se i due possono incontrarsi solo nei pochi momenti che la ragazza riesce a strappare alla sorveglianza della terribile capodelegazione, Frau Von Eyck, la loro storia va avanti fino al giorno in cui la ragazza deve ripartire per la Germania Est. Quella sera, la Punzel invita Robinson, attraverso una sciarada, a raggiungerla nella torre dove le delegazioni dei paesi comunisti sono ospitate. Il professore va all’appuntamento, scalando raperonzolaromanticamente la torre, ma sul balcone, invece della sua amata, trova Frau Von Eyck, con una pistola, che gli rivolge delle oscure minacce. Riscendendo, Robinson scivola e cade; viene soccorso da un interprete inglese e portato in  un ospedale, sebbene in realtà non si sia fatto nulla di grave. Il giorno dopo, tornando al castello, egli apprende che la Punzel è ritornata in patria. Il professore termina il suo racconto dicendo di non aver mai dimenticato la ragazza dell’Est e di essere sempre stato preoccupato per la sua sorte; pure, da qualche tempo ha conosciuto una donna, una canadese di origini tedesche, stranamente simile al suo amore perduto.

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