L’iceberg Dos Passos

Messaggio pubblicato sul forum Italians in data 23 agosto 2016.

dos-passos-il-quarantaduesimo-paralleloCari Italians, la mia lettura estiva di quest’anno è stata “Quarantaduesimo Parallelo” di Dos Passos, primo volume della trilogia “USA”, ma non vorrei parlare tanto del libro in se stesso ma della sua strana storia editoriale da noi. Immaginate che, all’estero, di Dante si pubblichi solo l’Inferno e che le altre due cantiche siano introvabili; bene, in Italia con Dos Passos è successa la stessa cosa. “Quarantaduesimo parallelo” continua ad essere ristampato regolarmente, e lo si trova anche in edizione per ragazzi; i due volumi successivi (“1919” e “Un mucchio di quattrini”) sono completamente usciti di catalogo, e chi vuole sapere che fine abbiano fatto i personaggi del primo libro, (non si tratta infatti di tre romanzi autonomi, ma di tre capitoli di un unico grande affresco sull’America d’inizio secolo) deve ricorrere ai dizionari della letteratura o cercare in qualche fondo di biblioteca le vecchie edizioni Medusa, tradotte da Cesare Pavese.

Che un capolavoro, o comunque un’opera importante, affondi nelle acque dell’oblio è, purtroppo, una cosa abbastanza comune (ho fatto l’esempio, in un mio post precedente, dei romanzi di Walter Scott) ma che debba essere come un iceberg, visibile solo per un terzo, è inspiegabile. C’è un motivo particolare per cui rimpiango di non aver potuto leggere la trilogia nella sua interezza. Pur trattandosi di una storia corale, il personaggio che ha più rilievo è un carattere interessante, un miliardario venuto dal niente, donnaiolo, con trascorsi di canzonettista, che ha capito come la via per la ricchezza non stia più nella produzione, ma nella pubblicità e nelle pubbliche relazioni, e che finisce per ricoprire importanti incarichi politici… No, non si chiama Silvio ma J. Ward Moorehouse.

Cercasi medium

Incipit

scottishpoetrylibrary

La Scottish Poetry Library (che esiste davvero)

Conoscemmo Peter McShafton in occasione di una conferenza che mio marito tenne alla Scottish Poetry Library, sul tema I fantasmi nel folklore del Midlothian. Io non possiedo il dono della premonizione e non posso quindi affermare che, quando io vidi seduto in mezzo al pubblico quel giovane dandy, alto e bruno, vestito con eleganza ma un po’ in ritardo sulla moda, provai un vago turbamento, quasi un presagio dello scompiglio che egli avrebbe portato nelle nostre vite. Devo però ammettere che quando lui entrò nel mio campo visivo, ne rimasi colpita, se non altro perché era l’unico bel ragazzo in mezzo ad una fila d’ultracinquantenni; e che quando, come faccio sempre alle conferenze di Caleb, io controllavo le reazioni del pubblico, il mio sguardo si soffermava su di lui con particolare attenzione. Il bel tenebroso aveva all’inizio l’aria annoiata di chi si presta malvolentieri ad un dovere sociale, ma via via che la conferenza proseguiva, notai con piacere che ascoltava le parole di mio marito con sempre maggiore interesse.

Lo rivedemmo al rinfresco; si avvicinò a Caleb e, invece di ringraziarlo per l’interessante pomeriggio, come prevede il galateo del dopo-conferenza, gli chiese, con un’aria comicamente solenne: – Voi siete Caleb McGregor, lo studioso di scienze occulte e di tradizioni scozzesi?

– Esattamente. Posso avere il piacere di conoscere il vostro, di nome?

– Voglio mettervi alla prova. Vediamo se riuscite ad indovinarlo – fece lui, e gli porse la mano inanellata.

Caleb gli rispose, dopo un attimo di riflessione: – Voi siete il visconte McShafton di Holeycomb. Ci tengo a precisare, però, di non avervi letto nel pensiero; ho semplicemente riconosciuto il vostro stemma gentilizio.

Il visconte abbandonò la sua aria sostenuta e scoppiò in una risata cordiale: – Avete passato l’esame. La gente, quando vede quest’anello, in genere mi scambia per il sostenitore di qualche squadra di calcio.

– Purtroppo, le mie conoscenze araldiche e genealogiche non si estendono fino al vostro nome di battesimo.

Riassunto

A_016_ScottishClanLeadersPeter McShafton è l’ultimo rampollo di un clan scozzese, un tempo facoltoso  e potente ma che, dopo essersi schierato dalla parte dei giacobiti nella rivolta del 1745, ha iniziato una lunga decadenza; delle antiche ricchezze è rimasta solo Holeycomb Manor, la settecentesca villa di famiglia, che costa più di quello che renda. Per questo, Peter ha deciso di venderla ad un uomo d’affari americano, Omar Bradley, che la riadatterà ad albergo. Poiché Holeycom Manor, come ogni antica magione scozzese che si rispetti, ha fama di essere infestata, Peter e Bradley hanno avuto l’idea di svolgervi alcuni esperimenti paranormali, da utilizzare a scopo pubblicitario. Caleb, allora, fa il nome di una medium dalle capacità straordinarie ma che, per motivi personali, preferisce condurre un’esistenza ritirata: Lucy Deans.

Commento

Con questo capitolo, inizia il romanzo vero e proprio: entra in scena uno dei personaggi principali (Peter McShafton, che si autodefinisce “un nobile spiantato e democratico”) e si fa il nome della protagonista (la medium Lucy Deans, “la ragazza che vedeva oltre”). Si allude inoltre ad alcune leggende, legate ad Holeycomb Manor (Wandering Willie, il misterioso zingaro che riappare a distanza di generazioni; o i due fantasmi, un una damigella e un ufficiale, che si aggirano nei giardini della villa, senza mai incontrarsi) che avranno poi una parte importante nello sviluppo della storia. Si allude anche alle vicende della rivolta giacobita del 1745 (ben nota ai lettori di Scott, Stevenson e Diana Gabaldon) sulle quali la narratrice ha scritto, sotto pseudonimo, una trilogia di romanzi storici, La sposa giacobita, dei quali mi sono permesso di confezionare e pubblicare su Youtube un booktraile immaginario.

Una famiglia troppo allargata

Incipit

Devo spendere ancora qualche parola su Caleb. È probabile che voi, quando leggerete i prossimi capitoli, faticherete a inquadrarlo: lo vedrete comportarsi da persona assennata e razionale e poi, nella pagina successiva, essere colto da accessi di entusiasmo per le scienze occulte, perfino inquietanti. In effetti, Caleb è più il tipo dello studioso che del santone: se avesse scelto un qualunque altro campo di studi, probabilmente oggi avrebbe la sua bella cattedra all’Università di Edimburgo, per la gioia del nostro bilancio famigliare.

Dietro il suo interesse per la parapsicologia, come dietro qualunque cosa in Scozia, ci sono le tradizioni famigliari. In un certo senso, Caleb discende da una seduta spiritica.

687474703a2f2f312e62702e626c6f6773706f742e636f6d2f2d436948314d44707a4348592f546233505a322d515365492f41414141414141414176512f386a625f4a35693569334d2f73313630302f7365616e63652e6a7067Verso la fine del diciannovesimo secolo, a Edimburgo, in una solida casa borghese di Queen Street, si tenne una di quelle cerimonie che, ai tempi dei puritani, avrebbero procurato ai loro partecipanti la taccia di negromanzia e il rogo, ma che, in tempi più illuminati, erano quasi diventate un gioco di società.

Attorno al tavolo a tre gambe erano riunite cinque persone. La prima era il padrone di casa, Farley McGregor, un agiato commerciante. Alla sua destra sedeva, stringendo la sua mano, la signora Fiona Craig, una vedova che da qualche tempo frequentava assiduamente casa McGregor. Il loro rapporto non era andato al di là di quello che, nel linguaggio del tempo, si chiamava “affettuosa amicizia”; sarebbe dipeso dall’esito della seduta se quella stretta di mano si sarebbe fatta salda e definitiva.

Con la mano destra, a sua volta, Fiona stringeva quella sinistra della medium. La sensitiva era popolarmente conosciuta come “la Sfinge dei Greyfriars” sebbene, a onor del vero, lei non usasse mai un nome d’arte così ridicolo, e si facesse chiamare coi suoi veri nome e cognome, Agnes Ferguson.

Il successivo anello della catena era il figlio di Agnes, Robert Ferguson: un ragazzone dinoccolato che l’affiancava regolarmente nelle sue sedute, quando c’era bisogno di qualcuno per raggiungere il prescritto numero di almeno cinque partecipanti. A quanto pareva, però, non aveva ancora manifestato poteri psichici, e il suo contributo si limitava a scaldare la quinta sedia.

Riassunto

Lo scopo della seduta (a cui partecipa, oltre ai quattro personaggi citati, anche il  giornalista Peter Angel, amico di Farley) è di evocare lo spirito di Isabel, la defunta moglie del padrone di casa, per ottenere il di lei consenso al secondo matrimonio del marito con la vedova Craig. Le cose, però, prendono uno sviluppo imprevisto: durante la seduta, il fantasma di Elmer Craig, il primo marito di Fiona, per bocca di Robert fa imbarazzanti rivelazioni su di sé, la moglie e il loro passato di avventurieri e truffatori; in più article-2216687-154BDDEF000005DC-56_468x427Fiona, essendosi fatta sfuggire alcune parole imprudenti, deve confessare di aver corrotto la medium perché desse responso favorevole al matrimonio. Farley, da buon gentiluomo vittoriano, rompe il fidanzamento con la peccatrice, ma, generosamente, continua a prendersi cura della figlia della donna, Margaret, pagando le spese della sua istruzione. Anni più tardi, Margaret sposerà il figlio di Farley e da quel matrimonio discenderà Caleb McGregor, il marito della narratrice. Costei, dopo aver raccontato la fantastica storia, da buona scettica ne ipotizza una seconda versione, più verosimile. Peter Angel, conoscendo il passato di Fiona, e volendo evitare all’amico Farley uno scandalo, aveva a sua volta corrotto la medium e il figlio di lei, perché mandassero a monte il progettato matrimonio.

Commento

Questo racconto è stato scritto in un secondo momento e poi inserito nella storia, perché mi sembrava che mi sembrava che funzionasse bene come introduzione al tema di base, l’ambiguità delle esperienze paranormali, che possono essere sempre interpretate in almeno due modi. Mi sono permesso quello che gli inglesi chiamano un inside joke, dando all’amico di Farley il nome di un nostro giornalista, ben noto per il suo scetticismo in materia di medium e veggenti.piero-angela

Ho sposato un ghostbuster

ghostbustersIncipit

Quando, rivedo una mia vecchia compagna di scuola, perduta di vista da anni, temo sempre il momento in cui si fanno le tre domande canoniche in queste occasioni.

Domanda n. 1:

– Che cosa fai?

– Scrivo, – rispondo, e mi auguro che la mia amica si accontenti di una risposta generica. In genere, purtroppo, vuole anche sapere cosa scrivo e perché non ha mai visto il mio nome nelle vetrine dei librai. Allora devo confessare l’imbarazzante verità: scrivo romanzetti storico-sentimentali, e della categoria più bassa, quelli che si vendono direttamente in edicola. Non ho neanche la soddisfazione di poterli firmare, perché le quarte di copertina li attribuiscono a Cassandra Haynes, che vive in un romantico ranch del Texas col marito e i tre figli, o Sara Douglas, appassionata di storia, che gira il mondo al seguito del marito diplomatico. Una semplice Tomasina McGregor, trent’anni, laureata in storia ed ex giornalista, nata a Edimburgo e lì residente nel quartiere di Newington, sposata con un figlio, non sarebbe sufficiente a interessare le casalinghe romantiche, soprattutto con quel prosaico nome di battesimo che si ritrova.

Mi piacerebbe poter sostenere che considero la letteratura popolare una semplice palestra d’allenamento, prima di passare a prove più ambiziose, ma la verità è che i miei romanzacci mi assicurano guadagni, non eccessivamente cospicui ma regolari, e mi consentono di leggere il conto dell’idraulico e del pediatra con una relativa serenità. Sono entrata nella letteratura per caso e non per vocazione: quando lavoravo allo Scots magazine, fui richiesta di scrivere qualche novella per riempire le pagine femminili. Dalle novelle passai ai romanzi, e non sono più riuscita a uscire dall’ingranaggio. In fondo, sfornare un romanzo ogni tre mesi non è difficile, se non si dà troppa importanza allo stile, all’originalità della trama e all’esattezza dei riferimenti storici.

(Per la cronaca, le altre due domande sono “Sei sposata?” e “Cosa fa tuo marito?”)

Commento

Capitolo introduttivo, che serve a introdurre i personaggi della narratrice Tomassina McGregor e del marito Caleb. La prima è una donna intelligente e scettica, come indica il suo stesso nome; per contribuire al bilancio famigliare, scrive romanzi rosa, sebbene sia di temperamento più ironico che romantico. Il secondo è un “ghost buster”, come lo definisce, con ironia affettuosa, la moglie; non un mago o un santone visionario, ma un serio e scientifico indagatore del paranormale, anche se a volte, nell’entusiasmo della ricerca, sembra perdere il senso della misura. Devo aggiungere che questa coppia, felicemente sposata con un figlio, ma anche con alcuni problemi che emergono nel corso della narrazione, ha assunto, nella stesura, più spazio di quanto preventivato, tanto che si potrebbe dire che la vera storia d’amore del romanzo è la loro e non quella che si conclude nell’ultimo capitolo.

La ragazza che vedeva oltre

Introduzione generale

Fra i tanti generi che ho voluto sperimentare, c’è stato anche il cosiddetto paranormal romance, vale a dire il romanzo sentimentale a sfondo fantastico, alla Twilight. Al centro della storia, ambientata in Scozia, c’è una medium, dotata del potere di risvegliare la memoria ancestrale, vale a dire di rivivere (e far rivivere alle persone con cui ha un contatto fisico) non solo i ricordi personali ma anche quelli ereditati dai propri antenati; un’idea, già sfruttata in Una pipata in poltrona, che mi ha consentito di scrivere un romanzo quadrimensionale, ambientato in parte ai giorni nostri e in parte nel Settecento (e non a caso Holeycomb Manor, il teatro dell’azione, viene definito un luogo dove il tempo segue regole diverse dal resto dell’universo).

castello

Il castello di Inveraray, in realtà una villa settecentesca in stile neogotico; il set ideale, se mai questo romanzo diventasse un film, anche perchè sembra che vi siano stati avvistamenti di fantasmi e fenomeni paranormali.

 

Elenco dei personaggi principali

  • Caleb McGregor, studioso del paranormale e presidente della SSPS (Società Scozzese di Studi Paranormali; esiste davvero, anche se con un nome leggermente diverso, SSPR);

    sspr

    Il simbolo della Scottish Society for Psychical Research

  • Tomasina McGregor, la narratrice, moglie di Caleb, giornalista e scrittrice di romanzi storici; scettica impenitente, non condivide l’entusiasmo del marito verso il paranormale; ciononostante, la coppia è profondamente legata;
  • Lucy Deans, la ragazza del titolo; ha abbandonato la carriera di medium per una tranquilla esistenza come impiegata in una fabbrica di whisky;
  • Lord Peter McShafton, giovane nobile decaduto, che si definisce “un aristocratico spiantato e democratico”; proprietario di Holeycomb Manor;
  • Reverendo Roger Brawardine, parroco di Holeycomb e amico d’infanzia di Peter;
  • Edgar e Mathilda  Brawardine, nipoti di Roger, servitori a Holeycomb Manor; pur essendo fratelli, hanno un carattere opposto (lui serio e coscienzioso, lei superficiale e pettegola);
  • Wandering Willie, un misterioso personaggio che si aggira intorno a Holeycomb Manor, forse un semplice ciarlatano, forse un folletto vecchio di centinaia d’anni.

Personaggi dell’episodio settecentesco.

  • Sir Jakob e Sir Alan McShafton, antenati di Peter, vissuti intorno al 1776; il primo, il signore di Holeycomb, è un uomo arido e ambizioso, il secondo un giovane scapestrato ma generoso, destinato a una sorte tragica.
  • Margaret, Clarissa e Mary Ann Ramsay: sorelle, di famiglia borghese, in villeggiatura presso Holeycomb nel 1776.
  • Reverendo Drummond, parroco di Holeycomb nel 1776 e autore di un prezioso diario.