Ho sposato un ghostbuster

ghostbustersIncipit

Quando, rivedo una mia vecchia compagna di scuola, perduta di vista da anni, temo sempre il momento in cui si fanno le tre domande canoniche in queste occasioni.

Domanda n. 1:

– Che cosa fai?

– Scrivo, – rispondo, e mi auguro che la mia amica si accontenti di una risposta generica. In genere, purtroppo, vuole anche sapere cosa scrivo e perché non ha mai visto il mio nome nelle vetrine dei librai. Allora devo confessare l’imbarazzante verità: scrivo romanzetti storico-sentimentali, e della categoria più bassa, quelli che si vendono direttamente in edicola. Non ho neanche la soddisfazione di poterli firmare, perché le quarte di copertina li attribuiscono a Cassandra Haynes, che vive in un romantico ranch del Texas col marito e i tre figli, o Sara Douglas, appassionata di storia, che gira il mondo al seguito del marito diplomatico. Una semplice Tomasina McGregor, trent’anni, laureata in storia ed ex giornalista, nata a Edimburgo e lì residente nel quartiere di Newington, sposata con un figlio, non sarebbe sufficiente a interessare le casalinghe romantiche, soprattutto con quel prosaico nome di battesimo che si ritrova.

Mi piacerebbe poter sostenere che considero la letteratura popolare una semplice palestra d’allenamento, prima di passare a prove più ambiziose, ma la verità è che i miei romanzacci mi assicurano guadagni, non eccessivamente cospicui ma regolari, e mi consentono di leggere il conto dell’idraulico e del pediatra con una relativa serenità. Sono entrata nella letteratura per caso e non per vocazione: quando lavoravo allo Scots magazine, fui richiesta di scrivere qualche novella per riempire le pagine femminili. Dalle novelle passai ai romanzi, e non sono più riuscita a uscire dall’ingranaggio. In fondo, sfornare un romanzo ogni tre mesi non è difficile, se non si dà troppa importanza allo stile, all’originalità della trama e all’esattezza dei riferimenti storici.

(Per la cronaca, le altre due domande sono “Sei sposata?” e “Cosa fa tuo marito?”)

Commento

Capitolo introduttivo, che serve a introdurre i personaggi della narratrice Tomassina McGregor e del marito Caleb. La prima è una donna intelligente e scettica, come indica il suo stesso nome; per contribuire al bilancio famigliare, scrive romanzi rosa, sebbene sia di temperamento più ironico che romantico. Il secondo è un “ghost buster”, come lo definisce, con ironia affettuosa, la moglie; non un mago o un santone visionario, ma un serio e scientifico indagatore del paranormale, anche se a volte, nell’entusiasmo della ricerca, sembra perdere il senso della misura. Devo aggiungere che questa coppia, felicemente sposata con un figlio, ma anche con alcuni problemi che emergono nel corso della narrazione, ha assunto, nella stesura, più spazio di quanto preventivato, tanto che si potrebbe dire che la vera storia d’amore del romanzo è la loro e non quella che si conclude nell’ultimo capitolo.

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