Una famiglia troppo allargata

Incipit

Devo spendere ancora qualche parola su Caleb. È probabile che voi, quando leggerete i prossimi capitoli, faticherete a inquadrarlo: lo vedrete comportarsi da persona assennata e razionale e poi, nella pagina successiva, essere colto da accessi di entusiasmo per le scienze occulte, perfino inquietanti. In effetti, Caleb è più il tipo dello studioso che del santone: se avesse scelto un qualunque altro campo di studi, probabilmente oggi avrebbe la sua bella cattedra all’Università di Edimburgo, per la gioia del nostro bilancio famigliare.

Dietro il suo interesse per la parapsicologia, come dietro qualunque cosa in Scozia, ci sono le tradizioni famigliari. In un certo senso, Caleb discende da una seduta spiritica.

687474703a2f2f312e62702e626c6f6773706f742e636f6d2f2d436948314d44707a4348592f546233505a322d515365492f41414141414141414176512f386a625f4a35693569334d2f73313630302f7365616e63652e6a7067Verso la fine del diciannovesimo secolo, a Edimburgo, in una solida casa borghese di Queen Street, si tenne una di quelle cerimonie che, ai tempi dei puritani, avrebbero procurato ai loro partecipanti la taccia di negromanzia e il rogo, ma che, in tempi più illuminati, erano quasi diventate un gioco di società.

Attorno al tavolo a tre gambe erano riunite cinque persone. La prima era il padrone di casa, Farley McGregor, un agiato commerciante. Alla sua destra sedeva, stringendo la sua mano, la signora Fiona Craig, una vedova che da qualche tempo frequentava assiduamente casa McGregor. Il loro rapporto non era andato al di là di quello che, nel linguaggio del tempo, si chiamava “affettuosa amicizia”; sarebbe dipeso dall’esito della seduta se quella stretta di mano si sarebbe fatta salda e definitiva.

Con la mano destra, a sua volta, Fiona stringeva quella sinistra della medium. La sensitiva era popolarmente conosciuta come “la Sfinge dei Greyfriars” sebbene, a onor del vero, lei non usasse mai un nome d’arte così ridicolo, e si facesse chiamare coi suoi veri nome e cognome, Agnes Ferguson.

Il successivo anello della catena era il figlio di Agnes, Robert Ferguson: un ragazzone dinoccolato che l’affiancava regolarmente nelle sue sedute, quando c’era bisogno di qualcuno per raggiungere il prescritto numero di almeno cinque partecipanti. A quanto pareva, però, non aveva ancora manifestato poteri psichici, e il suo contributo si limitava a scaldare la quinta sedia.

Riassunto

Lo scopo della seduta (a cui partecipa, oltre ai quattro personaggi citati, anche il  giornalista Peter Angel, amico di Farley) è di evocare lo spirito di Isabel, la defunta moglie del padrone di casa, per ottenere il di lei consenso al secondo matrimonio del marito con la vedova Craig. Le cose, però, prendono uno sviluppo imprevisto: durante la seduta, il fantasma di Elmer Craig, il primo marito di Fiona, per bocca di Robert fa imbarazzanti rivelazioni su di sé, la moglie e il loro passato di avventurieri e truffatori; in più article-2216687-154BDDEF000005DC-56_468x427Fiona, essendosi fatta sfuggire alcune parole imprudenti, deve confessare di aver corrotto la medium perché desse responso favorevole al matrimonio. Farley, da buon gentiluomo vittoriano, rompe il fidanzamento con la peccatrice, ma, generosamente, continua a prendersi cura della figlia della donna, Margaret, pagando le spese della sua istruzione. Anni più tardi, Margaret sposerà il figlio di Farley e da quel matrimonio discenderà Caleb McGregor, il marito della narratrice. Costei, dopo aver raccontato la fantastica storia, da buona scettica ne ipotizza una seconda versione, più verosimile. Peter Angel, conoscendo il passato di Fiona, e volendo evitare all’amico Farley uno scandalo, aveva a sua volta corrotto la medium e il figlio di lei, perché mandassero a monte il progettato matrimonio.

Commento

Questo racconto è stato scritto in un secondo momento e poi inserito nella storia, perché mi sembrava che mi sembrava che funzionasse bene come introduzione al tema di base, l’ambiguità delle esperienze paranormali, che possono essere sempre interpretate in almeno due modi. Mi sono permesso quello che gli inglesi chiamano un inside joke, dando all’amico di Farley il nome di un nostro giornalista, ben noto per il suo scetticismo in materia di medium e veggenti.piero-angela

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