Il reverendo e lo zingaro

Incipit

Col senno di poi, mi stupisce la leggerezza con cui noi quattro (io, Caleb, Peter e Lucy) decidemmo di passare l’ultima settimana dell’anno ad Holeycomb House, nonostante le voci sui fantasmi che giravano per il giardino. La verità è che, in fondo, noi eravamo convinti che nulla sarebbe successo e tutto si sarebbe risolto in una villeggiatura a spese della World B&B. Eravamo come quei turisti che si preparano scrupolosamente per un safari in Africa, pur sapendo che quasi sicuramente non spareranno un colpo, ed al massimo potranno farsi fotografare accanto ad un leone addomesticato. Perlomeno, io e mio marito avemmo il buon senso di non portarci dietro il bambino e di affidarlo ad una coppia d’amici.

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La Waverley Station, a Edimburgo

La nostra compagnia si riunì per la prima volta alla Waverley Station, la mattina del giorno di Santo Stefano. Fu allora che incontrai per la prima volta Lucy Deans, di cui però già conoscevo vita, morte e miracoli, poiché Caleb mi aveva fatto imparare a memoria il suo dossier. Dalla lettura, me l’ero immaginata, magra, pallida e con lo sguardo spaurito, come un personaggio minore della serie Twilight. Feci invece la conoscenza di una ragazza rosea e perfino un po’ paffutella, dall’aspetto poco appariscente, ma gradevole. Ero un po’ prevenuta nei suoi confronti, come lo sono sempre quando Caleb mi magnifica le capacità sovrumane di un medium, ma le bastarono un sorriso e una stretta di mano per conquistarmi e convincermi che una ragazza così poteva magari soffrire di allucinazioni, ma di sicuro non era una nuova Sfinge dei Greyfriars.

Peter arrivò per ultimo, quando già ci chiedevamo se il suo ritardo non ci avrebbe costretto a prendere il treno seguente, e salimmo sul convoglio diretto alla contea di Fife. Poiché il nostro soggiorno non sarebbe dovuto durare più di una settimana, i nostri bagagli erano ridotti al minimo; solo io mi ero portata una seconda valigia, con un computer portatile ed un pacco di libri di storia americana. Ero un po’ in ritardo nella stesura di Incontro a Gettysburg, (secondo volume di una trilogia sulla guerra di secessione) e speravo che ad Holeycomb, lontana dalle distrazioni della città, avrei potuto recuperare il tempo perduto, mentre Caleb andava a caccia di fantasmi.

Riassunto

I quattro viaggiano in treno fino alla contea dove si trova la dimora avita dei McShafton, Holeycomb Manor; il breve tragitto è sufficiente perché le due donne diventino amiche (fra l’altro, Lucy è un’appassionata lettrice dei romanzetti rosa di Tommasina) e perché Peter cominci a fare il galante con la ragazza. Alla stazione, i quattro trovano ad accoglierli Roger Brawardine, il pastore presbiteriano di 608Holeycomb, nonché amico d’infanzia di Peter (non avendo molta esperienza in materia di pastori presbiteriani, nel tratteggiare il personaggio del reverendo Brawardine mi sono rifatto all’immagine tradizionale del parroco di campagna cattolico, ruvido ma di buon cuore). Dalla stazione, i nostri eroi arrivano prima ad Holeycomb, un paese ormai semispopolato e poi a Holeycomb Manor, la residenza avita dei McShafton, isolata, disabitata da anni, con la maggior parte degli arredi venduti (“una bella conchiglia vuota”, la definisce Peter) ma che nel complesso conserva un certo decoro. Lì, dovrebbero esserci i due nipoti del reverendo, Edgar e Mathilda, ingaggiati da Peter come personale di servizio, a fare gli onori di casa; ma i due ragazzi sono andati da uno zingaro violinista che si è stabilito nel boschetto dietro la villa. Peter e lo zingaro hanno un colloquio amichevole, durante il quale il gitano lascia intendere di essere Wandering Willie, il violinista vagabondo che, secondo la leggenda, appare, a distanza di decenni, ad Holeycomb come ne fosse il genio tutelare. Naturalmente, nessuno dei quattro gli crede, nemmeno l’acchiappafantasmi Caleb.

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A questo punto, tutti i personaggi, principali o secondari, sono entrati in scena, e siamo arrivati nel luogo dell’azione, Honeycomb Manor. Il personaggio di Wandering Willie è una citazione da un bellissimo racconto di fantasmi di Walter Scott, Wandering Willie Tale.

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