Le affinità elettive

Incipit

Caleb prese nota scrupolosamente del racconto di Edgar, ma non ne rimase impressionato, e vi aggiunse questa nota colma di buon senso:

La sincerità di E. B. (Edgar Brawardine), quando dice di aver visto un fantasma nel tempietto del parco è fuori discussione, ma non ci sono elementi a sufficienza per affermare che si sia verificato un autentico fenomeno psichico. È più probabile che si tratti di un caso di autosuggestione, nata dall’effetto combinato di un’illusione ottica e della storia raccontata al soggetto da suo nonno. Che (come conferma la testimonianza di mia moglie) il cane soprannominato “Beckham” abbia puntato proprio sui due luoghi del giardino (il labirinto e il tempietto) teatro delle apparizioni, è indubbiamente una coincidenza significativa, ma non inspiegabile. È probabile, infatti, che l’animale fosse attirato dall’aspetto per lui insolito delle due costruzioni; o che E. B lo abbia inconsapevolmente indirizzato. (Il fenomeno degli animali, come i cani sapienti dei circhi, in grado di “leggere nel pensiero” del padrone e di agire secondo i suoi desideri, è ben noto e studiato dagli etologi).

Quanto alle apparizioni di trent’anni fa, è impossibile stabilirne il grado di autenticità: a parte il lungo lasso di tempo trascorso da allora, dei testimoni, uno (nonno Brawardine) è morto, gli altri (gli operai della cooperativa) sono irreperibili.

bob-and-mariam-minIn realtà, mio marito era talmente eccitato dalle possibilità che gli esperimenti con Lucy gli aprivano davanti, da non potersi interessare a nient’altro e, se anche avesse visto un cavaliere senza testa scendere le scale di Holeycomb House, avrebbe preso nota dell’interessante fenomeno e ne avrebbe rimandato l’esame a tempi migliori. Neanche Peter apparve minimamente turbato dal racconto di Edgar, e, ripensandoci, non posso dargli torto: quando si è già avuta di persona la propria esperienza paranormale, che importanza può avere uno spettro che il tuo maggiordomo ha intravisto da lontano? Solo Lucy fu colpita, non dalle apparizioni in se stesse (il paranormale, in fondo, era il suo pane quotidiano) ma dal loro risvolto romantico.

– Chissà chi erano quell’uomo e quella donna – si chiese, mentre facevamo colazione – e perché non possono mai incontrarsi. Se  in vita si sono amati, sono più sfortunati di Giulietta e Romeo, che almeno da morti hanno potuto riunirsi.

Trama

10456425_10204261441769996_3057296726540810677_nSempre più preda dell’entusiasmo dello sperimentatore, Caleb propone a Lucy di sottoporsi ad ipnosi per risalire la memoria ancestrale delle proprie antenate fino al Settecento. Nonostante l’opposizione di Tomassina, la prova si conclude con un successo e si riesce ad accertare che la misteriosa Margaret Ramsay, di cui Lucy aveva rivissuto la visita ad Holeycomb Manor, era in effetti una sua progenitrice. La veggente esce però stremata dall’esperienza e la narratrice è talmente indispettita dalla noncuranza del marito per le possibili conseguenze dei suoi esperimenti che decide di lasciare il letto coniugale e andare a dormire in un’altra stanza. In realtà, come lei stessa ha dovuto ammettere durante un colloquio con Peter, a spingerla, più che la preoccupazione per Lucy, è la gelosia per il particolare legame che si è creato fra la ragazza e suo marito e da cui lei si sente esclusa. (“Marilyn doveva essere gelosissima della segretaria bruttina che batteva a macchina i copioni di Arthur Miller” commenta).

Commento

wahl_hp2_035-800x623L’allusione al romanzo di Goethe è voluta. In questo capitolo (che non a caso si apre con la storia, raccontata da Peter, di due sposini che rinunciarono al matrimonio in seguito a un banale qui pro quo) si è vicini allo scambio delle coppie Caleb-Tomassina e Peter-Lucy. A un certo punto, Peter propone alla narratrice di fuggire assieme, lasciando gli altri due nel loro mondo paranormale, dove sembrano essere a loro agio. È solo uno scherzo, beninteso, ma, per una attimo, la stessa Tomassina è tentata di prenderlo sul serio.

Donald Trump e il precedente Goldwater

Messaggio pubblicato sul forum Italians, in data 24 ottobre 2016.

Cari Italians, “quell’anno in America alle elezioni presidenziali di novembre, i Democratici presentarono una vecchia volpe della politica, i Repubblicani un demagogo di estrema destra. oggi-si-e-tenuto-il-secondo-dibattito-televisivo-tra-i-due-candidati-alla-presidenza-usa-hilary-clinton-e-donald-trump_911583La vecchia volpe non aveva il dono del carisma, e con le sue sole forze difficilmente avrebbe vinto; pure, uscì trionfatrice dalla lizza, grazie ai voti di molti Repubblicani, spaventati dalle sparate reazionarie di chi, teoricamente, doveva essere il loro candidato”. Non è per errore che ho usato il passato remoto. In effetti, il duello in corso fra Trump e la Clinton sta ricalcando punto per punto quello fra Goldwater e 282662Lyndon Johnson nel 1964. Quando Hillary, nel dibattito televisivo, ha detto che era pericoloso lasciare il pulsante dei missili nucleari in mano a Donald Trump, in realtà riprendeva le argomentazioni del famoso “spot della margherita”, realizzato dai Democratici cinquantadue anni fa. Naturalmente, poiché la storia non si ripete mai identica, c’è un importante differenza fra oggi ed allora, a parte il fatto che il candidato democratico porta la gonna. Goldwater, per quanto di destra, era comunque un uomo del sistema e non una imprevedibile mina vagante, come Trump.

E’ un precedente incoraggiante? Sì e no.284999 Lyndon Johnson, la cui memoria è stata eclissata da quelle dell’angelo Kennedy e del diavolo Nixon, fu in realtà un grande presidente… in politica interna. A lui si devono le leggi sui diritti civili che Kennedy aveva soltanto promesso, e quel poco di stato sociale che c’è negli USA. Però, in politica estera, gli si deve anche il peggior errore mai commesso da un inquilino della Casa Bianca. Come ammise lui stesso dopo aver lasciato la carica: “La grande società era la moglie che amavo, e l’ho perduta per colpa di quella puttana del Vietnam”.

 

Dopo la pubblicazione del post, ho ricevuto due e-mail di commento.

Tutto vero, ma il fatto che il Vietnam e’ oggi il migliore alleato degli states farebbe
il vecchio Johnson very happy….i pantaloni che sto portando sono fatti in
Vietnam.

Filippo Bosco

Gentile  Signore ,
a  parte  le  comuni  (innocue ? )smargiassate  alla  Mc Arthur  sulla  guerra  nucleare ,Barry  era  un  ebreo  liberale , sostenitore dei  diritti  gay , ecc.(ce lo vede Tramp,su questo terreno ?):insomma , uno che sarebbe piaciuto a certi  radicali  di destra  alla  Della Vedova ( che  “ovviamente” , benché  ex  fan  di  Bush, ora  tifa  per  Hillary ).
Il  vecchio Lyndon ? A modo  suo , fu  un  galantuomo : nel  1967 la guerra  era  arrivata  a costare  – si  stimò – 30 milioni  di  lire  italiane  dell’ epoca al minuto. In  risorse umane : 750.00 uomini + 1 coglione (Westmoreland)x 40000morti + la signora Jonhson . Cifra  solo  apparentemente spaventosa , perché, grazie all’ effetto –crescita prodotto  dalla guerra  stessa ,fu  equivalente  alla  metà  dell’ incremento (del solo incremento !) del PIL annuale USA …
Insomma , i suoi  potenti  supporters avevano  fatto la  scelta giusta ….e conveniente.
Naturalmente , il sottoscritto – da  persona  seria –  si augura  che  vinca  Hillary , ma  non  si nasconde la  preoccupazione  per ciò  che la  Lady rappresenta : Heritage Foundation e Wall Street Journal  con  gli  annessi  e connessi  del  TTIP , ecc.
Buona  serata.
Giorgio  Gragnaniello, Napoli.
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So anch’io che in seguito Goldwater ha dimostrato di essere molto meno reazionario dell’immagine che se ne aveva nel 1964; però, dovendo restare nei limiti di un post, mi sono concentrato sulle analogie fra lui e Trump, più che sulle differenze. Sull’agomento, si veda questo articolo in inglese. 
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Più interessante, in ogni modo, è questo post di risposta pubblicato, sempre su Italians, in data 26 ottobre.

Caro Beppe, ringrazio il signor Angelo Cappelli per lo spaccato serio sulla storia delle politiche sociali in America. E’ tradizione: i grandi presidenti democratici hanno dato agli Stati Uniti una grande riforma di welfare. Seguendo l’indirizzo dato da 100326_roosevelt_johnson_obama_ap_218John Kennedy, Lyndon Johnson fece approvare prima “Medicare” e subito dopo a sorpresa “Medicaid”, con un colpo di “jujitsu politico” (cito Paul Krugman). E ancora prima il presidente Roosevelt regalò al Paese il “Social Security Act”, entrambi grazie alla momentanea maggioranza democratica, Camera e Senato oppure solo una delle due. In questa tradizione si inserisce a pieno titolo il presidente Obama con la sua riforma della sanità: forte della maggioranza conquistata dal suo partito e persa l’anno seguente, è riuscito ad imporre una legge che i democratici hanno inseguito sempre, con forza e determinazione. Purtroppo l’opzione pubblica fortemente desiderata da Obama, in pratica il nostro Servizio Sanitario Nazionale, è stata abbandonata per vedere approvato almeno il corpus principale, che comprende il principio di inclusione. Queste sono politiche sociali che hanno bisogno di tempo per assestarsi e radicarsi pienamente. Oggi, nessun americano farebbe a meno di “Medicare” e “Medicaid, e meno che mai della “Social Security”, la nostra pensione di vecchiaia, pagata dai contributi di tutti i lavoratori, dipendenti e autonomi che siano. Anche Roosevelt aveva immaginato l’introduzione della sanità pubblica come parte della “Social Security”. Tuttavia, per salvare la legge in sé dovette rinunciare, anche lui, ma per l’opposizione di membri influenti proprio del suo partito, tutti del Sud. Infatti, questo avrebbe significato curare in ospedali pubblici anche la popolazione di colore, e il rifiuto fu netto. Ecco che la portata storica della riforma di Obama si ingigantisce: il primo presidente nero degli Stati Uniti di America riesce, sia pure solo in parte, là dove nemmeno il grande F. D. Roosevelt aveva potuto arrivare. Grazie,

Emanuela Tognelli

Odore di fantasma

Incipit

Dalla relazione di Caleb

premade_bg_labyrinth_at_night_by_e_dinaphotoart-d6scqjvLa massima soddisfazione, per uno studioso, non è trovare ciò che cercava, ma trovare quello che non cercava: partire alla ricerca di una scorciatoia per la Cina e scoprire l’America. Non vorrei paragonarmi a Cristoforo Colombo, ma questo soggiorno ad Holeycomb si sta rivelando più stimolante di quanto non avessi immaginato.

Sapevo già che miss Deans era in grado, a certe condizioni, di rivivere e far rivivere i ricordi dei propri antenati, quindi la visione di Lord McShafton è stata una conferma di ciò che già sapevo. La vera novità è stata la visione di miss Deans, che si svolgeva nello stesso ambiente, nella stessa epoca, ma riguardava una persona diversa, di cui la sensitiva, non solo ha rivissuto le esperienze, ma ha anche, fino ad un certo punto, penetrato i pensieri. Miss Deans sostiene che questa, per lei, è un’esperienza completamente inedita: finora, lei ed il suo “partner” avevano sempre condiviso l’identica visione.

Avanzo due ipotesi per spiegare il fenomeno:

1) Miss Deans ha delle capacità ancora più grandi di quanto immaginassimo; oltre alla memoria ancestrale, lei può risvegliare quella dei luoghi e riportare alla luce le sensazioni provate in un certo spazio e poi disperse nel flusso del tempo. Una volta, lessi un racconto di fantascienza su un apparecchio in grado di captare le trasmissioni radiofoniche del passato; miss Deans (mi scuso con lei per il paragone irriguardoso verso una ragazza graziosa come lei) è l’equivalente umano di quell’apparecchio.

Questo suo potere è rimasto latente finché lei ha vissuto a Edimburgo ed a Londra, ma si è risvegliato trovandosi in questa villa che, in un certo senso, è una capsula del tempo, arrivata a noi direttamente dal Settecento, per lo stesso motivo per cui un archeologo lavora meglio in aperta campagna, piuttosto che in una metropoli dove ogni generazione ha cancellato le tracce di quella precedente.

Riassunto

black-dog-ghostMentre Caleb è entusiasta della visione di Peter e Lucy, e perfino la ragazza, per la prima volta in vita sua, sente i propri poteri come qualcosa di gradevole, la narratrice è infastidita dall’atmosfera irreale che si è creata ad Holeycomb, a cui si sente estranea, e preferisce passare la serata in casa dei Brawardine, guardando la televisione. A rimpiombarla nel mondo del fantastico ci pensa, però, proprio il prosaico Edgar Brawardine, che viene a prendere Beckham, il cane di famiglia, per controllare la presenza di intrusi nel giardino della villa. Non si tratta però di intrusi in carne ed ossa, ma dei fantasmi della donna in bianco e dell’uomo in divisa rossa che da secoli si aggirano nel luogo senza mai incontrarsi. A una basita Thomassina, Edgar racconta di aver intravisto i due spettri, mentre stava fotografando Peter e Lucy in costume ottocentesco, e che suo padre li vide distintamente, anni prima, mentre faceva dei lavori alla villa dei McShafton.

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Balconcino con vista sul Settecento

 Incipit

how-to-pack-to-go-to-scotland-rain-02Santo Stefano era stata una bella giornata; ma poiché in Scozia avere due giorni consecutivi di sole è un evento rarissimo d’estate, ed assolutamente impossibile d’inverno, il 27 fu una delle solite giornate deprimenti che rendono la nostra terra così malinconica: nebbia umida, vento gelido ed un cielo grigio che minaccia continuamente la pioggia senza però mai sfogare il proprio malumore con un acquazzone. Giornate come queste hanno un solo merito: togliendoti ogni altra distrazione, ti costringono a lavorare sodo.

Io mi misi nel mio studiolo, accesi il portatile e passai tutta la mattina nelle assolate colline della Pennsylvania, contese fra le giacche blu e quelle grigie, lontanissima dalle nebbie scozzesi. Peter era andato in paese, per rendere visita ad alcuni suoi amici d’infanzia; Lucy e Caleb erano in una stanza al pian terreno, che un tempo aveva servito da salotto, a fare esperimenti psichici, con l’assistenza di Edgar; Mathilda, trovandosi la mattina libera, era andata dai suoi.

Ci ritrovammo tutti all’ora di pranzo, per mangiare il pasto che, ancora, era stato portato dalla fattoria Brawardine (cominciavo a sospettare che l’attività culinaria di Mathilda si sarebbe ridotta al riscaldamento dei cibi) e, questa volta, conversando, non si poté evitare la ragione per cui eravamo in quel posto.

– Allora, – chiese Peter – avete visto qualche fantasma?

Lucy arrossì e fu Caleb a rispondere per lei: – No, non ci sono stati fenomeni psichici, e non per mancanza di impegno, Edgar può testimoniarlo. Non siamo riusciti a metterci in contatto con la memoria ancestrale, né con la mia, né con la sua – (di Lucy) – né con la sua – (d’Edgar) – e neppure con quella del luogo. Vi avevo avvertito che la parapsicologia non è una scienza esatta: può darsi che la signorina Deans sia, diciamo, fuori allenamento (in fondo, sono anni che non esercita sistematicamente i suoi poteri) ma può anche darsi che li stia perdendo col passare del tempo.

“Speriamo che sia così” non potei fare a meno di pensare. Sarebbe stata la soluzione migliore, mi sembrava evidente: Lucy sarebbe tornata al suo lavoro con un po’ di soldi per il disturbo, avrebbe pagato le cure mediche per la madre, e senza esperienze traumatiche alle spalle. Se davvero, poi, stava perdendo il suo cosiddetto dono, meglio ancora. Avrebbe potuto avere un’esistenza normale, permettersi di provare forti emozioni, innamorarsi, mettere su una famiglia o anche solo salire in camera con un uomo incontrato al bar…

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Nel pomeriggio, tuttavia, qualcosa accade: Peter viene visto mentre tiene Lucy svenuta fra le sue braccia. L’aristocratico, mentre faceva visitare il palazzo dei suoi avi a Lucy, l’ha portata sul balconcino dove, un tempo, suonavano i musicisti durante le feste da ballo, e lì i due giovani hanno avuto contemporaneamente due visioni del passato. Peter si è ritrovato nei panni del suo antenato, l’ambizioso Sir Jacob che, alla vigilia di un ballo nel salone, ebbe un pungente scambio di battute con il fratello Alan, più giovane e scanzonato; Lucy ha rivissuto l’esperienza di Margaret Ramsay, una ragazza di Edimburgo che, durante una villeggiatura ad Holeycomb, andò a quello stesso ballo,687474703a2f2f7777772e7374616e64696e6773746f6e65732e636f6d2f696d6167652f70776464633435302e676966 con le sue sorelle minori Clarissa e Mary Ann. L’esperienza è così intensa da far svenire Lucy, ma Caleb, dopo aver raccolto le testimonianze dei due veggenti, decide di proseguire ugualmente gli esperimenti parapsicologici, nonostante l’opinione contraria della moglie.

Commento

È il punto cruciale del romanzo. Da una parte, i personaggi del plot settecentesco fanno la loro prima apparizione; dall’altra, i rapporti fra quelli del plot contemporaneo cominciano ad evolvere. È sempre più chiara l’attrazione reciproca fra Peter e Lucy, che è all’origine della loro doppia visione, mentre nel matrimonio perfetto fra Caleb e Tomassina c’è una prima incrinatura.