Balconcino con vista sul Settecento

 Incipit

how-to-pack-to-go-to-scotland-rain-02Santo Stefano era stata una bella giornata; ma poiché in Scozia avere due giorni consecutivi di sole è un evento rarissimo d’estate, ed assolutamente impossibile d’inverno, il 27 fu una delle solite giornate deprimenti che rendono la nostra terra così malinconica: nebbia umida, vento gelido ed un cielo grigio che minaccia continuamente la pioggia senza però mai sfogare il proprio malumore con un acquazzone. Giornate come queste hanno un solo merito: togliendoti ogni altra distrazione, ti costringono a lavorare sodo.

Io mi misi nel mio studiolo, accesi il portatile e passai tutta la mattina nelle assolate colline della Pennsylvania, contese fra le giacche blu e quelle grigie, lontanissima dalle nebbie scozzesi. Peter era andato in paese, per rendere visita ad alcuni suoi amici d’infanzia; Lucy e Caleb erano in una stanza al pian terreno, che un tempo aveva servito da salotto, a fare esperimenti psichici, con l’assistenza di Edgar; Mathilda, trovandosi la mattina libera, era andata dai suoi.

Ci ritrovammo tutti all’ora di pranzo, per mangiare il pasto che, ancora, era stato portato dalla fattoria Brawardine (cominciavo a sospettare che l’attività culinaria di Mathilda si sarebbe ridotta al riscaldamento dei cibi) e, questa volta, conversando, non si poté evitare la ragione per cui eravamo in quel posto.

– Allora, – chiese Peter – avete visto qualche fantasma?

Lucy arrossì e fu Caleb a rispondere per lei: – No, non ci sono stati fenomeni psichici, e non per mancanza di impegno, Edgar può testimoniarlo. Non siamo riusciti a metterci in contatto con la memoria ancestrale, né con la mia, né con la sua – (di Lucy) – né con la sua – (d’Edgar) – e neppure con quella del luogo. Vi avevo avvertito che la parapsicologia non è una scienza esatta: può darsi che la signorina Deans sia, diciamo, fuori allenamento (in fondo, sono anni che non esercita sistematicamente i suoi poteri) ma può anche darsi che li stia perdendo col passare del tempo.

“Speriamo che sia così” non potei fare a meno di pensare. Sarebbe stata la soluzione migliore, mi sembrava evidente: Lucy sarebbe tornata al suo lavoro con un po’ di soldi per il disturbo, avrebbe pagato le cure mediche per la madre, e senza esperienze traumatiche alle spalle. Se davvero, poi, stava perdendo il suo cosiddetto dono, meglio ancora. Avrebbe potuto avere un’esistenza normale, permettersi di provare forti emozioni, innamorarsi, mettere su una famiglia o anche solo salire in camera con un uomo incontrato al bar…

hqdefaultRiassunto

Nel pomeriggio, tuttavia, qualcosa accade: Peter viene visto mentre tiene Lucy svenuta fra le sue braccia. L’aristocratico, mentre faceva visitare il palazzo dei suoi avi a Lucy, l’ha portata sul balconcino dove, un tempo, suonavano i musicisti durante le feste da ballo, e lì i due giovani hanno avuto contemporaneamente due visioni del passato. Peter si è ritrovato nei panni del suo antenato, l’ambizioso Sir Jacob che, alla vigilia di un ballo nel salone, ebbe un pungente scambio di battute con il fratello Alan, più giovane e scanzonato; Lucy ha rivissuto l’esperienza di Margaret Ramsay, una ragazza di Edimburgo che, durante una villeggiatura ad Holeycomb, andò a quello stesso ballo,687474703a2f2f7777772e7374616e64696e6773746f6e65732e636f6d2f696d6167652f70776464633435302e676966 con le sue sorelle minori Clarissa e Mary Ann. L’esperienza è così intensa da far svenire Lucy, ma Caleb, dopo aver raccolto le testimonianze dei due veggenti, decide di proseguire ugualmente gli esperimenti parapsicologici, nonostante l’opinione contraria della moglie.

Commento

È il punto cruciale del romanzo. Da una parte, i personaggi del plot settecentesco fanno la loro prima apparizione; dall’altra, i rapporti fra quelli del plot contemporaneo cominciano ad evolvere. È sempre più chiara l’attrazione reciproca fra Peter e Lucy, che è all’origine della loro doppia visione, mentre nel matrimonio perfetto fra Caleb e Tomassina c’è una prima incrinatura.

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