Il Titanic non aveva ammaccature

010_frida-kahlo-la-novia-que-se-espanta-de-ver-la-vida-abierta

“La sposa spaventata vedendo la vita aperta”. Questo dipinto di Frida Kahlo, visto in una esposizione a Bologna proprio questo venerdì, è, casualmente, la migliore illustrazione del tema del capitolo.

Incipit

Io e Caleb ripetemmo il rito del Capodanno alla mezzanotte del 31 dicembre, davanti alla televisione, in compagnia di Duncan, tutto eccitato perché, per la prima volta in vita sua, aveva il permesso di restare alzato fino a mezzanotte. A gennaio, mi ributtai sulla mia epopea, e riuscii a terminarla per la fine del mese; quindi feci un viaggio a Londra, per promuovere il romanzo precedente presso il pubblico inglese; infine, tornata in Scozia, dovetti dedicarmi alla correzione delle bozze ed alla scelta della copertina. Insomma, fra una cosa e l’altra, per un paio di mesi ebbi altro cui pensare che Holeycomb House. Poi, una sera, mentre eravamo soli, Caleb mi disse di aver incontrato Lucy.

– E come sta? – gli chiesi.

– Lei sta benissimo, e anche sua madre, dopo l’intervento, si è ripresa bene. Lord McShafton è stato ai patti: ha pagato tutte le spese per l’operazione, fino all’ultimo penny. – rispose mio marito. Poi, dopo una pausa, aggiunse: – Sai, quella cara ragazza mi ha messo in una situazione imbarazzante.

– Vale a dire?

– Le ho domandato se potevo rendere pubblici i risultati dei nostri esperimenti nella villa, e lei ha acconsentito, ma a patto di non fare il suo nome. Ho risposto di sì, sul momento, ma poi mi sono reso conto che, a queste condizioni, tanto vale tenere la mia relazione nel cassetto. Prova ad immaginare. Scrivo un articolo sulla mia rivista o faccio un intervento ad un congresso, in cui racconto che la signorina B. Z. può leggere nel passato a due secoli di distanza e che io stesso sono stato testimone oculare dei suoi exploit, e poi aggiungo che le mie affermazioni non possono essere controllate, perché ho giurato alla ragazza prodigio di non fare il suo nome. Chiunque penserebbe che mi sto inventando tutto e perderei la reputazione, come Uri Geller dopo che lo beccarono a truccare gli esperimenti.

– E quindi? – chiesi, un po’ ansiosa.

Per fortuna, Caleb non mi deluse: – E allora tengo tutto nel cassetto e lo renderò pubblico solo quando Lucy me ne concederà il permesso. È come se Einstein avesse messo nel cassetto la teoria della relatività, ma non importa. Uno studioso alla ricerca della verità deve porsi un solo limite: il rispetto delle persone.

Riassunto

Dopo che Caleb ha rinunciato a rendere pubblici i risultati degli esperimenti ad Holeycomb, per riguardo alla privacy di Lucy, Tomassina riceve un messaggio da parte della ragazza, bisognosa di consiglio. Le due donne si incontrano in casa di Lucy e la veggente racconta all’amica la straordinaria novità. Recatasi nell’appartamento di Peter per fare alcune firme, ha accettato un bacio dall’ultimo 687474703a2f2f696d61676573362e66616e706f702e636f6d2f696d6167652f70686f746f732f33323430303030302f616c616464696e2d6b69737365732d616c616464696e2d33323434353735342d3530302d3530302e6a7067dei McShafton e ha avuto un’esperienza estatica, rivivendo tutti i baci e le proposte di matrimonio ricevute dalle sue antenate; al risveglio, Peter le ha formalmente chiesto la mano, ma lei non ha osato accettare subito. Lucy spiega all’amica di essersi sempre tenuta lontana dal matrimonio, perché temeva che le sue visioni le avrebbero impedito una normale vita coniugale, e racconta una sua esperienza sessuale giovanile, finita prima di cominciare perché i suoi poteri si manifestarono nel momento meno opportuno. Tomassina la convince ad accettare la proposta di Peter, rivelandole un segreto: anche lei, come tutte le donne, è stata terrorizzata dal sesso, dal matrimonio e dalla maternità, prima di provarli; tutti gli abitanti del pianeta Terra, nel loro intimo, hanno paura della vita. Lucy decide allora di sposare Peter, come in realtà ha sempre desiderato; in cambio dell’aiuto morale, Tomassina le chiede di poter provare anche lei un’esperienza paranormale.

Commento

Il titolo, volutamente enigmatico, significa che, come tutte le navi hanno delle ammaccature, a meno che non siano affondate già nel primo viaggio, così tutti gli esseri umani sono ammaccati dalla vita, ma non per questo rinunciano ad andare avanti.

9080470098_7b5a4f8688_z

To marry or not to marry

Che Tomassina perorasse con tanto calore la causa del matrimonio presso Lucy era necessario per arrivare al lieto fine, ma non mi sembrava del tutto coerente con il carattere, scettico e poco sentimentale, del personaggio. Poi ho capito che in realtà la narratrice aveva un ottimo motivo per desiderare le nozze fra Lucy e Peter: la sua inconfessata gelosia per il particolare legame fra suo marito e la veggente.

Annunci

Una data fissa all’anno in cui fare tutte le elezioni

Lettera pubblicata sul forum Italians del 16 dicembre 2016

 

immagine-jpeg-680-x-380-pixel

Cari Italians, ignoro come riuscirà la prossima legge elettorale. Quasi sicuramente, sarà un pasticcio in cui, invece di applicare i sistemi che oltralpe hanno dato prova di funzionare (collegio uninominale, doppio turno, sbarramento al cinque per cento) ci si ostinerà a voler conciliare l’inconciliabile: la stabilità e la presenza di un gran numero di partiti. Ci sarebbe però una riforma elettorale che, qualunque sistema si applichi, andrebbe fatta d’urgenza: stabilire una data fissa dell’anno in cui fare le elezioni, e farle tutte in una volta (politiche, europee, amministrative e referendum). Lo propose già a suo tempo quello sparagnino di Ugo La Malfa, ma oltre alle ovvie ragioni di economia e di turbamento dell’anno scolastico, ci sarebbero anche dei vantaggi squisitamente politici. Invece di vivere in una campagna elettorale permanente, ci si vivrebbe per solo metà dell’anno, e negli altri sei mesi si potrebbe pensare a governare. Si eviterebbero le indecenti battaglie fra partiti perchè le elezioni si svolgano sotto la congiunzione astrale considerata più favorevole (ne stiamo avendo degli esempi già in questo momento). E si eviterebbe l’uso improprio di amministrative, europee e referendum come surrogati delle elezioni politiche. Quanti farebbero una propaganda del tipo “Vota X per mandare a casa il governo”, magari in occasione delle elezioni comunali di Poggibonsi, sapendo che, in ogni caso, non si tornerà alle urne prima di un anno? Mi pare una proposta di buon senso, del resto applicata in America fin dal Settecento. Proprio per questo, temo che non verrà raccolta da nessun partito.

Il ventunesimo secolo arriva a Holeycomb

Incipit

121916_1146_Ilventunesi1.jpgNon ho mai fatto letture pubbliche dei miei romanzi, a differenza di Dickens, ma, nel caso avvenisse, so già che mai uguaglierò il successo che ottenni quella domenica sera, leggendo alla nostra piccola comunità il diario di quel bigotto parroco di campagna.

(Forse sono troppo prevenuta nei confronti del buon Drummond, che, come testimoniava la targa nel cimitero, tenne scrupolosamente fede all’impegno preso con una ragazza che conosceva appena. Non tutti gli ecclesiastici possono essere come il frate Lorenzo di Shakespeare e neanche lui, in fondo, riuscì a fare molto per Giulietta e Romeo.)

Mathilda era già in lacrime quando lesi la sgrammaticata lettera di Tony Brawardine, e quando arrivai al finale tristissimo sembrava appena tornata dal funerale di entrambi i genitori. Suo fratello dimostrò maggiore controllo e, quando ebbi letto l’ultima riga, si rivolse a Lucy dicendole: – Se davvero la tua pro-pro-prozia ha sposato un Brawardine, allora significa che facciamo parte della stessa famiglia e dovrò chiamarti cugina.

– Siamo tutti cugini a questo mondo – intervenne Peter – visto che discendiamo tutti da Adamo ed Eva. – Poi, rivolto a Lucy: – Signorina, a nome della stirpe degli McShafton, vi faccio le mie scuse per l’indegno comportamento della mia famiglia verso la vostra antenata. La cosa grave è che sir Jakob non fu spinto neppure dall’orgoglio di casta, ma dall’avidità: lo so perché sono stato nella sua testa. Concordo col giudizio del suo antenato e collega – (e indicò Edgar). – Sir Jakob era un figlio di puttana. Neanche di sir Alan sono più tanto fiero. Se ha avuto il coraggio di morire in guerra, avrebbe dovuto avere anche quello di ribellarsi a suo fratello.

Più pomposo fu il commento di mio marito: – Mi è stato detto infinite volte che la parapsicologia non è una scienza, perché vi manca la verifica sperimentale. Ebbene, stasera la verifica sperimentale c’è stata. Le visioni di Lucy e di sir McShafton sono state confermate, parola per parola, da quel manoscritto bisecolare di cui nessuno di noi, fino a stamattina, sospettava minimamente l’esistenza.

Riassunto

La lettura del manoscritto riporta la serenità fra gli ospiti di Holeycomb Manor: Tomassina dimentica i malumori col marito, lo riaccoglie nel suo letto e si sente sempre più attratta dalla magica atmosfera che si è creata nel luogo; l’idilio fra Peter e Lucy appare in piena fioritura. L’incantesimo, purtroppo, dura solo una giornata. Lo infrange l’arrivo di Omar Bradley, l’acquirente americano del castello, e dei suoi operai, venuti a fare i rilevamenti in vista dei lavori di ristrutturazione. Mentre Peter, anche se poco entusiasta dei progetti di Bradley, che rischiano di snaturare la dimora dei suoi avi, si trattiene al castello per concludere l’affare, Tomassina, Caleb e 121916_1146_Ilventunesi3.jpgLucy tornano a Edimburgo, per passare il Capodanno in famiglia. Il loro soggiorno si conclude con un brindisi di capodanno, anticipato al pomeriggio del 30 dicembre, malinconico soprattutto per Lucy, che non ha fatto in tempo a concretizzare il suo flirt con Peter. Tuttavia, quello stesso giorno, Wandering Willie aveva predetto a Tomassina che l’amore fra Alec e Clarissa si sarebbe presto realizzato nei loro discendenti, come lui stesso aveva promesso a Margaret Ramsay due secoli prima; ma la narratrice, anche molto meno scettica in materia di paranormale rispetto al principio della storia, si rifiuta di credere che lo straccione zingaro sia in realtà il genius loci di Holeycomb.

Commento

Il personaggio di Omar Bradley, l’uomo d’affari yankee indifferente alla seduzione del fantastico e alle tradizioni scozzesi, salvo che per il loro aspetto pubblicitario, è stato ripreso da un altro racconto fiabesco d’ambientazione simile: L’alce numero 10.

Una storia d’amore senza lieto fine (seconda parte dei diari del reverendo Drummond)

4 luglio.

È arrivata una notizia incredibile. Sir Alan si è arruolato nelle Giubbe Rosse che attraverseranno l’Oceano Atlantico per combattere i ribelli americani. Ciò che mi stupisce non è la sua improvvisa decisione di lasciare gli studi di legge e intraprendere la carriera militare. È pur sempre l’ultimo virgulto di un clan di guerrieri e, personalmente, ho sempre pensato che l’uniforme gli si addicesse molto più della toga. Mi stupisce piuttosto che si sia arruolato sotto le insegne di un re che detesta, per combattere dei rivoluzionari verso i quali non si è mai preoccupato di nascondere le sue simpatie, anche a costo di scandalizzare i leali sudditi della Corona. Più volte mi ha detto che, in fondo, suo padre e suo zio volevano ciò che vogliono Mr. Franklin e Mr. Jefferson: vivere in pace sulla loro terra, senza inglesi fra i piedi.L’unica spiegazione possibile di un così radicale cambiamento è che, in seguito alla faccenda di Miss Clarissa, i suoi rapporti con il fratello, mai molto amorevoli, siano peggiorati al punto dafare qualunque cosa pur di mettere un oceano fra lui e sir Jacob.


14 luglio.

Trascrivo una lettera di Tony Brawardine, giuntami oggi.

Onorevole reverendo.
                Voi sapete che sir Alan s’è arruolato nelle Giubbe Rosse, nevvero? Ma forse mica sapete il perché, e adesso ve lo dico.

Andai a salutare Sir Alan, prima che partiva per l’America, e insieme siamo andati alla taverna a farci qualche birretta. Gli ho chiesto come mai, visto che gli Americani gli stanno simpatici, se ne va a fare la guerra contro di loro e lui m’ha risposto: – Jacob mi tiene per il collo. Mi ha detto che, o mi arruolo, oppure lui non mi paga più i debiti e spedisce dritto nel cuore del Midlothian (la prigione di Edimburgo) da debitore insolvente. Però non ce l’ho con lui. Io ci dovevo pensare, prima di firmare quelle cambiali.

Adesso, l’è vero che sir Alan aveva le mani bucate, ma finadesso Sir Jacob gli ha sempre tappato i buchi, magari col brontolo, e non capivo mica perché improvvisamente era diventato spilorcio, e proprio quando, dice la gente, sir Alan aveva messo la testa a posto.

Riassunto

Sir Alan spiega al suo ex servitore Edgar di aver accettato di arruolarsi nelle truppe inviate a combattere i rivoluzionari americani, ma che la sua vera intenzione è di stabilirsi oltreoceano, una volta finita la guerra, e di farsi lì raggiungere da Clarissa. La guerra, però, si rivela più lunga e sanguinosa del previsto, e anche sir Alan è fra le sue vittime. Clarissa si consuma nel dolore; quanto alle altre due sorelle Ramsay, Margaret fa un matrimonio di convenienza e Mary Ann sposa Edgar Brawardine.

Anni più tardi, il pastore riferisce di un suo incontro con Margaret, tornata ad Honeycomb per trattare la vendita del cottage di famiglia a sir Jacob. In quell’occasione, l’aristocratico le aveva proposto una forte somma in cambio delle lettere che il fratello aveva inviato a Clarissa. Come racconta lei stessa, scandalizzando il timorato pastore, Margaret era stata talmente indignata all’idea che il cinico visconte volesse togliere a sua sorella uno dei pochi conforti a lei rimasti, che, incontrando lo zingaro vagabondo Wandering Willie, di cui si raccontava che avesse dei poteri magici, gli aveva chiesto di maledire i McShafton. Lo zingaro si era rifiutato, ma aveva comunque promesso a Margaret che il nobile clan non avrebbe recuperato l’antica ricchezza, se non avesse prima riparato il torto fatto ai Ramsay (come in effetti è avvenuto).

Commento

Nella lettera di Edgar Brawardine, ho cercato di imitare lo stile sgrammaticato di un popolano con appena quel tanto di istruzione necessario per fare il servitore, impresa non da poco (è tanto facile fare una sgrammaticatura spontaneamente, quanto è difficile crearne una apposta). A un certo punto del colloquio fra Margaret e il reverendo Drummond, ho lasciato supporre un’inconfessata attrazione fra lei e sir Jacob, (una sorta di Orgoglio e pregiudizio, ma senza lieto fine e con protagonisti molto meno amabili) ma limitandomi ad accennare lo spunto, per ovvi motivi di equilibrio narrativo.