Il professor Cerruti e la critica femminista (conclusione)

Incipit

Era primavera, la stagione degli amori e delle follie, e l’anno scolastico, dopo la pausa delle vacanze di Pasqua, si avviava verso il termine, In 4. A, il programma d’italiano, sorvolato rapidamente il barocco e il cavalier Marino (l’unico autore che mette d’accordo studenti e manuali, perché non piace né agli uni né agli altri), era ormai approdato alla triade settecentesca: Goldoni, Parini e Alfieri. Fu allora che apparve, sulla pagina facebook di Jessica, il seguente post:

Hello, friend, como vas?

Oggi vinsegno come fare x avere buoni voti senza studiare.

Cercate di farvi amici i prof., ma non fingete d’essere sekkioni 4okki xchè xquello bisogna esserci nati e la 1. volta che interrogano e voi fate il mafioso omertoso il prof. vi sgama. +ttosto fate mostra di buonavolontà. Fingete di prendere appunti, anche se invece disegnate le margheritine. Tenete a mente quelle 2 o 3 frasetteke il profe ripete sempre e infilatele anke voi in tutti i temi e tutte le interrogazioni. Al tema, scegliete sempre la traccia di letteratura e poi copiate via smartphone, ma non da Wikipedia, o almeno non paro paro, perkè i prof. si sono attrezzati e ci vanno anke loro a copiare le loro lezioni.

Se qlcuno fa lo stupido in classe, voi intervenite a spiegargli quanto sono belle e interessanti le lezioni del prof., e allora diventerete la sua cocca. Anzi, se avete una cara amica, disposta a fare figuraza, mettetevi d’accordo con lei e suggeritegli le battute. Lei si prenderà un cikketto, farà la pentita e poi voi 2 vi rifarete a 4okki alle spalle del prof.

Se poi voi siete una bella pupa, non vi occorrono sistemi particolari. Basta che facciate okkiolino, portate la mini-gonna anche dinverno e la maglietta scollata nei giorni dinterrogazione e siete a posto. Io ò applicato sti sistemi al mio prof. di italiano, e sono riuscita ad avere la media del 7 studiando il min. indispensabile. Quel poveraccio è kotto di me ed è sinceramente convinto ke me nimporti qualcosa delle maghe e delle donne guerriere .Invece, x me, bisognerebbe lasciare Ariosto e Tasso a prendere polve nelle biblioteke e leggere in classe Il trono di spade e le canzoni rap del mio amico Blasco.

Riassunto

Il post di Jessica ottiene grande successo su Facebook, e procura altrettanti grattacapi al professor Cerruti, che, oltre al fallimento dei suoi tentativi di insegnare il valore della cultura alla giovane edonista,  a causa delle frasi ambigue nell’ultimo paragrafo, rischia di essere accusato di molestie sessuali. Jessica è sospesa per tre giorni e trasferita in un’altra classe; solo alla fine dell’anno scolastico, su pressione della professoressa Garini, fa a Cerruti delle scuse vere e proprie. L’insegnante sfoga il suo malumore capovolgendo l’impostazione femminista del suo saggio sulle donne della letteratura italiana: così, la Mirandolina di Goldoni è descritta non come una donna emancipata ante litteram, ma come una cinica seduttrice.  

Alla fine, Jessica, ottenuto il diploma, torna alla sua frivola esistenza, mentre il professore, che ha imparato ad apprezzare le donne dalle virtù poco appariscenti, sposa la Garini e termina il suo saggio con l’esaltazione di Lucia Mondella

Commento

Il racconto, dove alla narrazione si alternano brani del saggio del professore, con l’improvviso passaggio dal femminismo alla misoginia, è la versione ridotta di un progetto che avevo vagamente accarezzato ma che richiedeva capacità letterarie ben superiori alle mie: un romanzo ambientato in una scuola che seguisse lo svolgimento del programma d’italiano, imitando via via lo stile di Dante, Boccaccio, Manzoni. Nello scriverlo, ho mescolato a qualche ricordo della mia esperienza come insegnante (ma ci tengo a precisare che, per mia fortuna, non ho mai incontrato un’alunna come Jessica Veronelli), la parodia della critica femminista, che oggi va per la maggiore, o perlomeno dei suoi eccessi. La morale è che “gli uomini preferiscono le bionde ma sposano le brune”: che i personaggi femminili che appaiono seducenti nei libri o sullo schermo, lo sono molto meno nella vita reale, perlomeno come mogli, al contrario di quelle che sono tradizionalmente considerate donne insipide, come la Fanny Price della Austen o la Lucia di Manzoni.

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