Esercizi di esegesi evangelica

Senza la carità nulla mi giova

Incipit

– Ben ritrovato, Arturo. Era un bel po’ che non ti facevi vivo.

– Lei ha ragione, don Mario. Purtroppo, negli ultimi tempi temo di aver trascurato la pratica religiosa e non solo quella.

– Però, almeno quando ti sposi spero che verrai nella mia chiesa.

– È per questo che sono a chiedere consiglio da lei. Non sono più tanto sicuro di volermi sposare.

– Come mai? Eppure, nell’ultimo messaggio che mi hai mandato sembravi così entusiasta della tua fidanzata. Se me lo dicesse un altro, penserei che non vuole rinunciare ai piaceri dello scapolo, ma tu non sei il tipo.

– Ho paura che Amelia non sia la ragazza onesta che credevo.

– Non sei il primo fidanzato che mi fa questi discorsi, e neppure il decimo. Ti dirò quello che ho detto a tutti gli altri: cerca di chiarire le cose con la tua ragazza, prima possibile, senza nutrire i sospetti nel tuo cuore, e vedrai che si tratterà quasi sicuramente di un malinteso. Sai da cosa nascono queste gelosie improvvise? Dalla paura di impegnarsi.

– Padre, non si tratta di una faccenda di corna. Forse lo avrei preferito. Ho il forte sospetto che Amelia abbia tradito tutti i miei ideali; che, nelle stesse settimane, la domenica uscisse insieme a me, ascoltasse le mie prediche sulla giustizia e l’onestà e nei giorni feriali aiutasse il suocero di sua sorella a truffare i risparmiatori.

– Aspetta, è l’Amelia dello scandalo del Credito Cisalpino? Ne avevo letto qualcosa su Avvenire, ma, da quel che ho capito, è solo indagata. Vale sempre il consiglio di prima: parla con lei e vedrai che chiarirete tutto. Tu sei del ramo e dovresti sapere che una cosa è essere indagati, una cosa essere condannati, e un’altra cosa ancora essere colpevole.

– Già la presunzione d’innocenza, che per la Chiesa è valida soprattutto quando un sacerdote si trova nei guai. Mi scusi la battutaccia, don Mario, ma non tutti i preti sono persone per bene come lei. Le spiego la situazione. Anch’io, quando Amelia ricevette l’avviso di garanzia, credetti ad un equivoco, ad un eccesso di zelo da parte della procura e mi diedi perfino da fare per procurarle un avvocato. Però, dopo aver ricevuto l’avviso di garanzia, lei si è comportata in un modo strano, il modo in cui si comporta un imputato colpevole.

 

Riassunto

Arturo spiega al suo direttore spirituale i motivi delle sue angustie. Amelia, dopo aver scelto come patrono un avvocato chiacchierato come Zoli, rimanda il più possibile l’interrogatorio in procura e non ha più avuto contatti col suo fidanzato neppure via Internet. Arturo si è convinto che la ragazza abbia davvero compiuto delle azioni illecite, non per interesse ma per solidarietà con la sua nuova famiglia.

Don Mario, per prima cosa, ricorda ad Arturo che la carità verso i peccatori deve valere anche per i rei di reati finanziari, come i pubblicani del vangelo, e che tutti gli uomini, onesti e disonesti, sono legati fra di loro dall’appartenere alla comune umanità, facendo anche un’interpretazione libera, ma plausibile, di brani evangelici quali la parabola del fariseo e del pubblicano e l’episodio di Cristo e della peccatrice.

La parabola del fariseo e del pubblicano

Poi, invita il suo pupillo a chiarire le cose con Amelia, e, se la ragazza dovesse risultare colpevole, a perdonarla. È un capitolo breve ma importante, perché mostra l’altra faccia della medaglia: se nel resto del libro sono mostrati i peccati dei furbi, qui si mostrano i peccati in cui, senza saperlo, possono cadere gli onesti, quali il moralismo e il fariseismo.

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