Le gemelle astrali

Incipit

Dipanare una matassa non è facile come tesserla, e per questo ad Amelia non fu sufficiente presentarsi in tribunale con i registri dell’agenzia di viaggio, ed il nuovo avvocato al fianco, per uscirne immacolata e libera da ogni sospetto (anche se ci aveva sperato). I magistrati la ringraziarono della sua disponibilità, la trattarono cortesemente, tennero conto delle sue affermazioni, però il suo nome rimase sul registro degli indagati.

Se ci fosse qualcosa per distinguere i buoni dai cattivi, non sarebbe poi tanto male.

In realtà, già da parecchio tempo la procura aveva capito che l’Amelia Dorriti che andava in giro per l’Europa a fare giochi di prestigio finanziari non poteva essere lei. Era vero che il Politburo aveva fatto in modo, finché era possibile, di far coincidere i viaggi all’estero dell’Amelia reale e di quella finta; ma era chiaramente impossibile che una ragazza normale, e non dotata del dono dell’ubiquità, riuscisse a fare un lavoro impegnativo come l’accompagnatrice turistica e nei ritagli di tempo, invece di buttarsi su letto a recuperare un po’ di energie, facesse una puntatina in un istituto di credito. Si aggiunga che il suo telefono era stato sotto controllo per mesi, senza che ne fosse emerso nulla di minimamente compromettente; che, come aveva detto lei stessa, di operazioni bancarie ne sapeva solo quel tanto che le serviva per il lavoro; e che le sue colleghe l’avevano definita una ragazza acqua e sapone, dai gusti semplici (il che non si conciliava con le ingenti spese in abiti firmati, gioielli e profumi di marca che erano passate sul conto 21230).

Perché, allora, Amelia non fu immediatamente scagionata? Perché, si erano detti i solerti investigatori della procura, se anche non aveva fatto nulla direttamente, probabilmente sapeva qualcosa e conveniva tenerla sotto pressione, finché non l’avesse detto. Ci vollero diversi mesi, diversi interrogatori, diverse confessioni, perché finalmente i magistrati capissero che in questo mondo poteva esistere ancora un’anima innocente, e cancellassero le due parole “Amelia Dorriti” dal registro degli indagati.

Trama

La deposizione spontanea di Amelia segna una svolta nell’inchiesta. Molti altri impiegati e piccoli funzionari del Credito Cisalpino cominciano a collaborare coi magistrati e, presto, anche il ruolo avuto da Eva nei trucchetti finanziari del Credito Cisalpino è scoperto. La cinica ragazza riceve un avviso di garanzia; prima di essere arrestata, farà in tempo a ricevere la visita di di Amelia e pranzare con lei in un ristorante di lusso.

Le due donne, così diverse anche se hanno condiviso la stessa identità, parlano dei loro rispettivi fidanzati (entrambe sono prossime al matrimonio) e finalmente mettono a confronto le loro diverse concezioni del mondo. Eva, nonostante i problemi che ha creato ad Amelia, nonostante la prospettiva della prigione, non è affatto pentita delle sue azioni ed è anzi fiera di essersi goduta la vita; Aemlia è ancora legata agli ideali dell’onestà e della dignità personale.

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