Trenitalia e i vandali dello spray

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Topolino apprendista stregone è nel cuore di tutti, ma immaginate di essere all’interno del vagone, al buo anche di giorno per via del finestrino coperto di vernice…

 

Messaggio pubblicato sul forum Italians in data 13 febbraio 2017.

Cari Italians, come pendolare dalla Romagna a Bologna ho già scritto parecchi messaggi per lamentarmi delle ferrovie; ne ho scritto un paio per lamentarmi dei graffitari ; adesso vorrei unire le due lamentele. Già da tempo, infatti, gli pseudo-artisti bolognesi, non contenti di aver rovinato i muri di una delle più belle città d’Italia, hanno esteso le loro attenzioni alle carrozze ferroviarie, tanto che nelle ultime settimane solo oggi mi è riuscito di prendere un treno senza decorazioni sulla fiancata. Il danno più grave non è neanche quello fatto alle carrozze; è che i graffitari usano come tela tanto le fiancate quanto i finestrini, per cui noi pendolari dobbiamo viaggiare coi vetri sporchi nel migliore dei casi e completamente oscurati nel peggiore. Sono indignato con questi Michelangeli dei poveri, ma anche con Trenitalia, che se la prende comoda prima di ripulire i treni imbrattati. Soprattutto, questi vandalismi la dicono lunga sulla sicurezza delle stazioni. Si capisce che queste pitture, anche se esteticamente orrende, non sono semplici graffiti allo spray; si estendono per tre o quattro vagoni, hanno qualche pretesa artistica, sono insomma state fatte con calma, senza paura di essere beccati. Sarà così difficile, allora, per un emulo di Franco Freda, salire su un treno incustodito, senza essere sorpreso dalla polizia ferroviaria, e lasciare un pacco ticchettante nella toilette?

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Ho ricevuto alcune e-mail di consenso

Negli anni’80 venni assunto da un’azienda e mi dissero: attenzione a non rimanere dopo le 21, perché liberano i cani. Non sarebbe poi così difficile per Trenitalia e per tutte le aziende di trasporto locale.

Marco Silleni

Il problema è che in Italia non c´è la volontà di punire (e, forse, neanche i mezzi). Inoltre :le ” pene” per i graffitari sono troppo alla carlona. Da 3 a 5 anni di galera oltre che al risarcimento del danno sarebbero la pena più opportuna. Inoltre : premi in denaro a chi contribuisce a far arrestare questi” gentiluomini” con bomboletta.

Claudio Pantucci

Quando beccati in flagrante, fargli pagare con lavori “forzati” fino all`ultimo spruzzo. E poi un buon manganello farebbe miracoli, lo dice uno che dovrà cambiare partito….

Gabriele Fantoni (lascio al signor Fantoni la responsabilità dell’ultima affermazione).


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La grande bruttezza

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La bellezza sfigurata

Lettera pubblicata sul forum Italians, in data 7 marzo 2014.

Cari Italians, io lavoro a Bologna da quattordici anni, e in questo tempo ho visto quella che fino a pochi anni or sono era “la città vetrina del PCI” trasformarsi, grazie alle scritte murali, nel set ideale per un film intitolato “La grande bruttezza”. Nel centro storico, al di fuori degli immediati dintorni di Piazza Maggiore, quasi non c’è un muro, anche appartenente a palazzi storici, che non sia stato deturpato dagli slogan politici, che vanno dall’enigmatico (“Quanto a voi vi puniremo solo con la nostra fuga”) al sanguinario (“Più sbirri morti”) non contando i semplici, ma ugualmente orribili, scarabocchi.

Non è difficile capire perché Bologna sia tanto bersagliata dai graffittari: è una sede universitaria, con l’ulteriore svantaggio di avere l’ateneo proprio nel suo cuore, ed ha attirato una quantità di sessantottini in ritardo, percentualmente trascurabile rispetto alla massa degli studenti, ma sufficiente a sfigurare il volto della città che li ospita. (Ho visto lo stesso deprimente spettacolo sui muri di Pisa, anche se su un’area meno estesa). Quello che non si capisce è perché nessuna delle amministrazioni succedutesi sotto le due torri abbia sentito il bisogno di offrire ai propri cittadini un’operazione di ripulitura, e abbiano tutte lasciato nuove scritte aggiungersi alle vecchie, anno dopo anno.

Questo weekend, poi, proprio quando si cercava di rilanciare l’immagine di Bologna come città d’arte con la mostra su Vermeer, i graffitari hanno realizzato un exploit: hanno raddoppiato il danno in un colpo solo, decorando le principali vie della città con scritte in onore dei NO TAV, alla distanza di una ogni cento metri. Sotto una di esse, che diceva “Terrorista è chi devasta l’ambiente” un anonimo cittadino ha attaccato questo foglietto scritto a penna “E invece, chi devasta le città no?”. Il foglietto con l’educata protesta è sparito dopo un giorno; la scritta c’è ancora, e resterà probabilmente fino alla consumazione dei secoli.

Alla lettera, aggiungo qualche riga di precisazione. Se nel testo me la sono presa coi no-tav e i sessantottini in ritardo, non è stato per motivi politici (detesto ugualmente quelli che usano i muri per inneggiare al Duce). E’ perchè i contestatori di estrema sinistra sono oggettivamente, almeno a Bologna, gli autori della stragrande maggioranza degli scempi ; e perchè, alla mancanza di senso civico, aggiungono il peccato di presunzione. Chi scrive su un palazzo storico “Cinzia, ti amo” o “Forza Milan” è ugualmente stupido e vandalico; ma perlomeno non pretende di compiere un eroico atto rivoluzionario.