La bella addormentata di Central Park (fine)

Incipit

Poi, dopo la sera, venne la notte, e molti la passarono insonni.

022617_1248_Labellaaddo1.jpgLa passarono insonni i coniugi Rudolph, sperando e temendo di sentire il telefono trillare e portare loro una notizia, buona o cattiva; l’unico a chiamare era stato lo zio Walter, ma solo per ripetere la raccomandazione di stare calmi e non prendere iniziative, neanche quella di andare alla polizia, senza prima averlo avvertito.

La passò insonne il signor Altman, come tutti i cronisti di nera, e se non lo avesse tenuto sveglio il lavoro lo avrebbe fatto la preoccupazione per suo figlio, che aveva avuto bisogno di un doppio sedativo per andare a letto. Altman sapeva che gli uomini di Sideboards avrebbero fatto il possibile, e anche di più, per trovare Dawn, ma le cartelle del suo archivio erano piene di ragazze morte, nonostante la polizia avesse fatto il suo dovere, e anche di più.

La passò insonne il sedicente Marcel Carabas, in un motel di Newark, maledicendo la sorte che gli aveva impedito di trovare un aereo per Las Vegas quella sera stessa.

La passò insonne Gwen Caruso, sul pullmann che la riportava mestamente a casa, dopo una fuga d’amore durata meno di una giornata.

La passò per metà insonne Brewster McCloud, cercandosi un rifugio in Central Park; fu sul punto di rinunciare al parco e di passare la notte nella prima stazione della metropolitana che avesse incontrato, ma poi incontrò un confratello che gli offrì ospitalità nella sua baracca, un ex chiosco di gelati decaduto.

Tu invece dormi, principessa Dawn, non hai fatto altro, da quando la signora Newman ti ha offerto il liquore. Certo, ci sono stati dei momenti in cui, tecnicamente, eri sveglia, quelli in cui ti hanno dato da mangiare; ma erano momenti brevi, e la robaccia che circola nel tuo sangue ti aveva talmente intontita, che adesso non sapresti neppure dire se erano momenti veri o sognati. Credimi, è meglio così. Se venisse un momento in cui tu fossi pienamente sveglia, proveresti un’angoscia e una disperazione peggiore di quelle che stanno provando adesso i tuoi genitori. Loro, perlomeno, sanno chi ha voluto tutto questo, e perché.

Riassunto

022617_1248_Labellaaddo2.jpgLa mattina dopo, il capo del distretto, il commissario Sideboard, si incontra con un agente dell’FBI, Walter Huston, addetto alla protezione testimoni, che gli spiega le ragioni del rapimento di Dawn. La ragazza è la figlia di un contabile che accettò di testimoniare contro Nhu, un imprenditore cinese che sfruttava il lavoro clandestino dei suoi connazionali. Nonostante il delatore abbia, da allora, continuamente cambiato identità e residenza, la moglie di Nhu ha continuato a perseguitare la sua famiglia inviando loro delle cartoline minacciose, finché, quando Dawn ha compiuto diciotto anni, ha attirato la ragazza in una trappola e l’ha rapita.

Intanto, Lebowicz scopre la vera identità del gato botado e di Marcel Carabas: sono Carlos Figueroa e Laurien Perrault, un giovane ristoratore di origine canadese, che aveva perduto il suo locale a causa dei debiti con Caruso. I due si costituiscono e raccontano quale fosse il loro piano. Perrault, usando la villa e i vestiti di Ernest Haller (rimasti a disposizione di Figueroa dopo la fuga del bancarottiere ai Caraibi), avrebbe dovuto sedurre Gwen Caruso, sposarla a Las Vegas e poi ricattarne il padre per far annullare il matrimonio. Perrault non ha avuto, però, il coraggio di andare fino in fondo e, prima di prendere l’aereo per il Nevada, ha confessato tutto a Gwen. Il caso si risolve con un accomodamento extragiudiziale: Gwen non solo rifiuta di sporgere denuncia contro i due truffatori ma, per ripagare Perrault del danno subito per colpa di suo padre, gli presta il denaro per aprire un nuovo ristorante.

022617_1248_Labellaaddo3.jpgPrima di andarsene, Figueroa lascia a Lebowicz alcuni documenti riservati, che gli ha affidato Jerome Corwin, l’amministratore degli immobili di Haller. Da essi risulta come Corwin avesse affittato alla signora Nhu sia l’appartamento in cui Dawn è stata rapita sia un baraccone abbandonato in Central Park, Il castello delle streghe. Dalla confessione di Corwin, e dalla testimonianza di alcuni barboni che hanno notato degli strani movimenti intorno al baraccone, gli uomini del 66. Distretto deducono che è quello il luogo dove la ragazza è tenuta prigioniera. Dopo un breve conflitto a fuoco tra la polizia e gli uomini della signora Nhu, Dawn viene liberata, viva ma ancora incosciente per gli effetti della droga che le è stata iniettata. Come la bella addormentata nel bosco, si risveglierà dal coma solo quando, in ospedale, sentirà la voce del suo fidanzato Arthur.

Commento

Riguardo ai nomi, accanto a quelli scelti solo per caratterizzare i personaggi per la loro origine etnica (Figueroa, Lebowicz) ce ne sono altri che costituiscono strizzate d’occhio alle fiabe di Perrault (Laurien Perrault, Marcel Carabas, come il sedicente marchese di Carabas del Gatto con gli stivali) e al film di Walt Disney (l’agente dell’FBI che cerca di proteggere la famiglia di Dawn è soprannominato “zio Walt”; Dawn, “alba”, rimanda alla principessa Aurora; la cattiva signora Nhu firma le sue cartoline minatorie Maleficent). Infine, il commissario Sideboard è una traduzione del commissario Basettoni dei fumetti di Topolino.

La bella addormentata di Central Park

021917_1328_Labellaaddo1.jpgIncipit

Dormi, principessa, dormi e sogna.

Sogna Seattle, Fort Worth, Boston, Baltimora: tutte le città e i paesini dove hai trascorso un pezzetto dei tuoi diciotto anni. I tuoi genitori sembravano essere mossi da un’inquietudine straordinaria anche per un popolo di nomadi come gli americani. Il bello è stato che così hai potuto conoscere più mondo di quanto non abbiano fatto i tuoi coetanei; il brutto è che, con questi continui trasferimenti, non hai potuto fare amicizie stabili. Per dirne una, solo adesso che vai per la maggiore età hai cominciato ad uscire con un boy-friend. È già stato qualcosa che, cambiando continuamente istituti, compagni e professori, a volte anche due volte nel corso dello stesso anno, sia riuscita ad avere una carriera scolastica nel complesso regolare.

Sogna le misteriose cartoline con firme strane (“Carabosse”, “Maleficent”) che, per quel che ricordi, ti sono arrivate regolarmente per i tuoi compleanni. Non proprio regolarmente: due o tre compleanni li hanno saltati, ma mai due di seguito. Quando ti arrivavano quelle cartoline, che ti piacevano tanto perché avevano le immagini delle principesse Disney , i tupoi genitori facevano la faccia scura e non ti spiegavano perché. Non te l’hanno spiegato neanche adesso che sei adulta.

Sogna lo zio Walter. Hai parecchi zii e cugini, nel senso corrente della parola; fratelli e nipoti di papà e mamma, ma faresti fatica a dire come si chiamano, anche quando non sei addormentata come adesso. Certo, non è bello ignorare il nome del sangue del tuo sangue, ma sono gli inconvenienti del vivere on the road. Come potresti conoscere dei parenti che saltano fuori dal nulla e poi vi ritornano per anni? Walter, invece, non è uno zio in senso letterale, però ha finito per diventare una presenza famigliare. È simpatico e dice di volerti bene, però tu, fin da bambina, lo hai sempre un po’ temuto. Già da piccola, infatti, avevi notato che ogni vostro trasloco era stato preceduto di pochi giorni da una visita dello zio Walter.

Riassunto

Il racconto è la storia di due giorni di lavoro in un distretto di polizia a New York, alternate con i monologhi interiori di una ragazza, rapita e sotto l’effetto degli stupefacenti.

021917_1328_Labellaaddo2.jpgAl distretto 66, il figlio di un influente giornalista, Arthur Altman, denuncia la scomparsa della sua ragazza, Dawn Rudolph. I genitori di Dawn sostengono che lei è semplicemente andata presso dei suoi parenti all’Ovest per sottrarsi al corteggiamento troppo pressante di Arthur, ma i due poliziotti che seguono il caso, l’ispettore Burr e il sergente Jackson, intuiscono, dal comportamento della coppia, che la ragazza è stata in realtà rapita. Nell’armadietto di Dawn, alla Columbia University, i due poliziotti trovano un suo quaderno con l’indirizzo di un’agenzia di modelle, La fata madrina. Recatosi sul posto, Jackson vi trova un palazzo semivuoto, e con scarsa sorveglianza, i cui appartamenti sono spesso affittati per brevi periodi: il luogo ideale per attirare in trappola una fanciulla ingenua. Anche un’agente dell’FBI si interessa alla scomparsa di Dawn, e va a fare visita ai Rudolph…

Intanto, un altro caso di ragazza scomparsa è denunciato al Distretto 66. Anthony Caruso, il proprietario di un’agenzia di prestiti (in sostanza, uno strozzino) racconta di come la sua famiglia fosse stata avvicinata da un certo Marcel Carabas, che, fingendosi un uomo d’affari francese, aveva sedotto sua figlia Gwen e l’aveva fatta fuggire con lui. Caruso non è in grado di dire chi fosse in realtà Carabas, ma riconosce in una fotografia il suo segretario-factotum. È un piccolo criminale di origine messicana, chiamato El gato botado (il gatto con gli stivali) per la sua astuzia. Il detective Lebowicz scopre un collegamento fra i due casi: El gato botado lavorava come autista per Ernest Haller, un immobiliarista sull’orlo della bancarotta, proprietario sia dell’immobile, dove è stata rapita Dawn, che della sfarzosa villa dove Carabas aveva invitato a pranzo i Caruso…

Il primo giorno d’indagini è passato e cala la notte sulla città

dbpix-puss-in-boots-tmagarticle-v2Commento

Mi sono reso conto che, alla serie delle fiabe gialle, manca quella che oggi è la detective story per eccellenza: il procedural, basato sulla descrizione “realistica” del lavoro della polizia. Ho cercato di seguire le regole dei telefilm polizieschi, dando ad ogni personaggio un’etnia diversa (Jackson è di colore, Lebowicz ebreo, i Caruso italoamericani, “Carabas” franco-canadese, El gato botado e e l’agente Ortega ispanici; apparirà poi anche una cattiva di origine cinese) e caratterizzando ogni poliziotto in maniera diversa: Burr è una sorta di Maigret, bonario ed esperto, padre di famiglia; Jackson un duro, che viene dai quartieri più turbolenti, la cui maggiore aspirazione è dimostrare ai colleghi di avere anche un cervello da investigatore; Lebowicz un Serpico aggiornato, intellettuale e ribelle, ma efficiente e scrupoloso sul lavoro; Ortega un novellino, a cui il duro lavoro non ha ancora tolto la voglia di scherzare.

I due casi sono in realtà le fiabe della Bella addormentata e del Gatto con gli stivali, trasferite nella New York di oggi; vi ho inserito anche, in un paragrafo, l’allusione a un caso di banconote false che ricorda un’altra favola di Perrault, Le fate, ma forse vi dedicherò un racconto per intero.